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Cronaca

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Un autista di un pullman è stato aggredito ieri mattina alle 07:25 da un gruppo di persone che volevano salire senza mascherine sul mezzo, per recarsi al mare.

Almeno un centinaio di persone che intendevano raggiungere Manfredonia, come meta balneare. L'autista aveva visto alcuni dei possibili passeggeri senza i dispositivi di sicurezza. Il mezzo che si trovava in sosta al Terminal è stato colpito con pugni e calci, a causa della pretesa di salire a bordo senza alcun limite, cosa ovviamente impossibile, date le nuove disposizioni dell'emergenza Covid.
L’autista, ha cercato di spiegare che al massimo sarebbero potute salire a bordo 23 persone munite di mascherina, e quando ha aperto la porta anteriore per spiegare questo è stato aggredito. E' stato scaraventato a terra e preso a calci. Dopo l’intervento delle forze dell’ordine, l’autista, se pur dolorante, ha effettuato il viaggio e poi si è recato al pronto soccorso dove gli sono state riscontrate ferite guaribili in 7 giorni.

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gdf

E' stata sgominata una banda dedita al traffico di droghe pesanti sull'asse Capitanata-Molise. Il capo clan percepiva anche il reddito di cittadinanza
L'organizzazione criminale è stata smantellata alle prime luci dell'alba di oggi, dalla guardia di finanza. L’operazione denominata Fake cars, è portata al termine con ben 6 persone arrestate, 3 in carcere e 3 messe ai domiciliari, e con oltre 20 persone indagate e denunciate.

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arresto carabinieriI carabinieri di San Severo, alle prime luci dell'alba, hanno arrestato 4 persone con l'accusa di estorsione. La vittima, un commerciante di Lesina.
I quattro finiti in carcere sono: Angelo Bonsanto 31enne di San Severo, l'uomo era evaso per poi essere catturato alcuni giorni dopo, dal carcere di Foggia il 9 marzo scorso, Luigi Di Palma 42enne, Angelo Falcone 33enne di San Severo, mentre ai domiciliari è finita, perchè incensurata e madre di due bambini, Concetta D’Antuoni 36enne moglie di Bonsanto.
La vittima, dopo essersi trovata in difficoltà economiche e non potendo accedere al credito bancario, si è rivolta al gruppo, chiedendo e ricevendo un prestito di 15mila euro, diviso in due tranche. Su tale cifra, però, le è stato applicato un tasso usurario del 20%, che prevedeva delle rate mensili di interessi da 3mila euro. Ovviamente la donna non è stato in grado di pagare le rate se non per i primi due mesi.
Un piccolo sospiro di sollievo arrivava nel momento in cui due degli indagati venivano arrestati. Ma la pausa è durata poco perché a riprendere i contatti con la donna, è stata la moglie di Bonsanto, il quale dalla sua cella impartiva precise indicazioni. La vittima ha cercato una mediazione, proponendo la sottoscrizione di cambiali, che però sono state rifiutate.
La commerciante ha iniziato a ricevere minacce, così ha deciso di denunciare tutto ai carabinieri. 

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comunesanseveroVICENDA SAITEF – IMPIANTO DI COMPSTAGGIO: IL COMUNE VALUTA IMPUGNAZIONE DECISIONE TAR PUGLIA.

La vicenda Saitef – impianto di compostaggio - che ieri ha vissuto una tappa importante con la decisione del TAR Puglia che ha accolto il ricorso presentato dall’azienda - merita qualche puntualizzazione. Il Comune non ha il potere di autorizzare l’impianto, potere che la legge attribuisce alla Regione ed alla Provincia. Il ruolo del Comune è quello di garante della regolarità edilizia delle opere, poiché l’Ente è titolare dei compiti di vigilanza edilizia ed urbanistica su tutti gli interventi realizzati nel proprio territorio. In tale veste di controllore, il Comune, dopo aver appreso dalla Provincia (cioè dal soggetto competente per legge al rilascio delle autorizzazioni) che l’autorizzazione provinciale rilasciata non consentiva l’avvio dei lavori, ha sospeso la cantierizzazione dell’opera in base ad un preciso obbligo giuridico.
Il comportamento del Comune è stato perfettamente lineare, l’Ente ha svolto e intende svolgere a pieno il ruolo di controllore edilizio attribuitogli dalla legge, che gli impone di impedire la esecuzione di lavori non autorizzati.
Pertanto, il Comune sta valutando l’impugnazione della decisione del TAR, che, essendo stata resa in forma semplificata ha verosimilmente omesso di considerare l’intero quadro documentale (inclusa la acquiescenza prestata dalla Saitef in relazione alla carenza dei titoli edilizi), anche al fine di sentir accertare la linearità assoluta e la doverosità della propria condotta. In tale contesto, si attende anche un intervento autorevole e formale della Provincia di Foggia, che ha più volte ribadito di non aver autorizzato il progetto sul piano edilizio, e che tuttavia, forse per la brevità del processo (conclusosi già in sede cautelare), non si è costituita nel giudizio al fine di ribadire ciò che ha più volte scritto e affermato con atti formali.
L’Amministrazione Comunale.

l’Addetto Stampa
Michele Princigallo

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polizia di statoLe forze dell'ordine di Foggia, assieme ai colleghi di Cerignola, alle prime luci alba di oggi hanno smantellato la Cerignola Enterprise, fermando 13 soggetti, 8 in carcere e 5 ai domiciliari. Le indagini sono partite dopo il tentato omicidio di Leonardo Digirolamo, lo scorso 6 aprile 2018, ed arrestando una persona. 
Durante quelle indagini, era emersa la figura di un uomo, parente alla persona accusata del tentato omicidio, il quale era da collante fra più settori criminali. Attraverso quest’ultimo, si è arrivati prima a individuare un'intensa attività di spaccio effettuata in un box in via Policoro a Cerignola.
Oltre a questo, i militari hanno scoperto una banda, composta da tre soggetti, specializzata nel furto di autovetture che restituivano dopo alle vittime dietro estorsione in denaro. Le forze dell'ordine hanno individuato le autovetture rubate ed hanno sentito le vittime, nessuno di loro aveva denunciato l’estorsione, riuscendo così a ricostruire lo schema del cavallo di ritorno.
In alcuni casi la stessa banda avrebbe rubato le auto per due volte nella stessa giornata. Infine, lo stesso uomo è stato individuato come il capo e l’organizzatore di un’associazione a delinquere, con altri tre soggetti, finalizzata ai furti di derrate alimentari. Al riguardo è stato possibile ricostruire anche i singoli reati, due consumati ed uno tentato, tutti avvenuti presso una ditta di Formigliana, per un danno di circa 500.000 euro di principalmente prodotti ittici.
Uno dei 13 destinatari del provvedimento restrittivo è attivamente ricercato.

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