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abbazia di pulsanoGli eremi di Pulsano, patrimonio del nostro territorio, sono proprietà privata e il pubblico non può investire e, nel frattempo continuano a crollare. Quindi per tale motivo la struttura non è finanziabile.
L'assessore regionale Raffaele Piemontese, intervenuto ieri alla riunione del coordinamento Uniti per Pulsano, prospetta il primo vero ostacolo all'operazione di salvataggio degli eremi che si stanno letteralmente sbriciolando.
La prima cosa da fare sarebbe un incontro urgente alla Soprintendenza per capire quanto tempo impiegherà per apporre il vincolo archeologico, come richiesto dal sindaco di Monte Sant'Angelo Pierpaolo d'Arienzo, il quale ha formulato l'istanza a febbraio. E poi c'è va stabilito qual'è la migliore forma giuridica per finanziare il patrimonio. "Abbiamo un patrimonio che mezzo mondo ci invidia ma la Regione Puglia, non può stanziare un centesimo. Considerato che abbiamo a disposizione le risorse, facciamo in modo che possano essere investite.
La necessità di mettere in sicurezza l'eremo del Mulino, recentemente crollato. Il proprietario intende interdire l'accesso con le reti. Per un camminatore del calibro di Michele Del Giudice andare agli eremi vuol dire rischiare e propone di vietare l'ingresso a determinate categorie.
24 gli eremi e più che stare dietro ai singoli crolli, dice Franco Salcuni, bisogna trovare una soluzione strutturale. L'intento è elaborare un piano che possa garantire la fruizione in sicurezza degli eremi, regolamentandola (le guide sono preoccupate che si limiti l'accesso). "Questi luoghi adesso sono ruderi abbandonati", ha detto senza mezzi termini padre Piero. E vanno preservati anche da atti vandalici ("ci sono le scritte nell'eremo"). 
"Il punto di arrivo è il Parco Archeologico", ha affermato in conclusione il sindaco d'Arienzo, ed il progetto è considerato il secondo step. Potrebbe essere pronto a stretto giro, ma prima bisognerà comprendere i tempi del vincolo archeologico.