Condividi con

FacebookMySpaceTwitterGoogle BookmarksLinkedinPinterest

Chi c'è online

Abbiamo 194 visitatori e nessun utente online

arresto carabinieriI carabinieri di Cagnano Varano hanno smantellato un'organizzazione dedita allo spaccio della droga sul Gargano. La gang era un gruppo violento e spregiudicato che da Cagnano Varano cercava d'imporsi nei vicini comuni del circondario garganico, con atteggiamenti estorsivi e violenti.
Alle prime luci dell’alba, i militari hanno emesso una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 9 cagnanesi, 7 sottoposti agli arresti domiciliari e 2 all’obbligo di presentarsi in caserma. L'organizzazione gestiva considerevoli quantitativi di dosi di hashish, marijuana e cocaina.
Non solo droga. Durante le indagini, sono emersi una serie di reati come: estorsioni, rapine e furti tentati, tutti commessi al fine di imporsi sul territorio come egemoni nel mercato della droga.
Le indagini partirono nel settembre del 2018, dopo un attentato dinamitardo ad una abitazione privata. A partire da quell’episodio, quindi, sono state ricostruite le maglie di una la rete di cagnanesi dediti alla detenzione e cessione di stupefacenti, in particolare di hashish, cocaina e marijuana, nell’ambito della quale - per assicurarne la funzionalità e la redditività - venivano commessi anche i reati di rapina, estorsione, ricettazione ed il tentativo ben organizzato di impossessarsi di soldi contanti all'interno di un postamat di Ischitella, tentativo non riuscito solo per la presenza dei carabinieri.
Gli spacciatori, spregiudicati, avevano disponibilità anche di armi ed esplosivi, riuscendo in breve tempo ad imporsi nella piazza di spaccio del paese assicurandosi molti clienti anche dai centri limitrofi.
Le indagini hanno portato al sequestro di: oltre 1 kg di marijuana, 4756 dosi, dai quali si potevano realizzare circa 24.000 euro, 32 grammi di hashish, 155, valore 1600 euro e 31 dosi di cocaina per un valore di 2500 euro; sequestrato, inoltre, un ordigno artigianale con miccia, 6 grossi petardi alti circa 20 cm e con un diametro di 5 cm, polvere esplosiva, munizioni e una pistola semiautomatica calibro 9 clandestina e un fucile calibro 12 doppietta con matricola abrasa.
Si è scoperto che il ruolo di fornitori fosse svolto dai fratelli Michele Giuseppe e Sebastiano Pio Tarantino, figli di Giovanni, ucciso il 25 marzo 2002 nel corso di una faida garganica, i quali erano anche autori dell'estorsioni, messe a segno con estrema violenza, nei confronti degli acquirenti che non pagavano tempestivamente lo stupefacente, rivolgendosi in un caso al padre di uno dei debitori.