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Politica

sindaco"Il sindaco di Apricena ha smarrito la bussola del rispetto istituzionale"

Entrare pubblicamente in polemica con un altro sindaco è un qualcosa da cui mi sono sempre tenuto lontano, per rispetto ai cittadini e alle istituzioni a cui appartengo, che ci impongono comportamenti più sobri e giudiziosi, soprattutto in uno scenario delicato come quello che stiamo vivendo in questi mesi. Questa volta, però, il sindaco di Apricena Antonio Potenza ha passato il segno. Quando si fanno certe affermazioni infamanti corre l’obbligo di difendersi ed è solo per questo motivo che mi sono deciso a scrivere questo comunicato. E lo faccio soprattutto a beneficio di quelle persone che non mi conoscono. Per gli altri invece parla la mia storia personale, professionale e politica.

Già lascia basiti che una persona attribuisca ad altri frasi mai pronunciate, ma lascia ancor più basiti che ricostruzioni infamanti vengano fatte da un sindaco, che dimostra di aver smarrito la bussola del rispetto istituzionale e della buona educazione. Il riferimento specifico è ai contenuti del comunicato stampa diramato questa mattina dal sindaco Potenza, nel quale mi attribuisce frasi che non ho mai pronunciato né pubblicamente e né privatamente, anche perché non appartengono al mio modo di essere e di intendere la Politica. La falsità di tali attribuzioni e la ricostruzione dell’intera seduta della Comunità del Parco fatta dal sindaco Potenza, fanno emergere solo la volontà sfascista di chi è ossessionato dalla contrapposizione politica perenne a prescindere (anche in un momento difficile come questo!) e che nulla hanno a che vedere con la tutela della propria comunità o meglio del territorio del Parco (come in questo caso avrebbe dovuto essere). Evidentemente il delirio d’onnipotenza (non sapevo rilasciasse ai sindaci certificazioni di “maturità politica”) gli ha fatto smarrire le coordinate dell’agire da uomo delle istituzioni, portandolo sugli scivolosi declivi del “bullismo politico”, materializzatisi con appellativi ingiuriosi e panzane d’autore.

Dichiarazioni scomposte ed offensive non solo nei confronti del sottoscritto ma anche di altri sindaci della Comunità del Parco e del suo Presidente Rocco Di Brina. Oltraggiare l’operato e le decisioni di chi non la pensa diversamente, è tipico di chi mal sopporta le dinamiche democratiche quando sta dalla parte minoritaria. Capisco che in alcuni soggetti l’ubriacatura da consenso elettorale può portare a questo, ma il sindaco Potenza deve rispetto a tutti i sindaci. Il suo comunicato rabbioso e vendicativo trasuda disprezzo per sindaci che si trovano nella Comunità del Parco, lo ricordo a lui, non perché nominati da qualche segreteria di partito, ma perché liberamente eletti nel proprio comune. Appellare in quei modi i sindaci significa offendere anche le comunità che essi rappresentano.
Avere idee diverse è il sale della democrazia, ma il rispetto per le decisioni della maggioranza lo è altrettanto. Voler imporre il proprio pensiero è indice di scarso rispetto per gli altri e di una grande considerazione di sé stesso. Cose che devo dire in questa occasione non sono mancate al sindaco Potenza.

Decisamente stucchevole anche il mantra del sindaco Potenza: “non faccio politica” (lui che nel 2018 si fregiava di essere “il primo sindaco leghista di una città grande pugliese”) e “le poltrone non mi interessano” (e i pregressi non dicono questo!). Tipico del populismo da quattro soldi, quando non si vogliono accettare decisioni che non collimano con i propri interessi. Leggere il bignamino del “buon politico” scritto da chi si presenta alle sedute della Comunità del Parco solo quando si votano i rappresentati nel Direttivo o quando c’è da prendere qualche contributo economico, è davvero surreale.

Quanto alla seduta della Comunità del Parco, vanno fatte alcune precisazioni:
a) il 22 aprile scade il mandato dei consiglieri del Direttivo del Parco (8 componenti: 4 designati dai ministeri e 4 designati dalla Comunità);
b) i Consigli Direttivi, in quanto nominati e non eletti, come ha precisato il Ministero dell’Ambiente, non possono essere prorogati e vanno rapidamente rinnovati;
c) il Direttivo può deliberare anche in assenza dei sindaci e con la sola componente ministeriale;
d) ergo, per non lasciare il Direttivo senza rappresentanti del territorio e in considerazione della difficile situazione in atto, il Presidente della Comunità del Parco Rocco Di Brina aveva avanzato una ragionevole proposta unitaria da approvare all’unanimità: “confermare gli stessi sindaci, con l’impegno di rivedere il tutto dopo le amministrative del prossimo autunno”;
e) avendo constatata la mancanza dell’unanimità, perché sono emerse all’ultimo secondo altre candidature, si è deciso di procedere al voto;
f) lo scrutinio ha fatto emergere una netta maggioranza a favore della riconferma dei quattro sindaci uscenti e una frammentazione di chi la pensava diversamente.

Quanto alle presunte interferenze del Partito Democratico sulle nomine al Parco, vorrei ricordare al sindaco Potenza che basta guardare la storia recente e quella presente per essere smentiti clamorosamente:
1. il sottoscritto, pur non avendo mai nascosto di essere iscritto al PD (perché dovrei?), è stato eletto sindaco in una lista civica grazie al voto di tanti elettori che hanno sensibilità politiche diverse dalle mie, ma che evidentemente sono andati oltre la cecità che offusca invece la vista del sindaco Potenza;
2. il sottoscritto, nelle vesti di sindaco, non rappresenta le istanze del PD, ma quelle della propria comunità;
3. anche quando ho ricoperto al Parco il ruolo di Presidente facente funzione, non ho mai tenuto conto delle appartenenze partitiche dei sindaci, e Potenza lo sa più degli altri. Ho sempre guardato alle comunità che essi rappresentavano;
4. i sindaci della Comunità del Parco, pur avendo appartenenze partitiche più o meno dichiarate, hanno sempre scelto liberamente i 4 rappresentanti in seno al Direttivo, perché sono sindaci in virtù di un’investitura popolare e non di nomine partitiche. E comunque, negli ultimi cinque anni, posso dire senza il rischio di essere smentito che la Comunità ha lavorato sempre in armonia, anche nel rispetto di legittimi equilibri politici, di cui Potenza stesso fa parte;
5. i sindaci presenti nel Direttivo rispondono alla Comunità del Parco che li ha designati: da quando siamo in carica, i colleghi della Comunità non hanno mai messo in discussione il nostro operato o peggio presentato mozioni di sfiducia;
6. due dei sindaci presenti nel Direttivo in carica e riconfermati ieri sera (Michele Sementino e Luigi Di Fiore) sono molto lontani dal PD;

È chiaro a tutti che il sindaco Potenza, incapace di porre questioni politiche serie o di imporre le sue scelte, ha pensato bene di innescare una polemica in modo rozzo e strumentale, confermando ancora una volta la sua distonia politica rispetto alle vicende del Parco: approva delibere consigliari per uscire dal Parco poco prima delle Elezioni (a proposito di prese in giro!) e contemporaneamente si siede al tavolo per reclamare la propria quota dell’avanzo di bilancio dell’Ente (sempre sotto Elezioni); dichiara che il Parco non gli interessa (e in effetti è quasi sempre assente) e poi magicamente si presenta a votare e urla in maniera arrogante quando le cose non vanno secondo il Potenza-pensiero. Certo non è proprio il modo in cui intendo io la Politica, ma prendo atto di queste interpretazioni opportunistiche così lontane dal mio sentire, pronto a tutelare in tutte le sedi la mia onorabilità.

In questi cinque anni ho avuto l’onore di rappresentare la mia città e l’Ente Parco Nazionale del Gargano in molteplici vesti e, a differenza di qualcuno, non ho mai dimenticato che il rispetto per le persone e le istituzioni democratiche della Repubblica Italiana non sono valori oggetti di contrattazione.

IL SINDACO DI CAGNANO VARANO
Claudio COSTANZUCCI PAOLINO