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Politica


salviniOggi Matteo Salvini è al teatro Giordano, poi si sposterà a Manfredonia. Una toccata e fuga di poche ore. I manfredoniani gli hanno riservato un'accoglienza piuttosto simpatica, ma qualcuno l'ha chiamata vandalismo, precisando però che Salvini fa schifo lo stesso. Un'opposizione un po’ sbiadita.
Nei mesi passati abbiamo assistito ad una costante evoluzione della destra foggiana. In molti hanno scelto di salire sul Carroccio del vincitore, il primo è stato il sindaco dottor Franco Landella, che ha affiancato il segretario federale della Lega in un comizio a Firenze. Poi la storia dei salviniani ha visto una crisi: un arresto per traffico di rifiuti e una espulsione per indelicatezza. Ma alla fine, come l'araba fenice, “Noi con Salvini” è riapparsa nei consigli comunali di Foggia e Bari. E non ha perso un attimo per lanciarsi nel dibattito, già stantio, sul quartiere Ferrovia: ci vogliono le pistole, dicono. Così Matteo Salvini viene a Foggia ancora una volta, più forte dell'ultima, in cerca di un riconoscimento definitivo al sud. La storia, l'ultima volta, è andata diversamente. Il 15 maggio 2015, a Foggia, Matteo Salvini fu contestato da centinaia di persone all'uscita del suo albergo, dopo aver vomitato il suo odio per gli immigrati (purtroppo a Foggia quello per i terroni non avrebbe sortito l'effetto voluto). Chi lo ha contestato voleva dare un segnale: non era a Salvini che volevano parlare, ma a tutti gli altri. Volevano dire che Foggia non può essere la città dei Salvini, dei Landella, degli Splendido; che Foggia è una città meticcia, meridionale, contadina: non xenofoba, non razzista. A seguito dell'atto terrorista e violento del lancio di uova, quelle persone sono state caricate dalla forza pubblica. Una risposta un po’ sproporzionata, considerando che quello nel cinema parlava di ruspe. 32 di quelle persone, a distanza di due anni, sono state condannate senza processo a 4 giorni di carcere, convertiti in 1000 euro di ammenda a testa. Condanne nel pieno stile delle politiche di chi si considera un argine ai populismi come quello di Salvini, quelli che con i decreti Minniti-Orlando hanno dichiarato guerra ai poveri e al dissenso. Quelli che usano i fogli di via e il DASPO urbano per tutelare il decoro, strumenti ornamentali per città abbandonate a sé stesse. Non stupisce che questi stessi strumenti siano usati e apprezzati dallo stesso sindaco dottor Landella, antigovernativo finché gli piace, che con l'ultima ordinanza ha conseguito un grande risultato di civiltà nel multare una donna di mezza età che sostava sulle scale di un portone. Ma la cronaca non è abbastanza. Come studenti e come cittadini, non possiamo permettere che la nostra città continui ad essere strumentalizzata per un pugno di voti, in un contesto in cui la disoccupazione è alle stelle, i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi. Per rispondere allo sfruttamento del nostro territorio non possiamo permettere compromessi con chi ne è l'artefice. Esprimiamo solidarietà ai condannati, e ribadiamo il loro messaggio: i razzisti e gli xenofobi non devono avere nessuno spazio nella nostra città.

Ucronía
Link Foggia
Unione degli Studenti Foggia