Condividi con

FacebookMySpaceTwitterGoogle BookmarksLinkedinPinterest

Traduzione

Chi c'è online

Abbiamo 747 visitatori e nessun utente online

Politica

compostaggio

Ancora una volta l’ex consigliere Fernando Caposiena getta accuse infondate sull’attuale Amministrazione e dovrebbe ricordare ai cittadini che questa Amministrazione cerca di recuperare il finanziamento regionale di 2,5 milioni di euro, fondi PO FESR 2007-20013, persi per inerzia e inefficienza dalla passata Amministrazione, di cui proprio Caposiena è stato tra i protagonisti. Infatti, al di là dei proclami, il finanziamento non è stato utilizzato, ed oggi si sta cercando di rispristinarlo nella programmazione regionale 2014-2020.
La verità è che l’impianto pubblico di tipo anaerobico costa oltre 9 milioni, con l'intervento privato che dovrà contribuire attraverso un affidamento in concessione per i restanti 6,5 milioni di euro. Dunque, un impianto solo in parte pubblico, il cui conferimento della frazione organica (FORSU), proveniente dalla raccolta differenziata, sarà comunque oneroso. Ebbene, la Delibera di Giunta è stata inviata alla Regione e si attende l’esito per il ripristino del finanziamento nella programmazione regionale. Appena si avrà l’esito, questa Amministrazione, si prodigherà alla sua realizzazione per cogliere l’occasione di chiudere la filiera con il riciclaggio della frazione organica.
L’importanza di questi impianti è primaria per questa Amministrazione che comprende il giovamento e l’urgenza di provvedere perché la difficoltà di conferimento pregiudica il buon andamento nella gestione dei rifiuti. Attualmente gli impianti sono pochi (AGECOS e Bioecoagrim), piccoli e insufficienti, quindi, determinano un costo elevato di conferimento. Nel recente passato (anno 2014) si è stati costretti a portare a discarica parte della FORSU per mancanza di impianti adeguati. Appare evidente che solo una pluralità d’impianti potrà far scendere il prezzo di conferimento e nello stesso tempo evitare che quelli attuali lavorino al limite delle capacità, le cui conseguenze portano alla insufficienza degli impianti di abbattimento delle emissioni in atmosfera e quindi delle sostanze osmogene che determinano i cattivi odori.
Purtroppo, siamo costretti a rimediare alle inefficienze della passata Amministrazione. Se l’impianto pubblico fosse stato realizzato, o perlomeno avviato senza perdere i finanziamenti, oggi si sarebbero risparmiati un po’ di soldi. Dunque, chi si permette il lusso di polemizzare dovrebbe riflettere sulle proprie colpe e sui propri errori.
L’incertezza sulla riproposizione del finanziamento regionale, l’estrema urgenza nel disporre di un impianto a garanzia del sicuro e meno oneroso conferimento, hanno portato alla presa in considerazione della proposta giunta dalla imprenditoria locale, che non può essere soffocata e processata nelle intenzioni solo per pregiudizi politici. Il risultato ha portato a dotare la cittadinanza sanseverese di 600.000 euro di opere, un prezzo notevolmente scontato del conferimento del rifiuto, un incremento della occupazione locale, ma sono state soprattutto le valutazioni tecniche a incrementare la consapevolezza di una realizzazione che destasse il minor rischio possibile nella emissione si sostanze osmogene dall’impianto: l’impianto potrà essere realizzato e gestito solo in ottemperanza di numerose e costose prescrizioni che, qualora non saranno rispettate, porteranno alla applicazione di consistenti penali.
Tra le numerose prescrizioni imposte nella fase di realizzazione vi è l’aumento dimensionale del sistema di abbattimento delle emissioni in atmosfera, con aumento del 20% delle torri di lavaggio e del biofiltro rispetto a quello calcolato secondo normativa. Tale prescrizione fa aumentare notevolmente i costi di realizzazione dell’impianto, a garanzia di un impianto efficiente nell’abbattimento delle sostanze odorigene.
Le disposizioni contenute nella recente Legge Regionale 16-4-2015 n.23 (che modifica la Legge Regionale 22-1-1999 n.7, come modificata e integrata dalla Legge Regionale 14-6-2007 n.17), colmando un vuoto legislativo, fissano le concentrazioni limite di sostanze odorigene consentendo di intervenire con efficacia nel controllo. I superamenti potranno finalmente essere valutati con certezza e sanzionati, risultando fortemente penalizzanti per la società di gestione dell’impianto che sarà sottoposta all’applicazione di penali fino alla chiusura dell’impianto.
Superfluo appare evidenziare che l’autorizzazione non viene rilasciata dall’Amministrazione Comunale, che pure ha dato il suo contributo con il parere tecnico e politico, ma dalla Amministrazione Provinciale a seguito di un percorso di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) e di autorizzazione integrata ambientale (A.I.A. - conformità alle migliori tecniche disponibili) che vedono coinvolti numerosi organi tecnici tra cui l’Autorità di Bacino – ADB - competente per le preoccupazioni dell’ex consigliere di opposizione, Fernando Caposena, circa gli eventuali allagamenti dell’area di insediamento dell’impianto. La corretta informazione dovrebbe indicare al consigliere che l’impianto è di 60.000 tonnellate/annue, e non 65.000 come affermato, e che solo 45.000 sono di frazione organica perché i restanti 25.000 sono di strutturante, parola tecnica per indicare gli sfalci, il cippato delle potature, la paglia, i residui delle piante del pomodoro che oggi sono accumulate e fatte bruciare a fine produzione, senza controllo, con grave danno ambientale: emissioni di C02 e puzza di bruciato.
Del resto la Provincia anche nell'analogo caso di Lucera ha chiesto all'azienda di ottemperare ad una serie di interventi per ridurre le emissioni odorigene. Quindi l'ormai ex consigliere farebbe bene ad informarsi meglio sulla questione poiché i due casi sono completamente diversi, ma per entrambi varranno le stesse regole: se non si rispettano le prescrizioni per l'abbattimento delle emissioni l'autorizzazione verrà revocata.
Occorre, dunque, evitare di fomentare pregiudizi scerni da consapevolezze tecniche e scientifiche che vedono coinvolti numerosi enti (ARPA, ADB, Amministrazione Provinciale …) ricordando all’ex consigliere che l’impianto a gestione privata decide il prezzo solo quando è unico, come nella fase attuale. Non è necessario essere avvocati per capire la legge basilare di mercato della domanda e dell’offerta.
Se la precedente amministrazione fosse stata efficiente come quella attuale e avesse fatto in cinque anni quello che questa Amministrazione ha fatto in uno sicuramente avremmo già un impianto di trattamento della frazione organica.
Abbiamo assistito per cinque anni ad uno spettacolo vergognoso di totale incapacità della passata amministrazione che oggi continua a gettare fango su chi vuole invece operare per il bene comune.

L'Amministrazione Comunale