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Primo piano

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logoPDAl Presidente del Consiglio Comunale di Foggia
Leonardo Iaccarino

e p.c. Al Sindaco del Comune di Foggia
dott. Franco Landella

Le cronache e i cittadini denunciano con sempre maggiore frequenza il radicarsi e radicalizzarsi del fenomeno del 'bullismo di branco' messo in atto da gruppi di ragazzi minorenni e/o poco più che maggiorenni in alcuni luoghi di socialità dei loro coetanei.

Largo degli Scopari, piazzale Italia, piazza Padre Pio, piazza Mercato, parco San Felice sono diventati i contesti urbani dell'emersione del degrado e del disagio - educativo e sociale - nelle forme dell'ubriachezza molesta, della violenza di gruppo, del vandalismo e dello schiamazzo fini a se stessi. Tutti fenomeni degenerativi imputabili a ragazzi cresciuti, fisicamente e culturalmente, in contesti deprivati sotto il profilo materiale ed etico, a prescindere dal ceto sociale di appartenenza e dal reddito familiare, molti dei quali identificabili con l'espressione gergale 'tifosi della malavita'.

A pagare le conseguenze negative di questo complesso fenomeno è, in generale, chi risiede, opera e trascorre il proprio tempo libero in questi stessi luoghi. In particolare, però, le vittime dirette dei 'branchi' sono i ragazzi che frequentano quei luoghi e le loro famiglie, gli esercenti dei locali notturni utilizzati come luoghi di aggregazione, chi risiede nelle immediate vicinanze, i cittadini che decidono di intervenire e/o denunciare.

È convinzione diffusa, non smentita dall'empirica rilevazione fattuale, che l'Amministrazione comunale poco o nulla stia compiendo per gestire questo fenomeno, tanto sotto il profilo del contrasto che della prevenzione, quasi che non abbia compreso fino in fondo l'entità del fenomeno stesso e dell'allarme sociale generato.
È comune esperienza l'invasione serale/notturna degli spazi pedonali da parte di automobili e motociclette, l'utilizzo di bicchieri e bottiglie di vetro, la vandalizzazione di beni comuni e privati nella pressoché totale assenza della Polizia Locale.
È nota alla gran parte degli operatori sociali quanto sia esigua la quantità e la qualità della spesa comunale indirizzata all'assistenza e al sostegno socio/educativo dei minori, come alle campagne di prevenzione dell'abuso di sostanze.

Per tali ragioni, i sottoscritti consiglieri comunali del Partito Democratico sottopongono all'attenzione del sindaco e dell'intera Amministrazione comunale la presente mozione con l'intento di indicare alcune delle possibili misure da adottare per affrontare e risolvere il problema del 'bullismo di branco'.

CONTRASTO
Adozione di misure straordinarie d'intervento amministrativo, fondate sul maggiore utilizzo operativo degli agenti di Polizia Locale, per prevenire e reprimere la vendita e il consumo di alcolici a/da minori, a partire dalle verifiche nei negozi di vendita e nei locali di somministrazione prossimi ai luoghi in cui si registrano più frequentemente risse, vandalismo e schiamazzi.

Adozione di misure straordinarie d'intervento amministrativo, fondate sul maggiore utilizzo operativo degli agenti di Polizia Locale, per il rigoroso rispetto delle ordinanze sindacali relativamente agli orari di apertura e chiusura dei pubblici esercizi che somministrano cibo e bevande, nonché al consumo di bevande alcoliche nelle aree comuni della città.

Adozione di specifica ordinanza sindacale idonea a regolamentare con maggiore efficacia ed efficienza quanto sopra indicato.

Adozione di misure straordinarie d'intervento amministrativo per garantire il rispetto delle norme del Codice della Strada anche nelle ore notturne nei luoghi sopra citati.

Avanzare formale richiesta alla Prefettura finalizzata alla definizione di un programma operativo di prevenzione e contrasto del fenomeno da eseguirsi con l'ausilio delle Forze dell'Ordine.

PREVENZIONE
Attivare, di concerto con la Regione Puglia e il partenariato sociale, la rimodulazione del Piano Sociale di Zona con l'obiettivo di destinare più fondi e più competenze a questo specifico fenomeno di devianza e abuso.

Attivare, di concerto con l'Ufficio Scolastico Provinciale, azioni di ascolto e prevenzione del fenomeno e dell'abuso di sostanze, nonché specifici servizi di assistenza e sostegno a cura dei Servizi Sociali su segnalazione delle scuole.

Attivare, di concerto con le organizzazioni di rappresentanza del commercio e gli esercenti dei locali notturni, iniziative di prevenzione e contrasto dell'abuso di sostanze alcoliche da parte dei minori, nonché di rispetto dei beni comuni e del decoro degli spazi urbani.

Attivare una campagna d'ascolto dei cittadini e degli operatori delle aree maggiormente interessate a tali fenomeni per individuare soluzioni condivise di partecipazione attiva alla tutela dei beni privati e comuni.

Al fine di verificare l'attivazione e l'attuazione delle misure e delle azioni proposte, nonché per strutturare un piano integrato di prevenzione del degrado, si richiede la costituzione di un tavolo permanente che coinvolga oltre agli attori istituzionali (Prefettura, Questura, Comando dei Carabinieri), le organizzazioni civiche, le scuole, le parrocchie, i commercianti, i gruppi informali di genitori, che sia incaricato di supportare gli organismi dell'Amministrazione comunale e monitorare le attività svolte.

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evasioneFP Cgil Foggia: “Potenziare l’organico, supporto psicologico, sistemi elettronici di sorveglianza”
Negli ultimi 3 anni, in Italia, 3500 aggressioni ai danni di agenti della Polizia Penitenziaria
A volte il carcere di Foggia e i suoi 650 detenuti sono sorvegliati da pochissime unità

FOGGIA “Nel carcere di Foggia, sono detenute 650 persone a fronte di strutture adeguate ad accoglierne 350. L’attuale organico degli agenti di Polizia Penitenziaria conta su circa 280 unità, a fronte di un fabbisogno ottimale di 350. L’alto tasso di malattia tra gli agenti, le normali e fisiologiche assenze per ferie e il consueto sistema delle turnazioni, combinati con la situazione di sottodimensionamento dell’organico, fanno in modo che a volte, di notte, ci siano pochissime unità in una struttura con 650 persone su cui vigilare. Siamo di fronte a una situazione di fortissima pressione, in linea purtroppo con quanto accade nel resto del Paese, dove negli ultimi 3 anni si sono verificate 3500 aggressioni ai danni degli uomini e delle donne che lavorano negli istituti penitenziari”. La denuncia della FP Cgil è precisa e circostanziata: i livelli di rischio, per chi dentro il carcere ci lavora, non sono soltanto molto alti, ma in questi anni stanno aumentando.
“Sporadicamente, quando accadono fatti purtroppo tragici e clamorosi, per un breve lasso di tempo sembra che l’attenzione della politica e della pubblica opinione aumenti, ma il problema è quotidiano, si ripresenta ogni giorno, per 365 giorni l’anno”, ha spiegato Gennaro Ricci, coordinatore Polizia Penitenziaria FP Cgil Foggia.
Tra le forze dell’ordine, le donne e gli uomini che lavorano in carcere sono quelli che fanno registrare il maggior tasso di patologie legate a stress, stati d’ansia, depressione. Anche il tasso di suicidi e dei tentativi di togliersi la vita è il più alto tra gli agenti di Polizia Penitenziaria. Le particolari condizioni lavorative all’interno delle carceri, a stretto contatto con situazioni di grave disagio e di estrema pericolosità, necessitano di un sostegno più continuativo e meglio organizzato.
“Innanzitutto, occorre potenziare gli organici”, ha dichiarato Mario La Vecchia, segretario provinciale FP Cgil Foggia. “E’ necessario attivare interventi di sostegno personale, di natura psicologica, in modo continuativo all’interno delle carceri per garantire un supporto costante agli agenti e per monitorarne lo stato di salute psichica”. Inoltre, come ha aggiunto Gennaro Ricci, “occorre dotare il personale e le strutture di sistemi di sicurezza elettronici, oltre che di norme più cogenti per i detenuti che si rendano responsabili di aggressioni”. “Sono quattro richieste di buon senso, quattro priorità da cui ripartire, se vogliamo andare oltre le strumentalizzazioni, le polemiche e le analisi superficiali fatte anche in questi giorni di fronte a una tragedia immane, atroce e devastante”, ha concluso Gennaro Ricci.

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lavoroAppuntamento in Fiera dal 22 al 24 ottobre, a laureati (e laureandi) offerta la possibilità di incontrare 60 aziende che assumono.
L’anno scorso effettuati oltre 6000 colloqui in due giorni, inoltrate più di 200 proposte di lavoro a vario titolo: un successo straordinario che ha proiettato JOB tra le vetrine di placement più importanti d’Italia.
Quest’anno spazio anche a spin-off e artigiani, l’intenzione è ripercorrere il ciclo della produttività: dall’arte delle idee a quella di usare le mani.

Dopo l’inatteso successo della scorsa edizione (oltre 6000 colloqui in due giorni, più di 200 proposte di occupazione formulate a vario titolo ad altrettanti candidati), riecco JOB. Il Salone del Lavoro e della Creatività dell’Università di Foggia, organizzato con il sostegno della Regione Puglia e il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, rinnova il suo impegno con chi – soprattutto laureati e laureandi, ma anche studenti dei licei e degli istituti superiori – sta cercando lavoro, offrendogli la possibilità di incontrare 60 aziende (provenienti da tutta Italia) che selezionano personale nella speranza di incontrare la persona giusta, di assicurarsi un talento. «Perché resta questa la mission del Salone – evidenzia la dott.ssa Rita Saraò, responsabile Area Orientamento e Placement Università di Foggia nonché coordinatrice di JOB –: individuare il talento dei candidati per metterlo a disposizione di chi ne ha bisogno. Di mezzo ci sono anche, se non soprattutto, le opportunità di lavoro che nel frattempo si potrebbero concretizzare, ma l’obiettivo per cui il Salone del Lavoro e della Creatività è stato pensato resta quello di restituire un po’ di ossigeno ai laureati che hanno terminato, o stanno terminando, il percorso di studi all’Università di Foggia. Ossigeno espresso sotto forma di speranza, di motivazione, di tenacia e persino di agonismo, ma ciò che conta più di tutto è fornire un orizzonte a questi ragazzi».
JOB, l’edizione 2019.
In soli due anni JOB è diventata una delle vetrine di placement più importanti del Paese. Un tentativo (molto apprezzato, a giudicare dai numeri) di abbreviare la cosiddetta “filiera della collocazione professionale”, mettendo domanda e offerta una di fronte all’altra: senza intermediari, senza filtri, senza burocrazie. Per questo il Salone del Lavoro e della Creatività ha ricevuto richieste di collaborazione e interazione da importanti realtà istituzionali e private, dal mondo delle imprese a quello delle associazioni di categoria. Contatti che JOB ha messo a frutto allestendo, appunto, la seconda edizione della rassegna, in programma alla Fiera di Foggia dal 22 al 24 ottobre p.v.. Quest’anno, oltre alle annunciate 60 aziende che selezioneranno talenti attraverso incontri, colloqui e interviste professionali, sarà concesso più spazio alla libertà di espressione e alla creatività: spin-off, start up, aziende multimediali e digitali, frontiere produttive innovative che effettueranno selezione del personale attraverso metodi tradizionali ma anche attraverso la libera espressione del talento dei candidati. Proprio per esaltarne le caratteristiche individuali e l’esternazione del temperamento, l’Università di Foggia ha pensato all’allestimento di uno speak corner (proprio come quello di Hyde Park, a Londra) in cui ciascuno potrà esprimere la propria idea di sviluppo, futuro e progresso condiviso, magari attraverso l’illustrazione di un progetto o un’intuizione a cui – per diverse ragioni – nessuno aveva dato ascolto prima: lo spazio sarà coordinato dagli organizzatori del Salone, che garantendo la libertà degli interventi avranno, tuttavia, il compito di scongiurare l’eventuale utilizzo improprio di questo spazio. Tra le novità di questa seconda edizione, inoltre, anche il tentativo di collegare, perlomeno idealmente, gli estremi opposti della creatività, ovvero inventori di spin-off e artigiani. Un modo per legare allo stesso filo le sfide del futuro (l’arte di saper produrre idee, di saper usare la testa… ) e il patrimonio di competenze che arriva dal passato (… e quella di saper usare le mani). Una sfida nella sfida, quella di JOB: nella consapevolezza che in Italia, nell’ultimo anno, oltre il 10% delle nuove imprese e partite iva (che sono state aperte) ha riguardato proprio l’avvio – inteso come recupero – di antichi mestieri e botteghe artigianali. «Come? Attraverso il riutilizzo delle materie prime – spiega la dott.ssa Saraò – il recupero dei prodotti di consumo, in opposizione al concetto economico dell’obsolescenza pianificata». Più di 40 workshop organizzati in due giorni in apposite room di analisi e confronto tra professionisti, alcuni dei quali destinati anche a studenti delle scuole superiori. Una proposta formativa senza precedenti, le cui iscrizioni sono già aperte sulla piattaforma web del Salone del Lavoro e della Creatività.
L’alternanza tra Rettori, il futuro di JOB.
Fortemente voluto dall’attuale Rettore prof. Maurizio Ricci, la seconda edizione del Salone del Lavoro e della Creatività cade praticamente a ridosso del passaggio di consegne tra lui e il successore prof. Pierpaolo Limone (il cui mandato avrà inizio l’1 novembre p.v.). Per entrambi, però, JOB rappresenta un’opportunità unica per ripensare e potenziare il placement dell’Università di Foggia, fornendo un concreto segnale di vicinanza ai laureati (e laureandi) Foggiani che per scelta, o scommessa personale, hanno preferito non partire, hanno deciso di restare qui. «Non possiamo tradire questa scelta – argomenta il Rettore, prof. Maurizio Ricci –, al contrario dobbiamo premiarla e fare in modo che restare, non andare altrove, non venga vissuto come un atto di coraggio ma come naturale conseguenza del proprio percorso formativo. L’Università di Foggia, grazie anche alla sensibilità dell’assessore al Bilancio della Regione Puglia, avv. Raffaele Piemontese, ha investito molte risorse nella realizzazione del “Salone del Lavoro e della Creatività”. Anzi, più ampiamente direi che ha investito moltissime risorse in tutta l’attività dell’Area Orientamento e Placement, coordinata dalla dott.ssa Rita Saraò. Perché abbiamo capito che ha un’importanza strategica fondamentale e che gli aspetti che attengono alla cura delle vite degli studenti, specie dopo che hanno smesso di esserlo… , sono essenziali per la sopravvivenza dell’università stessa. Gli studenti ci affideranno il loro futuro, iscrivendosi all’Università di Foggia anziché alle altre università dislocate in tutta Italia, con la pretesa che si occupi del loro destino una volta ultimato il percorso che hanno scelto. Noi non solo dobbiamo consolidare questo patto, ma dobbiamo batterci affinché il loro futuro sia sempre meno incerto. Loro devono offrirci il talento che non sanno di avere, noi dobbiamo metterci tutto il nostro talento tentativo di migliorare le prospettive di vita di un ventenne del Sud Italia. Ecco, il “Salone del Lavoro e della Creatività” assolverà soprattutto questa promessa. Oggi e nelle edizioni future, perché sono certo che proseguirà e avrà grande futuro anche grazie al mo successore».
Il Salone e il buon gusto / All’inaugurazione ospite Andy Luotto.
A intrattenere gastronomicamente aziende, candidati, ospiti e stakeholder del Salone del Lavoro e della Creatività penserà l’ENAC (Ente nazionale Canossiano), che metterà a disposizione di JOB il talento dei suoi allievi. Ospite dell’ENAC, per l’occasione, il comico e cuoco Andy Luotto (giornata inaugurale, 22 ottobre p.v., ore 17,30 circa), che offrirà un saggio della sua ironia e delle sue ricette durante la permanenza alla cerimonia d’apertura. Tutta l’organizzazione del Salone del Lavoro e della Creatività è stata curata dal personale dell’Area Orientamento e Placement dell’Università di Foggia, d’intesa con il delegato rettorale al Tutorato, Job Placement e Orientamento prof.ssa Lucia Maddalena.

Davide Grittani

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scuolaSementino: “Grave scorrettezza istituzionale non invitare il sindaco all’inaugurazione”

VICO DEL GARGANO  “Mercoledì 16 ottobre, alle 12.30, l’Istituto Scolastico Manicone-Fiorentino di Vico del Gargano illustrerà ai cittadini il modello Dada che renderà la nostra scuola una delle più moderne e innovative della Puglia e di tutto il Sud Italia. Siamo orgogliosi di questo risultato ma, nostro malgrado, dobbiamo annunciare che nessun rappresentante istituzionale del Comune di Vico del Gargano parteciperà al convegno in programma. La dirigente scolastica Donatella Apruzzese, purtroppo, ha deciso che un’occasione così importante non dovesse prevedere la presenza del sindaco di Vico del Gargano. Si tratta di una grave e imbarazzante mancanza di sensibilità verso le istituzioni che rappresentano tutti i cittadini vichesi”. E’ Michele Sementino, sindaco di Vico del Gargano, a spiegare il motivo che ha convinto anche Rita Selvaggio, assessore all’Istruzione del Comune di Vico del Gargano, a declinare l’invito. “Ci spiace davvero molto”, ha dichiarato Rita Selvaggio. “Quella di mercoledì 16 ottobre sarebbe stata un’occasione davvero felice per discutere insieme del presente della nostra scuola, un presente che sa già di futuro anche grazie all’impegno e alla collaborazione del Comune di Vico del Gargano”. “Vogliamo ringraziare tutte le persone che sono state invitate a partecipare”, ha aggiunto il sindaco Sementino, “da Pasquale Pazienza, presidente del Parco Nazionale del Gargano, a Claudio Angeloro, comandante reparto Carabinieri Biodiversità della Foresta Umbra; da Ottavio Fattorini, dirigente scolastico del Liceo Labriola di Ostia alla docente Anna Grazia Lopez; ringraziamo inoltre Maria Aida Tatiana Episcopo, dirigente USR Puglia e l’assessore regionale Sebastiano Leo. La presenza del sindaco in un’occasione così importante era opportuna, purtroppo la dirigente scolastica Donatella Apruzzese continua a gestire la scuola come se fosse proprietà privata, e non un ente pubblico, decidendo di escludere chi magari politicamente non è a lei affine. Tutto questo provoca di fatto una discriminazione. Non è accettabile, soprattutto se a farne le spese, oltre al sindaco, possono essere i cittadini e, più specificamente, i genitori degli studenti che frequentano la scuola”, ha detto Sementino.
IL MODELLO DADA. L’Istituto Scolastico Fiorentino-Manicone di Vico del Gargano sarà uno dei primi, in Puglia, a sperimentare il Modello Dada. Si tratta di un sistema innovativo basato essenzialmente su 5 postulati: l’aula come ambiente di apprendimento; il coinvolgimento corale della Comunità; la scuola come “incubatore di innovazione”; la consapevolezza della ratio pedagogico-didattica che muove il cambiamento; l’adesione alla rete delle scuole Dada.
“Siamo orgogliosi che Vico del Gargano, ancora una volta, dimostri di essere all’avanguardia per ciò che attiene alla scuola, alle politiche educative e a progetti che, senza dubbio, daranno modo a studentesse e studenti di accrescere le proprie capacità”, ha concluso Rita Selvaggio.

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letteraUn uomo è stato aggredito da alcuni ragazzini in Largo degli Scopari a Foggia, sabato sera. 
L'uomo, un 50enne, è stato colpito con un pugno nello stomaco da una banda di ragazzini.
Il 50enne, insieme ad amici aveva cenato in un locale nel centro. Durante la serata dei ragazzini, circa una quindicina, avevano continuamente disturbato alcune persone. I giovani tra i 17 e i 20 anni, ubriachi, distruggevano gli arredi urbani, inveivano contro un motociclo parcheggiato nella piazza e rompevano bottiglie sui muri e sull’asfalto, creando tensione e sconcerto tra i presenti.
Dopo i vari tentativi andati in vano, da parte dei gestori del locale nel far cessare i balordi, sono state allertate le forze dell'ordine. 
Nessun intervento. Intorno alle 23:00 la situazione è peggiorata. Uno dei ragazzi, ha rotto l’ennesima bottiglia nelle pressi del locale proprio vicino al tavolo dove, la vittima, stava cenando.
Da qui la reazione. L'uomo ha redarguito il ragazzo. L'uomo è stato immediatamente aggredito da un consistente numero di ragazzi che mi hanno colpito più volte facendomi cadere in terra, continuando a colpirmi con calci e pugni.
L'uomo è stato medicato e trasportato al pronto soccorso.
Non appena fuori, il 50enne ha scrito una lettera
al Prefetto di Foggia, Raffaele Grassi.

“Eccellenza, le scrivo per raccontarle un sabato sera vissuto a Foggia”. 
“Egregio Prefetto, non si può permettere che questa situazione perduri nella nostra città. Che queste BESTIE che voi STATO conoscete bene, per usare una sua frase “Nomi e Cognomi”, siano lasciate libere di aggredire noi, i nostri figli, distruggere arredi urbani e beni privati davanti ad un locale pubblico ed a centinaia di persone. Se lo Stato non protegge i commercianti e i cittadini da 15 ragazzini delinquenti, come può ottenere che cambi la cultura di questa città malata”.

“Eccellenza, quando sono intervenuto ero consapevole di rischiare l’aggressione, ma la mia coscienza non mi ha consentito di soprassedere e di girare la testa. Questi ragazzi sono gli stessi che tutte le sere girano per le nostre strade senza casco, in controsenso, aggrediscono chiunque si trovi nel posto sbagliato, spadroneggiano per la città impuniti”. “Egregio Dottore, comprendo la complessità del suo ruolo, comprendo le difficoltà delle forze dell’ordine, ma le assicuro che se lo Stato continuerà a non vedere quello che accade tutti i giorni in pieno centro nella nostro città, intorno al suo Ufficio e a Palazzo di città, sarà difficile migliorare il futuro nostro e dei nostri ragazzi”. “Cerco di rifarmi ad alcune espressioni usate da lei nei pochi mesi che ha trascorso a Foggia, lei chiede a noi cittadini di scegliere da che parte stare: bene, io le chiedo di metterci nelle condizioni di poter scegliere”.

“Le assicuro che quello che è accaduto questa sera davanti ai miei occhi accade tutti i giorni, io ho tre figli che mi raccontano che le aggressioni sono all’ordine del giorno. Questa sera mio figlio adolescente mi ha confessato che spesso si preoccupa per la mia incolumità e prega perché io non assista a queste scorribande, consapevole della mia difficoltà a girare la testa dinanzi ad atteggiamenti mafiosi”.

“Sì, atteggiamenti mafiosi: non è ammissibile che in una piazza dove sono presenti centinaia di persone, 15 ragazzi possano spadroneggiare e disturbare per ore senza che nessuno intervenga, e non si possono lasciare i cittadini soli, senza intervenire nonostante i ripetuti solleciti. Non è accettabile che nessuno sia intervenuto per tempo. In questo territorio bisogna cominciare dal basso, dare l’esempio, far comprendere che la normalità è la buona educazione, il senso civico l’amore per il bene comune”.

“La cosa più scioccante si è verificata quando, ad aggressione conclusa, sono arrivate le volanti della Polizia: molti ragazzi presenti hanno fischiato alle Forze dell’Ordine, stiamo crescendo dei tifosi della malavita, ragazzi che per poter vivere la loro adolescenza devono avvicinarsi al delinquente di turno per essere protetti dalla aggressioni”.

“Ringrazio gli uomini delle volanti per l’umanità e la disponibilità dimostrata nei miei confronti-“ conclude. Quindi l’appello accorato al Prefetto: “Vi chiedo però di aiutarli a poter essere più incisivi e più presenti dove cammina la gente, dove accadono questi gravi episodi. Mi permetta: forse il controllo delle auto in piazza Cavour può passare in second’ordine per qualche tempo. Intervenga, faccia in modo che questo scempio finisca, partiamo dalla buona educazione per poter arrivare a sconfiggere la cultura dell’illegalità. Dimostriamo insieme che si può sopravvivere anche senza far finta di non vedere”.

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