Condividi con

FacebookMySpaceTwitterGoogle BookmarksLinkedinPinterest

Chi c'è online

Abbiamo 179 visitatori e nessun utente online

Politica


attivisti5stelleDopo la farsa delle dimissioni del sindaco Franco Landella, prontamente ritirate dopo 14 giorni come ampiamente previsto dal gruppo “AttiVisti foggiani”, emerge il vero volto di questo governo del “tirar a campare” stretto tra ricatti e nuove ed estenuanti trattative con i nuovi soci.
Le opposizioni che, fino a 24h prima, chiedevano a gran voce le dimissioni del sindaco, lanciano l’ancora di salvataggio al primo cittadino, fornendo l’appoggio esterno con tre consiglieri, e passando alla storia come buoni samaritani.
Ennesimo atto della tragicommedia consumatasi a Palazzo di Città in questi mesi.

Tre nuovi “moschettieri”, Iaccarino (area democristiana), Cassitti (socialisti) e Clemente (Pd), che al grido uno per tutti e tutti per Landella, hanno rafforzato i risicati numeri della maggioranza landelliana.
Pur di scongiurare il commissariamento del Comune di Foggia ed evitare che si possa scoperchiare il vaso di Pandora, si è preferito assecondare un governo cittadino totalmente fallimentare.

Certo, era facile intuire che l’impercettibile opposizione dei suddetti consiglieri fatta di astensioni ed assenze si potesse materializzare in un supporto “de facto” a favore della giunta Landella soprattutto se infarcita di contentini e “premi” come la Presidenza della municipalizzata ATAF.

Le chiacchiere stanno a zero, così come le promesse mai mantenute. La raccolta differenziata sarebbe dovuta partire entro il 14 giugno: Niente. La sottoscrizione da parte di AMIU di un contratto definitivo è ancora in alto mare, con la raccolta differenziata al 23%, livello scandaloso ed intollerabile per una città, capoluogo di provincia dopo ormai quattro anni di mandato.

Una raccolta differenziata spinta e di quartiere assolutamente fallimentare, partita con grandi proclami ma con pessimi risultati. Questi a nostro modo di vedere le principali criticità:
● la cittadinanza è stata poco informata e sensibilizzata, andavano utilizzati meglio i media ed i canali social;
● la sostituzione dei cassonetti, peraltro non estesa a tutta la città, non è sufficiente a rappresentare la chiave di svolta del processo e del cambio culturale che un governo cittadino che si rispetti deve chiedere ai suoi cittadini;
● l’assoluta assenza di pianificazione sul conferimento dei rifiuti e la mancanza assoluta di un controllo sullo stesso, con la possibilità di comminare sanzioni, lasciano intendere che nulla sia cambiato rispetto a prima.
La responsabilità di questo fallimento è in capo all’Assessorato all’Ambiente, guidato da anni dall’uomo di fiducia del sindaco e suo stretto collaboratore, Francesco Morese.
Una gestione disastrosa a tutti i livelli: dalla pulizia nei quartieri alla gestione dei mezzi atti alla stessa, dal fallimento del progetto pilota “Foggia non sarà più un bidone” al mancato raggiungimento dell'obiettivo del 40% di raccolta differenziata entro i due anni.

Per non parlare dei ritardi nella consegna del Centro Comunale dei Rifiuti in zona Sprecacenere, per i quali noi contribuenti spendiamo risorse pubbliche per garantire la vigilanza del sito per evitare furti e danneggiamenti senza avere un effettivo funzionamento. Come dimenticare, poi, la magra figura per la perdita nell’aggiudicazione all’asta della palazzina degli uffici ex AMICA. Al danno la beffa: oggi il Comune paga il fitto alla società aggiudicataria.

Ultimo, ma non ultimo, il ritardo sul bando per la pubblicizzazione della raccolta differenziata da ben 70.000 euro, assegnato provvisoriamente a settembre 2017 ad un’azienda ripescata.

Foggia ed i cittadini foggiani, meritano una risposta a tutte le contestazioni posto che sono quattro anni che amministrate e sono sotto gli occhi di tutti noi cittadini i punti irrisolti.

Quanto dobbiamo attendere, dopo ormai ventidue proroghe, il contratto definitivo con AMIU?

“Foggia non sarà più bidone”, è vero perché è diventata una discarica a cielo aperto e una giungla con numerosi spazi verdi abbandonati e lasciati all’incuria perché non abbiamo una politica ambientale degna del suo nome.

Per questi motivi e per l’assoluta incapacità nella gestione dell’assessorato, Assessore Morese Le chiediamo un passo indietro. Rassegni le dimissioni irrevocabili dal suo incarico.

Foggia non può rimanere un bidone.