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Politica

logoPDArticolato e approfondito il dibattito sullo sviluppo economico e sociale della città

Costruire una più forte ed estesa rete di partecipazione e concertazione è la premessa strategica alla riattivazione dei processi di sviluppo economico e sociale. Può essere sintetizza-to così l’esito politico del dibattito – articolato, approfondito e partecipato – organizzato dal Circolo del Partito Democratico di Foggia nella serata di giovedì 6 luglio.
Tanti e altrettanto interessanti i contributi offerti dagli intervenuti: Maurizio Carmeno, Marco Potenza, Giovanni Tatarella (CGIL Foggia); Luca Maggio (UIL Foggia); Leonardo Piaccquadio (CISL Foggia); Agostino De Paolis (Consorzio ASI); Antonio Trombetta (CNA); Franco Granata (Confesercenti); Giuseppe Nicoletti (DEMET - Unifg).
Il dibattito introdotto da Orazio Montinario (PD Foggia) e concluso da Raffaele Piemontese (Vicepresidente Regione Puglia) si è sviluppato a partire dalla ricerca di una nuova declina-zione del tema ‘legalità’.
Oltre alle indispensabili azioni di prevenzione e contrasto messe in atto da forze dell’ordine e magistratura, certamente da intensificare nei confronti del fenomeno mafioso, si è assegnato grande valore alle condotte sociali quotidiane e diffuse. L’illegalità e l’abusivismo, che ne è lo specchio più evidente, sono frutto della mancanza di senso di appartenenza alla comunità, di prassi economiche che alterano le regole del mercato, della superficialità amministrativa che offre spazi di manovra a prevaricazioni e interessi opachi. Elementi distorsivi su cui l’Amministrazione comunale che verrà dovrà applicarsi con impegno, partendo dalla regolarizzazione e dall’ottimizzazione delle procedure tecnico-burocratiche.
Proprio la mancanza di efficienza e trasparenza, nel recente passato, ha determinato effetti negativi sulla programmazione, l’utilità e l’effettività della spesa destinata ai servizi sociali. In questo settore è necessaria una vera e propria opera di bonifica, che metta a valore anche l’attività avviata dai Commissari per recuperare efficienza organizzativa e operativa.
L’Amministrazione comunale che verrà è chiamata fin da oggi anche a mettere in campo mi-sure concrete di lotta al precariato istituzionalizzato. Lavoro povero o illegale sono anche il frutto di scelte gestionali al ribasso, della carenza di programmazione, dell’inefficiente siste-ma di monitoraggio della spesa e di valutazione dei risultati.
Bisogna tutelare i lavoratori e sostenere il sistema imprenditoriale sano avendo la consape-volezza che la desertificazione imprenditoriale provoca la desertificazione sociale. Allargare l’area industriale di Borgo Incoronata, infrastrutturare più e meglio questa e il Villaggio Arti-giani, creare le condizioni per il potenziamento della logistica e la valorizzazione delle produ-zioni agricole, agroalimentari e artigianali sono alcuni dei condivisibili obiettivi indicati durante il dibattito. Così come bisognerà intervenire sulla ridefinizione della geografia degli spazi commerciali per contrastare lo spopolamento imprenditoriale delle tradizionali strade dei ne-gozi e, al tempo stesso, evitare l’abbandono da parte dei residenti delle aree a più alta con-centrazione di attività d’intrattenimento.
“Di idee ne sono emerse tante e di lavoro da fare ce ne sarà per i futuri amministratori – commenta il segretario cittadino Davide Emanuele – Purtroppo, incontri come questi fanno emergere con chiarezza quanto sia stato dannoso per la città il commissariamento straordi-nario determinato dalle infiltrazioni e dai condizionamenti mafiosi.
Un esempio per tutti: Foggia beneficerà dei fondi del PNRR in misura certamente inferiore ad altre città di analoghe dimensioni. Un gap che non sarà possibile colmare e che non ritengo imputabile ai commissari, perché grava tutto sulle spalle di chi ha determinato le condizioni dello scioglimento del Consiglio comunale e oggi prova a scrollarsi di dosso questa e tante altre, pesanti responsabilità.
La futura Amministrazione comunale avrà bisogno, più che in passato, di interloquire costan-temente con le parti sociali e le organizzazioni civiche, perché nessuno può illudersi e illude-re i cittadini che da questa crisi amministrativa e politica ci si risollevi da soli”.