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parcometroDopo una lunga indagine, stamattina, è stato arrestato, con l'esucuzione degli arresti domiciliari, al rappresentante legale della società Protect srl, Vincenzo Giandolfi. L'azienda era la responsabile del prelievo, contabilizzazione ed accreditamento degli incassi dei parcometri di Foggia, per conto dell'Ataf, nel periodo compreso tra maggio 2016 e luglio 2018. 
Le indagini partite dopo la denuncia di Ataf S.p.a., secondo la quale la Protect non avrebbe riversato ad Ataf circa 600mila euro quali incassi dei parcometri per la regolazione del servizio di sosta a pagamento di Foggia.
La Protect doveva svuotare, tutti i giorni i parcometri installati a Foggia, trasferire le monete prelevate nella sede della società concessionaria del servizio per poi conteggiarle, imballarle e poi trasferirle presso tramite istituto di credito sul conto corrente di ATAF,. entro 48/72 ore dalla data del singolo prelievo.
La società concessionaria eseguiva l’accreditamento degli incassi dei parcometri, in favore di ATAF, con notevole ritardo rispetto alle previsioni contrattuali, tanto da indurre la municipalizzata, in data 14 aprile 2017, a contestare formalmente l’inadempimento della prestazione ed a sollecitare la concessionaria a riversare la somma dovuta a titolo di incassi dei parcometri, inducendo i vertici ATAF, ad individuare un nuovo soggetto economico al quale affidare il servizio.
Nel frattempo, la società affidataria del servizio accreditava ad ATAF gli incassi dei parcometri sistematicamente con ritardo rispetto alla scadenza contrattuale, tanto da indurre la municipalizzata a richiedere ed ottenere dal Tribunale di Foggia, in data 11 novembre 2017, decreto ingiuntivo per la somma di euro 398.466,10, provvedimento al quale faceva seguito un atto di precetto del 21 novembre 2017, del valore di euro 294.192,80 a titolo di compensazioni. Atto che ATAF, nonostante le indicazioni del proprio legale, decideva di non mettere in esecuzione.
Il 12 maggio 2016 per la gestione dei parcometri, veniva risolto.
Il 30 luglio 2018, si quantificava la posizione debitoria della società concessionaria nei confronti di ATAF in euro 741.968,43, al netto delle compensazioni dovute.
La Protect, per ben 6 volte ha falsamente addebitato i ritardi degli accreditamenti a difficoltà operative della Banca di Italia di Bari.

Detta responsabilità si è fondata sulle seguenti omissioni rilevanti ed integranti una qualificata condotta: omessa “messa in esecuzione” dell’atto di precetto del 21 novembre 2017 del valore di euro 294.192,80 fino a che lo stesso perdesse efficacia e fin a che maturassero finanche i termini utili per la rinnovazione del titolo esecutivo; omessa risoluzione del contratto, nonostante il perdurante stato di inadempienza e la positiva ricerca di mercato, svolta tra novembre 2017 e gennaio 2018, per la sostituzione della società affidataria del servizio;