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La visione di un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto è diventato il simbolo della speranza di una comunità.
Nella nostra città il “caso teatro Mediterraneo” fanno guardare quel bicchiere completamente vuoto, facendo perdere ogni speranza di risalita dalle classifiche nazionali sulla qualità della vita.

Lo scorso anno il gruppo amici della domenica (GADD) fece “un’incursione” nell’area che non doveva essere solo teatro, ma anche piscina all’aperto prima e luogo di aggregazione per giovani ed artisti poi.
L’incuria, la sciatteria e l’approssimazione amministrativa erano - e sono- segnalati da un albero che cresce nel bel mezzo della vasca che avrebbe dovuto essere la piscina olimpionica all’aperto, segno che la natura si riappropria di ciò che è suo e segnale inquietante di quanto il degrado venga da tanto lontano da permettere ad un albero di nascere e crescere rigoglioso.

Si taccia, per carità di patria, della NON PISCINA per evitare che il bicchiere non sia più vuoto, ma che non si veda affatto e recitare con il poeta che anche la speranza ormai fugga i sepolcri, ma sul “teatro mediterraneo” si dica qualche parola che possa ridare speranza.

Il teatro mediterraneo ancora chiuso è il bicchiere mezzo vuoto che offrono alla comunità chi è stato delegato ad amministrare la città.
Non si può morire dentro: recitava il verso di una vecchia canzone, invece si può morire dentro e fuori quando viene fatta morire la cultura, quando non si dà la possibilità alle giovani speranze artistiche di questa città di potersi esprimere ed aiutare la comunità a crescere, per restare sul settore preso in considerazione in questa nota.
La speranza in questa città non muore perché esiste un mondo capace ancora di far vedere quel bicchiere mezzo pieno.
La grande voglia di fare da parte di molti esiste ed è palpabile nelle pieghe vive della nostra città, nei suoi vicoli più nascosti, fatti di gruppi teatrali, di gruppi musicali e di artisti della più varia natura che nonostante tutto sono vivi e vitali.
Questa è la parte della città che può riempire la metà che gli compete del bicchiere della speranza, a chi amministra, poi, il compito che gli è proprio di riempire l’altra metà di quel bicchiere.
Quanta vivacità e vitalità esiste ancora in questa città?
Tanta!!!
Quante espressioni artistiche esistono in queste città che avrebbero potuto -e possono- riempire quella scatola vuota che è oggi il teatro mediterraneo?
Tante?
Ognuno deve sentirsi obbligato a far qualcosa per non far morire la città, ognuno de muoversi per come può e sa fare, perché la città non è di chi l’amministra, ma di chi la abita e la vive.
Un flash “muvt” è il richiamo che lanceranno giovedì 12 Agosto alle ore 20.00 presso l’isola pedonale di c.so Vittorio Emanuele, un gruppo di artisti della nostra comunità. Una maniera per dire che si esce tutti insieme dalla crisi e che ognuno è chiamato a muoversi, per spegnere l’incendio che sta distruggendo ogni idea di comunità di persone, facendoci regredire alla logica di insieme di individui che casualmente condividono e vivono nello stesso spazio.

Una modalità mutuata dalla rete e fatta propria con un spettacolo pubblico che dia il segno di quello che avrebbe potuto offrire la nostra comunità di artisti in queste caldissime giornate di questa torrida estate.
IL TEATRO MEDITERRANO, segno di sciatteria e incompetenza e approssimazione di chi avrebbe dovuto riempire quel bicchiere della speranza, sia il segnale che esiste una comunità che non si arrende e vuole continuare a riempire quel bicchiere per farlo vedere finalmente completamente pieno!

infocontatto: amicidelladomenica@gmail.com
[con preghiera di pubblicazione]