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Storia di Accadia

Il toponimo deriva forse dal nome della dea Eca, l'Acca Deache sarebbe poi divenuta Acca Dia. Questo, comunque, potrebbe derivare anche dal latinoAquediae o, meglio, Aqua cadiva, divenuto poi Accadia, ossia acquache cade, data l'ampia presenza di sorgenti e fili d'acquanel territorio comunale.

La storia di Accadia, ha inizio tra il II ed il I millennio a.C. con i Dardani, per terminare, dopo la caduta dell’impero Romano d'Occidente, con la dominazione bizantina. Secondo la tradizione, nei dintorni del paese sorgeva un tempio dedicato ad Eca o Acca Dea, da cui sarebbe scaturito il toponimo Accadia. La cittadina venne espugnata nel 214 a.C. dal console Marcello e distrutta nell'88 a.C. da Silla. Durante l'impero romano l'area fu interessata dai commerci che si sviluppavano lungo la trafficata rete viaria dell'Appennino, tra Roma e l'Apulia, come testimonia il ritrovamento dei resti di una taverna romana.

Durante l'occupazione normanna dell'Italia Meridionale, l'organizzazione del piccolo abitato era molto semplice.

Successivamente, la cittadina fu prima danneggiata dal terremoto del 1456 e poi, il 21 luglio del 1462, stretta d'assedio dal sovrano aragonese, Ferrante I d'Aragona, durante la contesa tra Angioini ed Aragonesi per la conquista del regno di Napoli. In seguito, Accadia, fu feudo dei Caracciolo-Del Balzo e infine dei Recco e dei Dentice.

In seguito alla riforma amministrativa del 1811, Accadia passò dalla Capitanata all'Irpinia, inquadramento confermato in seguito all'Unità d'Italia, quando il comune di Accadia fu incluso nella provincia di Avellino, della quale avrebbe fatto parte fino al 1927, quando poi rientrò nella provincia di Foggia insieme ad Orsara di Puglia.

I primi anni del Novecento rappresentarono un periodo di relativo benessere economico, dovuto alla fioritura dell' agricoltura, ma con l'epidemia di colera del 1910 e l'intensificarsi dell'emigrazione si verificò un repentino arretramento delle condizioni economiche. Il comune fu distrutto dal terremoto del 1930 e successivamente colpito anche dal terremoto dell'Irpinia del 1980, che danneggiò il centro abitato.

Simboli

Il gonfalone di Accadia è costituito da un drappo giallo merlato con frangia dorato nella parte inferiore di colore giallo; nel centro vi è lo stemma coronato dall'iscrizione "Comune di Accadia". In basso riporta la scritta: Aquadiam fortem cepit rex fortior urbem. Lo stemma è costituito da uno scudo su fondo azzurro con un ponte, sotto al quale si intravede un fiume, e, nella parte superiore una corona ducale. Al di sopra di questo ponte si evidenzia una grande A, iniziale del nome del comune. Tale stemma è poi circondato, nella parte inferiore, da due rami, uno di alloro, l'altro di quercia legati alla base da un intreccio di rami.