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Spettacolo - Cinema - Arte - Cultura

spicgilGiovedì 23 maggio, dibattito e proiezione del film-documentario “In questo mondo”
Tavola rotonda sull’alimentazione etica alla presenza dell’assessore Loredana Capone

SAN NICANDRO GARGANICO “Donna, Terra, Cibo: le fondamenta di un’alleanza”: è questo il titolo dell’iniziativa che si terrà a San Nicandro Garganico, giovedì 23 maggio 2019, alle ore 16. A Palazzo Fioritto, sarà proiettato “In questo mondo”, premiato come miglior documentario al Torino Film Festival. In primo piano, il tema della alimentazione etica e sana, contro lo sfruttamento dei lavoratori. L’iniziativa è organizzata dallo SPI Cgil, il Sindacato dei Pensionati Italiani. Interverranno il sindaco di San Nicandro Garganico, Costantino Ciavarella; l’autrice, filmaker ed esperta di paesaggio rurale e tematiche socio-culturali, Anna Kauber; l’assessore all’Industria Turistica della Regione Puglia, Loredana Capone; la nutrizionista biologa Mariateresa Sammartino; la segretaria SPI Cgil Puglia Filomena Principale; l’imprenditore agricolo Matteo Vocale della Bio Masseria Vocale. L’evento è parte del progetto “Mi cibo da mani libere”.
Il film documentario che sarà proiettato è un viaggio alla scoperta di un mondo reale ma insolito, quello delle donne pastore. Sono donne, lavoratrici, custodi di un paesaggio umano e lavorativo più unico che raro, dove ancora l’interazione tra essere umano, animali e natura crea qualcosa di autentico. Il viaggio descritto dal film “In questo mondo” è un itinerario che parte dalle Alpi e giunge tra i boschi e i fiori dell’Aspromonte. “Mi cibo da mani libere” è una campagna d’informazione itinerante per promuovere un nuovo sistema dell’alimentazione, al centro del quale ci sono le donne e gli uomini, il lavoro equamente retribuito e sicuro, il giusto prezzo per la coltivazione e la trasformazione di prodotti salubri ed etici. Agrumi, pomodori, angurie, ortaggi e frutta sono tra le eccellenze produttive pugliesi. Spesso sono prodotti e raccolti sfruttando la manodopera. Coltivare e raccogliere nei campi è un lavoro durissimo. Lavoro nero, sottopagato, sfruttamento e caporalato sono un fenomeno, un vero e proprio sistema, che riguarda lavoratori italiani e stranieri. “Mi cibo da mani libere” sostiene un modello di produzione che liberi dallo sfruttamento lavoratrici e lavoratori.