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STORIA

L'attuale territorio comunale di Foggia faceva parte del più grande e antico villaggio del Neolitico in Europa, tra il VI e il IV millennio a.C.). Una piccola parte dell' area archeologica è racchiusa nel Parco Archeologico di Passo di Corvo, mentre altri importanti insediamenti del Neolitico li troviamo in località Pantano, tra i quartieri Salice Nuovo, San Lorenzo ed Ordona Sud, e nel centro della città, negli scavi della Villa Comunale e in quelli nell'area dell'ex Ippodromo.
Risalgono al II millennio a.C. i siti archeologici di Arpi (in greco Argos Hippium), come l'Ipogeo della Medusa, l' Ipogeo dei Cavalieri e le Necropoli, in Località Arpinova. Arpi era una delle più grandi ed estese città italiote, dove la pratica dell'agricoltura era abituale tra gli abitanti della zona, favorita dalla fertilità del tavoliere e dalla sua conformazione geomorfologica pianeggiante: la zona, tuttavia, era paludosa e malarica e solo nel XI e XII secolo, sotto la dominazione normanna, ci furono dei miglioramenti. Roberto il Guiscardo fece bonificare un'ampia zona acquitrinosa, dando all' attuale nucleo urbano della città un impulso economico e civile che crebbe ulteriormente durante il regno di Guglielmo il Buono.
Il XIII secolo è stato un periodo molto importante nella storia di Foggia. Federico II, lo Stupor Mundi, amò a tal punto la città da farvi costruire un magnifico Palatium, che si estendeva su una vasta area nei pressi dell'attuale Via Arpi, su cui vi era un'iscrizione (oggi conservata nel Portale di Federico II) che recitava:

« Hoc fieri iussit Federicus Cesar ut urbs sit Fogia regalis sede inclita imperialis »

« Ciò comandò Federico Cesare che fosse fatto affinché la città di Foggia divenisse reale e inclita sede imperiale »

Federico II considerava la Capitanata un luogo ideale anche per la caccia e perciò fece costruire altre due maestose dimore alle porte di Foggia, la Domus/Palacium Solatiorum San Laurencii e Pantani, in località Pantano, tra i quartieri Ordona Sud, San Lorenzo e Salice Nuovo, dove il Guiscardo aveva fatto edificare l'omonima chiesa, e il Palacium dell'Incoronata, nei pressi dell'omonimo Santuario/Borgo.
Un altro capitolo importante della storia di Foggia è la transumanza. Nel 1447 gli Aragonesi tentarono di sfruttare la centralità diquesta città imponendo il pagamento di una tassa a tutti i pastori tramite la Dogana della mena delle Pecore; questo evento fece arricchire notevolmente le casse regie ma impoverì notevolmente gli agricoltori del Tavoliere. Simbolo della transumanza e della relativa tassazione è Palazzo Dogana, un edificio costruito nel XVII secolo.
Il 20 marzo 1731 un nuovo terremoto colpì la città, distruggendo un terzo delle abitazioni: la città reagì e si riprese. Nell'Ottocento Foggia, divenuta capoluogo nel 1806, si sviluppò verso la stazione ferroviaria e fu arricchita da importanti monumenti pubblici. Anche dal punto di vista politico la città fu molto attiva in questo periodo: essa ospitò le carbonare della provincia e prese parte ai moti del 1848 e del 1860. Con l'unità d'Italia nel 1861, ma soprattutto con l'abolizione della dogana avvenuta 4 anni dopo, la città si riprese le terre finalmente sottratte alla pastorizia, dando un nuovo sviluppo all'agricoltura della zona. La prima metà del Novecento ha visto un incremento nell'edilizia pubblica con la costruzione di edifici come il Palazzo degli Studi, la Prefettura e il Palazzo di città, ma un avvenimento che riveste una notevole importanza nella storia della città è la costruzione dell'Acquedotto pugliese nel 1924. Durante la seconda guerra mondiale la città fu nel mirino dei bombardamenti dell'aviazione alleata, che rasero al suolo buona parte delle abitazioni della città. Bisogna ricordare i bombardamenti del 22 luglio e del 19 agosto 1943, di certo i più violenti che colpirono la città, causando più di 20.000 vittime, ossia quasi un terzo della popolazione dell'epoca. La città è stata poi ricostruita sulle rovine del centro antico e della struttura urbana ottocentesca, secondo i dettami di uno stile post fascista.