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Politica

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L’A.C. esprime il proprio disappunto per la negata visita del parlamentare europeo Cècilie Kyenge alla struttura denominata “Arena – Opificio delle Arti”, tuttavia, corre l’obbligo evidenziare che la delegazione che accompagnava il deputato Kyenge non ha né ufficialmente invitato né preannunciato all’A.C. dell’arrivo dell’europarlamentare.
Ciò denota non solo scarsa correttezza Istituzionale ma anche scarsa lungimiranza, atteso che in quel caso l’A.C. si sarebbe fatta parte attiva presso la Regione annunciando la visita istituzionale dell’europarlamentare ed avrebbe attivato i canali territoriali utili a pianificare la visita ed evitare questo spiacevole episodio. Ciò premesso, l’episodio ha reso quanto mai urgente fare chiarezza sulla vicenda. La concessione della struttura “Arena” alla Regione per accogliere temporaneamente i braccianti\migranti provenienti dal Ghetto e regolarmente presenti sul nostro territorio, parte da una semplice presa d’atto. Il c.d. Gran Ghetto, che sorge in agro di San Severo, ha da sempre rappresentato una sorta di terra di nessuno in cui la malavita, locale e non, ha trovato per anni la propria fucina di criminalità, dove non solo vi si consumavano reati di spaccio, traffico di armi, ma anche di sfruttamento della prostituzione e dei migranti che lì giungevano per lavorare. Dinanzi ad un sistema criminale così ben consolidato si è inteso avviare una forte azione di legalità, che arrivasse a sgomberare il Ghetto ed avviare percorsi di legalizzazione del binomio immigrazione\lavoro agricolo.
Per circa 20 anni, si è stati a guardare inermi l’ampliarsi del Gran Ghetto e non risulta essere stata intrapresa alcuna seria azione politico-amministrativa in materia. Questa Amministrazione, invece, non ha temuto di assumere una linea politica chiara che si ponesse, ancora una volta, in aperto contrasto con il sistema criminale. Sono state queste le premesse con cui si è avviata l’interlocuzione tra Amministrazione Comunale e la Regione Puglia, che ha indicato come referente diretto sul tema il dirigente dr. Stefano Fumarulo, avente grande esperienza su temi dell’immigrazione e legalità. Con lui, sin da subito, si è preso atto che urgeva intervenire rapidamente, in un periodo dell’anno in cui il numero dei dimoranti al Ghetto si riduceva ad 1\3, pertanto, bisognava intervenire nel trimestre tra gennaio e marzo. Questa rapidità, tuttavia, poneva il problema di trovare un alloggio temporaneo ai braccianti\migranti che risiedevano regolarmente sul nostro territorio e che dimoravano al Ghetto. La soluzione a questa urgenza si poneva come condizione essenziale per l’avvio delle operazioni di sgombero. La Regione, pertanto, ha più volte chiamato i Comuni della Capitanata a responsabilità ed a collaborare ma l’unico Comune a rispondere è stato il Comune di San Severo, scegliendo ancora una volta di essere in prima linea nella lotta alla Criminalità ed al Caporalato. Così, con delibera di Giunta Comunale n. 114\2016 è stata concessa alla Regione Puglia la struttura denominata “Arena” (ove non esiste alcuna cooperativa “Arena”, così come è stato erroneamente riportato da alcuni organi di stampa) per un periodo temporaneo, utile ad approntare il sistema di accoglienza definitivo mediante la realizzazione delle Foresterie delle Aziende Agricole di Capitanata. Immediatamente prima che le operazioni di sgombero del Gran Ghetto avessero inizio, la Regione ha affidato la direzione logistica e la sorveglianza della struttura al Coordinamento Provinciale della Protezione Civile. Ebbene, proprio nella fase di start up, ovvero nell’aprile del 2017, è venuto meno il compianto dirigente regionale, Dr. Stefano Fumarulo, con cui l’Amministrazione Comunale di San Severo aveva condiviso strategie ed obiettivi sul tema. In quella fase, volendo accelerare la fase conclusiva dell’operazione, la Giunta Regionale, con atto deliberativo n° 212\2017, ha approvato unilateralmente uno schema di convenzione con cui si articolavano e disciplinavano le modalità con cui la gestione dovesse divenire di titolarità comunale.
Tuttavia, le modalità ivi proposte, che soffrivano della mancata condivisione preliminare con l’A.C., hanno richiesto un approfondimento e l’avvio di una fase interlocutoria volta a dissipare definitivamente i dubbi e trovare una maggiore condivisione sul modello di accoglienza da attuare nella struttura, sui tempi previsti per l’attuazione di quel modello d’accoglienza nella struttura di via del Demanio e le modalità di passaggio della gestione. In particolare, dopo circa due mesi di gestione della struttura e prima del passaggio di consegne, l’A.C., tramite l’Assessorato alle Politiche Sociali, si è fatta parte attiva favorendo una fase di raccordo tra i soggetti coinvolti nella gestione della struttura e gli uffici preposti ai controlli, soprattutto per avere contezza dello status giuridico dei migranti a cui, nel frattempo, era stata data ospitalità presso la struttura. Attualmente la gestione della struttura rimane di titolarità regionale, ma siamo fiduciosi che la Regione Puglia si attivi celermente a ripristinare un sistema di sorveglianza della struttura ed attivi tutti i canali utili a consentire all’A.C. di avere un pieno controllo sulla struttura e sul sistema di accoglienza in esso attivato, ponendola nelle condizioni di programmare e pianificare, insieme a tutti gli operatori ed attori del territorio, un’azione di pieno inserimento tentando di ridurre al minimo le potenziali occasioni di frizione sociale e di sfruttamento lavorativo dei lavoratori migranti in essa ospitati.

Il Portavoce
Michele Princigallo