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Pino Romano: “Recuperiamo le strutture di Lucera, Manfredonia e Cerignola per garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini di Capitanata. Emiliano e il PD dimostrino coraggio e ci aiutino a portare avanti una battaglia doverosa per la nostra comunità ”

“In questi giorni ho avuto modo di girare alcune strutture della provincia di Foggia – Troia, Lucera, Manfredonia -, strutture di alto profilo e dove è tangibile la professionalità degli operatori. Un tour che ha rafforzato la mia e nostra convizione che è possibile e doveroso intervenire per facilitare l’integrazione di queste strutture con gli hub ospedalieri per venire incontro a una domanda sempre più specifica e pressante rispondendo con un’offerta qualitativa che tocca l’eccellenza. Il tutto in un contesto nazionale che vede ogni anno 12 milioni di italiani dover rinunciare alle cure a causa di problematiche legate tanto alla povertà quanto all’isolazionismo di alcune aree. Una responsabilità, questa, di cui la politica deve necessariamente farsi carico, indipendentemente dagli appuntamenti elettorali”.
Pino Romano, presidente della III Commissione Sanità della Regione Puglia, ha concluso questa mattina il suo giro in Capitanata - durante il quale ha potuto visitare alcune strutture di degenza del territorio – con una conferenza stampa, tenutasi presso il Comitato Elettorale di Liberi e Uguali, durante il quale ha esposto le proposte alternative al piano di Riordino Ospedaliero insieme ai candidati di LeU.
“Ogni area che ho avuto l’onore di visitare – spiega Romano – presenta specificità e criticità che vanno analizzate attentamente. Ma ho avuto anche modo di vedere le buone prassi di molte strutture che portano avanti un lavoro eccellente per venire incontro alle esigenze del territorio stesso”.
L’articolato discorso del presidente della Commissione Sanità parte da una valutazione degli hub di eccellenza, “che nonostante il cammino virtuoso intrapreso, soprattutto dagli Ospedali Riuniti di Foggia grazie all’ottimo lavoro svolto finora da Vitangelo Dattoli, devono poter garantire un’offerta sanitaria diversificata e quindi non sovrapponibile, altrimenti arriveremo al paradosso che le strutture possano arrivare a penalizzarsi vicendevolmente con una ripercussione in termini di qualità dell’assistenza. D’Altro canto, è necessario costruire una sinergia sanitaria tra l’hub degli Ospedali Riuniti di Foggia e Casa Sollievo della Divina Provvidenza, soprattutto sul versante della ricerca scientifica in materia oncologica. Sappiamo che Casa Sollievo ha importanti focus sul tema ed è quindi fondamentale che il sistema istituzionale sia dentro questo complesso sistema diricerca. Naturalmente costruendo le giuste sinergie”.
Il vero nodo da sciogliere, però, restano gli ospedali di bae e le strutture di primo livello “Partiamo da un presupposto: non si può non riconoscere che su questo tema si è “toppato” e ora bisogna urgentemente decidere cosa fare. Prendiamo Lucera per esempio. Il Lastaria non può essere considerato un plesso di San Severo. A questo punto, o decidiamo di chiudere – ovviamente scelta che va scongiurata – o rimoduliamo come nuova struttura di degenza, magari per colmare il gap ormai evidente su come affrontare le patologie geriatriche e psichiatriche. Bastano pochi posti letto in più e la collaborazione determinante dei medici di base per cambiare radicalmente le cose e offrire una risposta concreta a un territorio che vede nella condizione degli anziani e nelle patologie legate alla vecchiaia la sua maggiore urgenza. Su Lucera, quindi, a nostro avviso, va aperto urgentemente un focus specifico”.
Ma le problematiche si estendono anche a altri territori. “A Manfredonia la situazione non è migliore, visto che riducendo il numero di posti letto si arriverà rapidamente a scendere sotto la soglia minima e quindi ci si avvicina pericolosamente alla dismissione. Una situazione che presto potrebbe anche verificarsi a Cerignola”.
Cosa fare quindi? “Innanzitutto dobbiamo smettere di operare esclusivamente valutazioni di carattere economico-finanziario e, soprattutto, capire che il diritto alla salute non può essere diseconomico. Serve quindi che la politica faccia delle scelte e scelga per il benessere e la tutela dei propri cittadini. Fatta questa premessa, occorre riconoscere la territorialità come fattore di valutazione e costituzione di un nuovo percorso. Sostanzialmente, dove abbiamo operato dei tagli “dovuti” non possiamo lasciare un vuoto. Dobbiamo intervenire garantendo e riconoscendo le prestazioni sanitarie a quelle piccole strutture che quotidianamente vengono incontro alle esigenze innumerevoli del territorio proprio laddove il pubblico è, per un motivo o un altro, deficitario. Infine la Regione Puglia deve decidere se la sanità rappresenta ancora un tema fondamentale per l’azione di governo. Comprendo – sottolinea Romano – che il D.M. 70 vincola fortemente le scelte, ma in questi anni il Governatore Emiliano ha dimostrato che quando a Roma sono stati presi provvedimenti che andavano contro l’interesse dei cittadini ha saputo far valere le proprie ragioni sbattendo energicamente i pugni sul tavolo. Ecco, è ora che sia Emiliano che il Partito Democratico capiscano che è necessario essere al nostro fianco in un percorso di confronto continuo e continuativo col Governo e il Ministero per riuscire a riequilibrare la situazione e vedere garantito un diritto fondamentale alla nostra comunità. Noi la nostra parte l’abbiamo fatta e la faremo, ora attendiamo gli altri”.