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grano duroIl grano duro made in Italy continua ad essere deprezzato dall'interesse dell'industria della pasta ad ottenere materia prima a basso costo per massimizzare i profitti.
E' l'unica ragione dell'afflusso costante di cereali dall'estero mentre le mietitrebbie pugliesi sono al lavoro nei campi da pochi giorni, determinando l'ulteriore deprezzamento del prodotto territoriale e spingendo i piccoli produttori cerealicoli fuori dal mercato.
E' tempo che il Governo mantenga fede agli impegni assunti con l'approvazione del Piano Cerealicolo, sollecitato dal Parlamento proprio per tutelare e valorizzare uno dei prodotti maggiormente significativi del nostro paniere agroalimentare.
Contratti di filiera, certificazione della pasta 100% made in Italy e sostegno finanziario degli investimenti sull'incremento della qualità del grano duro sono le priorità operative su cui concentrare risorse finanziarie e attività tecnico-burocratica.
Il mercato globale è un'opportunità di reddito anche per i piccoli produttori, mentre la guerra del grano che si sta scatenando rischia di alimentare esclusivamente l'ottuso protezionismo propagandato dai sovranisti.

Vice Presidente Regionale Alpaa Puglia

Umberto Porrelli