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Stato:

Italia

Regione:

Puglia

Provincia:

Foggia

Coordinate:

41°45′0″N 15°50′30″E/ 41.75°N 15.84167°E

ltitudine:

147m s.l.m.

Superficie:

82,49 km²

Abitanti:

4.403

 

Densità:

56,3 ab./km²

Comuni contigui:

Cagnano Varano, Ischitella, Monte Sant'Angelo, Vico del Gargano

CAP:

71010

Pref. telefonico:

0884

Nome abitanti:

Carpinesi

Santo patrono:

San Cirillo

Giorno festivo:

18 maggio - Festa di San Cirillo

16 agosto - Festa di San Rocco Ottobre - Festa della Madonna

Carpino è un comune italiano di 4.403 abitanti. Fa parte del Parco Nazionale del Gargano e della Comunità Montana del Gargano.Il suo nome deriva dal nome latino di persona Carpius con l'aggiunta del suffisso -anus. È improbabile l'accostamento al termine latino carpinus, ossia carpine. È un noto centro per la produzione di olio extravergine di oliva - fa parte, infatti, delle Città dell'Olio - e delle fave, ma soprattutto perché sede principale del Carpino Folk Festival, manifestazione dedicata alla riscoperta, conservazione e promozione della musica popolare italiana.


 TERRITORIO

Carpino si trova nella parte settentrionale del promontorio del Gargano, tra la Foresta Umbra e il lago di Varano, verso cui degrada dopo un salto altimetrico di 843 m. Confina con Cagnano Varano, Ischitella, Monte Sant'Angelo e Vico del Gargano e dista dal capoluogo circa 80 km. Su una collinetta a 147 m slm, il centro storico rappresenta un tipico esempio di architettura garganica, costituito da case che sembrano addossate l'una sull'altra e da un reticolato intricato di piccoli vicoli intervallati da scalinate, caratteristici poggioli detti Mugnale, originali balconi a ballatoio che servivano anche per trascorrere un po' di tempo all'aperto e per accedere ai primi piani. Il territorio è prevalentemente collinare ed è caratterizzato da colture di vario tipo e da pascoli. Il clima, temperato per latitudine e longitudine, risente in minima parte dell'influenza del mare che mitiga i rigori invernali e le calure estive: la temperatura media annua è di 16 °C. Il mese più freddo è gennaio con 8 °C ed i più caldi sono luglio e agosto con 27 ºC.


 STORIA

Le origini del toponimo sono incerte; sembrerebbe legato alla presenza di caprioli o alla presenza di luoghi di allevamento (in latino volgare Caprelis) nei dintorni di Carpino oppure alla presenza di una folta foresta di Carpini che, un tempo, ricoprivano la collina di Pastromele su cui, in seguito, venne edificato il paese. Il toponimo sembra sia stato inizialmente Crapino, per poi diventare Carpino, così come scritto in un documento locale del 1628. Il primo documento in cui si menziona Carpino è la bolla del 1 gennaio 1158, con la quale il Papa Adriano IV confermava alla badia di Monte Sacro i privilegi sulle chiese di San Pietro e di Santa Maria presso il "Castellum Caprelis" , già concessi dai suoi predecessori Onorio II, Innocenzo II ed Eugenio III.
Sebbene nel suo territorio siano stati rinvenuti numerosi oggetti in pietra scheggiata risalenti all'epoca preistorica e si possano ritrovare tracce di insediamenti di epoca romana, molto probabilmente le origini di Carpino risalgono al XI secolo, quando parte degli abitanti dell'antica Uria, si rifugiarono in diverse parti del Gargano, tra cui i boschi di carpini che circondavano al tempo il Lago di Varano e che costituivano sicuramente dei luoghi più salubri dove abitare. Durante il dominio normanno, tra il 1150 ed il 1160, venne costruita la cinta muraria e l'impontente castello che dominava il centro storico e che venne successivamente ampliato e potenziato nella sua funzione difensiva dagli Svevi. A quest'ultimi seguirono nel possedimento del feudo di Carpino i Della marra e i D'Aragone.
Nel 1526 il Sacro Consiglio ordinò la vendita di Cagnano e Carpino per soddisfare i creditori del feudatario Fabrizio Mormille. Il feudo venne acquistato dai Loffredo, a cui succedettero i Nava, nel 1616 signori di Carpino sono Alonso de Vargas e la moglie Zenobia Nava. Nel 1680 sono ancora i Vargas a detenere il feudo con il titolo di principato, fino ad arrivare ai Brancaccio, così come scritto su una lapide murata all'interno dell'ex chiesa del Purgatorio.
I due feudi di Carpino e di Cagnano pervennero a tale famiglia quando una Vargas sposò un Brancaccio.
Negli anni Trenta del Novecento potè beneficiare della bonifica dell'area lacustre a valle, che portò un nuovo impulso allo sviluppo agricolo accanto alla pastorizia e alla lavorazione della lana.
Lungo il tracciato del centro storico, oltre a ciò che resta del Castello Normanno-Svevo, è possibile ammirare la Chiesa Madre, la quale fu consacrata nel 1678 dal vescovo Vincenzo Maria Orsini, salito poi al soglio pontificio con il nome di Benedetto XIII, a San Nicola di Mira. Questa costruzione presenta elementi di chiara ispirazione barocca ed è caratterizzata dall'elegante portale, dalle finte finestre laterali mistilinee e dal fastigio a semicerchio che corona la facciata.
In Piazza del Popolo, invece, al culmine di una scala a rampe contrapposte, si erge la mole squadrata della Chiesa di San Cirillo. Lateralmente all'edificio, è presente, l'antico portale romanico, che inizialmente costituiva l'ingresso principale. Al suo interno, sulla volta, caratteristica è la grande tela dipinta a tempera raffigurante la Santissima Trinità ed ai lati i medaglioni dei due Santi Patroni venerati a Carpino: San Cirillo d'Alessandria, vescovo e dottore della Chiesa, che si festeggia il 18 maggio e San Rocco pellegrino, che si celebra il 16 agosto.
Sulla collina di Pastromiele, invece, si erge la piccola Chiesa della Santa Croce, aperta solo due volte l'anno: il 3 maggio, giorno della Santa Croce, e il 14 settembre, giorno dell'Esaltazione della Croce.



GONFALONE

 

MONUMENTI


In seguito a scavi archeologici compiuti per trovare tracce della mitica città di Uria, sono stati portati alla luce le terme e la necropoli altomedievale della villa romana di Avicenna, di età repubblicana, e i centinaia di reperti ritrovati sono sparsi in vari musei d'Italia tra i quali Foggia e Pisa.

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   

Il complesso delle Grotte di Minutillo situato sul versante est della collina di Pastromele veniva usato in passato anche come tufara. Rimane tuttora non completamente esplorato e comprende più di 20 aperture lungo tutto il versante est di notevole interesse naturalistico: Carpino è dal 1977 Riserva naturale biogenetica Statale.

 

 



Foto di: Domenico S. Antonacci

 

 

 

Castello

 Sebbene sia stato più volte trasformato ed adattato a private abitazioni, appare come una solida e imponente costruzione. La sua torre è formata da una base piramidale quadrangolare, sovrastata da una costruzione cilindrica.

 

 

 

 

 


Foto di: Domenico S. Antonacci




Piazza


Le notizie più antiche risalgono al 1 ottobre 1867, quando fu deliberata la sistemazione dell'allora Piazza S. Cirillo, poi Piazza del Popolo e che durante il fascismo, dall'8 maggio 1927 fino al recente dopoguerra, fu chiamata Piazza della Rivoluzione.

In questa la piazza il popolo si radunava nelle circostanze d'eccezione, dove ci si reca per vedere persone con le quali parlare. Presenta uno schema asimmetrico che la rende particolarmente scenografica, ed è lastricata con pietra locale.



LUOGHI DI CULTO


Chiesa di San Cirillo


Le prime notizie risalgono al 1310, ma incerta è la sua datazione. Lo stile del piccolo portale dell'entrata attualmente secondaria, ma allora principale, sicuramente romanico-pugliese, attesta l'esistenza di tale chiesa già nel XIV secolo, quando aveva funzione di oratorio. Nel 1770 venne ristrutturata, acquisendo uno stile barocco che ancor oggi la contraddistingue, per quanto permangano alcuni elementi riconducibili ad altri stili antecedenti come l'antico portale principale (oggi laterale) in stile romanico. Al suo interno la volta è decorata con la grande tela dipinta a tempera raffigurante la Santissima Trinità con i medaglioni di San Rocco pellegrino e San Cirillo d'Alessandria, vescovo e dottore della Chiesa, patroni di Carpino. Proprio a quest'ultimo è intitolata la chiesa.


 

 


Chiesa madre di San Nicola di Mira


La chiesa di San Nicola di Mira è la chiesa madre della città di Carpino, e i suoi modelli richiamano il barocco pugliese. Situata nella parte più alta della collina carpinese, nel quartiere La Terr. Le prime notizie risalgono al 1678, anno di consacrazione in onore di San Nicola di Mira, con la donazione delle reliquie dei santi martiri Dionisio e Lelio. All'edificio si accede tramite una scalinata a doppia rampa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 





 Foto di: Domenico S. Antonacci

 


Chiesa di Santa Croce

Si hanno notizie per la prima volta di questa Chiesa nel 1818, in cui è detta rurale. Fu costruita da Paolo Santoro, un benestante di Carpino, che però non ultimò l'annessa casa per l'eremita, la cui costruzione si arresto alle mura perimetrali. Fino al 1943 si celebrava la messa ogni venerdì e particolarmente il 3 maggio, giorno della Santa Croce, ma un fulmine, nel dicembre 1943 ne demolì il tetto e ne danneggiò l'intero fabbricato. Si tentò, nel 1944, di ripararla, ma per problemi di varia natura non se ne fece niente. Il crocifisso che adornava il tempio fu trasferito nella chiesa madre.




Foto di: Domenico S. Antonacci

 

Chiesa di Sant'Anna

Per le sue origini, di borgo agricolo, fu costruita la chiesa di Sant’Anna di modo da consentire gli abitanti impegnati nella coltivazione dei campi di assistere alla messa mattutina. Nominata per la prima volta in un documento del 1736, in origine fu affidata alla custodia di un eremita, per il quale era stata realizzata una abitazione annessa alla chiesa, presto abbandonata. Nel corso del tempo l’edificio fu sottoposto a diversi interventi di restauro, che ne hanno conservato l’aspetto originario.
La semplice facciata in pietra bianca è ancora visibile; sulla parte alta del muro posteriore, un arco campanario sorregge una campana. Sull’unico altare in stile barocco, con colonne decorate da tralci di vite a spirale, campeggiava un bel quadro di matrice settecentesca raffigurante la Madonna col bambino e Sant'Anna, sottratto nel 1969. La distanza dal centro abitato, tuttavia, ha contribuito al suo progressivo abbandono, per cui appare allo stato di rudere.


Chiese antiche scomparse

Dalla documentazione esistente si evince che in passato esistevano anche le seguenti chiese:

Chiesa del Purgatorio
Chiesa di Sant'Antonio Abate
Chiesa di San Giorgio (oggi diruta)
Chiesa di Santa Maria Coronata dagli Angeli (coincidente forse con quella di Santa Maria delle Grazie)
Chiesa di Santa Maria de' Martiri (coincidente forse con quella di Santa Maria dei Martinelli)
Chiesa di San Bernardino
Chiesa di Santa Lucia
Chiesa di San Vito
Chiesa di San Pietro
Chiesa di Sant'Elia
Chiesa di San Bartolomeo
Chiesa di Santa Marina
Chiesa di San Salvatore

Inoltre esistono ancora oggi toponimi quali Sant'Elmo e Santa Barbara in alcune contrade che circondano il paese, ma non esiste documentazione che supporti la presenza in passato di chiese intitolate a tali santi.


NATURA


Riserva Naturale di Carpino ed Ischitella

Nel 1977 con il D.M del 13.7.77, fu istituita la riserva biogenetica statale di Ischitella e Carpino, con circa 300 ha di bosco.
La superficie boschiva totale della zona interessa non meno di 1200 ha, al cui interno è la coesistenza di specie diverse tra di loro. La flora è caratterizzata dalla presenza di lecci e faggi che raggiungono delle quote così basse da far coniare il nome di faggete depresse. Il microclima, l'esposizione e i venti predominanti garantiscono le condizioni necessarie per la loro crescita. All'interno della riserva è possibile trovare anche cerri, noccioli, lecci e farnetti. Si tratta di una formazione boschiva d'alto fusto, caratterizzata da lembi di macchia mediterranea con diverse specie botaniche.
Ad una flora così variegata corrisponde una ricca fauna caratterizzata dai più importanti mammiferi del Parco, come il gatto selvatico, anche se i veri protagonisti sono gli uccelli, in prevalenza passeriformi: si va, infatti, dallo scricciolo alla ghiandaia, dal corvo imperiale al frosone, ai rapaci come lo sparviero e la poiana e per finire i picchi.
Rinomata è la produzione della fava di Carpino, un legume considerato un alimento basilare dell'alimentazione mediterranea, per le sue ottime proprietà nutrizionali come ridotto valore calorico, elevato contenuto di proteine, carboidrati, vitamine, sali minerali e fibre. E' proprio nel territorio di Carpino che la coltivazione di questo legume trova le condizioni ideali. I metodi culturali, insieme al microclima e alle caratteristiche chimico-fisiche del terreno della piana di Carpino, argillosi e calcarei, ne conferiscono caratteristiche di assoluta inconfondibilità: questa, infatti, presenta una buccia sottile, molto friabile, con polpa dal gusto ed aroma intenso, con un elevato contenuto di sali minerali, antiossidanti, in particolare dopamina, sostanza che svolge un ruolo importantissimo sul sistema nervoso e nella terapia del morbo di Parkinson.

CULTURA

Carpino è un paese molto noto nell'ambito dell'etnomusicologia perché la musica tradizionale popolare, di origini antichissime, si è conservata fino ad oggi, grazie soprattutto all'opera dei suonatori di chitarra battente che l'hanno tramandata di generazione in generazione. Nel frattempo gli stessi giovani di Carpino si sono interessati della loro tradizione rivolgendosi agli anziani maestri. Gli stili musicali prevalenti tra i suonatori di Carpino vengono individuati con i nomi delle località limitrofe: Montanara, Rodianella, Viestesana.


CUCINA


Prodotti tipici

Bevande alcoliche, distillati, liquori. Latte di Mandorla, Limoncello, Liquore di Alloro, Liquore di Melograno, Amaro del Gargano, Liquore di Fico d’India.
Carni fresche. Musciscka.
Formaggi Caciocavallo Podolico e Garganico Dop, Canestrato Pugliese Dop (Canestrato Foggiano o Pecorino Dauno), Burrata, Cacio, Caciocavallo, Giuncata, Manteca, Mozzarella o fiordilatte, Pecorino, Ricotta, Ricotta Forte, Scamorza, Vaccino, Pecorino Foggiano, Caciocavallo Podalico Dauno.
Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati. Asparagi sott’olio, Capperi sott’aceto, Carciofini sott’olio, Cotognata, Cotto di Fico, Fave, Fichi Secchi, Funghi spontanei secchi al sole, Funghi spontanei sott’olio, Lampascioni sott’olio, Marmellata di arancio e limone, Marmellata di Fichi, Melanzane secche al sole, Melanzane sott’olio, Olive schiacciate o cazzate, Olive in Salamoia, Olive verdi, Peperoni secchi al Sole, Peperoni sott’olio, Pomodori secchi al sole, Pomodori verdi e maturi secchi sott’olio, Salsa di pomodoro, Vincotto, Zucchine secche al sole, Zucchine sott’olio, Concentrato secco di pomodoro, mostarda di uva e mele cotogne, olio extravergine aromatizzato.
Paste fresche e prodotti della panetteria, pasticceria, confetteria. Cartellate, Cavatelli, Dolci di Pasta di Mandorle (Pasta reale), Lagane, Orecchiette, Pane di Grano Duro, Ravioli con ricotta, Taralli, Calzoncelli, Cavatelli, Fusilli, Grano dei Morti, Mandorle atterrate, Mostaccioli, Pasta di grano bruciato, Pizza di Grano d’India, Scaldatelli, Semola Battuta, Troccoli.
Vini: Aleatico di Puglia DOC, Daunia Igt, Puglia Igt.
Olio: olio extravergine Dauno DOP.

Ricette

La cucina carpinese - semplice, gustosa e colorata - rispecchia proprio le genuinità e la ricchezza della dieta mediterranea. Le preparazioni tipiche sono tante e provengono soprattutto da usanze contadine. Data la sua particolare collocazione geografica a Carpino si trovano tutte le verdure di stagione, dalla cima di rapa al cavolo verde, al cardo, ai peperoni, alle melanzane, ai carciofi, tutti i legumi, dai fagioli alle lenticchie alle cicerchie e alle fave, e tutti i prodotti del mare e del lago, della foresta e del bosco.

Roto di Carpino - Preparazione - Ingredienti per 4 persone: 1 kg e mezzo di patate, 1 kg di costine di agnello, prezzemolo, aglio, olio extravergine d’oliva di Carpino, peperoncino, sale q.b., formaggio, "cip’duzz" (già cotte in acqua e sale), mezzo bicchiere d’acqua. Preparare il tutto in una casseruola ed infornare a 170º per un’ora. È possibile sostituire le costine d’agnello con i “turc’nedd” oppure con salsicce.

Melanzane ripiene - Preparazione - Ingredienti: 3 melanzane grosse, 30 gr. di pecorino carpinese grattugiato, 2 uova, olio extra vergine di oliva di Carpino, la mollica di pane di carpino, salsa di pomodoro, sale, pepe. Lavate e tagliate in due parti (in senso verticale) le melanzane. Servitevi di un cucchiaio per togliere la polpa interna che sarà tagliata a dadini e lasciata sotto sale per un'oretta. Fare soffriggere in olio bollente sia le coppette che la polpa di melanzane. In una terrina, impastate le uova battute con la mollica di pane, il pecorino grattugiato. Aggiungete al composto la polpa di melanzane e mescolate per bene. In una teglia spargete un po' di salsa di pomodoro e sistematevi le coppette riempite con l'impasto preparato. Ultimate con sale, pepe e la restante salsa di pomodoro. Infornate e fate cuocere per una mezz'oretta. Anziché infornarle potete di immergerle in una pendola piena di salsa di pomodoro. Il sugo cosi ottenuto è ottimo per le orecchiette.

Cicoria con la purea di fave - Preparazione - Mettere in ammollo le fave di Carpino per max 12 ore. Dopo averle scolate asportare con la punta di un coltello il nasello (parte nera). Immettere le fave in un pentola di acciaio o di terracotta e ricoprirle di acqua. Aggiungere a pezzettoni grandi i pomodori e mezza cipolla. Far cucinare a fuoco lento per 90-120 minuti. Dieci minuti prima della cottura si aggiunge il sale q.b. Evitare che le fave durante la cottura rimangano fuori dal livello dell’acqua. A parte far sbollentare la cicoria e quindi scolarla. Porre in un piatto fondo del pane raffermo o crostini di pane quindi aggiungere le fave cotte con la purea creatasi durante la cottura. Aggiungere la cicoria precedentemente bollita e un filo d’olio extravergine di oliva.

Orecchiette con le cime di rapa - Preparazione - Selezionate, dalle rape, solo le estremità tenere (le cime di rape) e introducetele nell’acqua bollente nella caldaia preparata anche per le orecchiette che vi verserete al secondo bollore facendole cuocere il necessario. mentre la pasta cuoce preparate un soffritto con l'olio, 2 o 3 spicchi d'aglio pestati e privati di pellicina, eventualmente le acciughe sottolio, se gradite, e qualche seme di peperoncino piccante. prendete della mollica di pane raffermo, grattatela e passatela nel forno sotto al grill. scolate la pasta e le rape, e, fuori dal fuoco rimettetele nella pentola dove aggiungerete il soffritto e la mollica, mescolate e servite.

Pignata di fave e cipolla cruda alla carpinese - Preparazione - Ingredienti: 200g di fave secche, 1 cipolla rossa. Cuocere le fave nel recipiente in coccio, ancora fumanti servire con cipolla cruda rossa a fette sottili e olio extravergine d'oliva novello. Per una variante in questa ricetta unire alle fave cotte aglio tagliato fine ed origano.

Zuppa di Carpino - Preparazione - Ingredienti: 200g di fave secche 50g zucca gialla 100g di patate alloro cipolla fresca aglio, olio e sale. Mettere le fave in ammollo in acqua la sera prima. Il giorno seguente togliete la loro lunetta scura, mettere il un recipiente in coccio, aggiungere acqua, portare a bollore, man mano che l’acqua si consuma aggiungere altra. Aggiungere cipolla a metà cottura. Tagliare patate e zucca a pezzi grossi. In una teglia mettere olio, aglio e alloro e far consumare, aggiungere acqua Q.B. alla cottura di patate e zucca, calare. A cottura ultimata unire le fave cotte. Irrorare con olio extravergine d'oliva novello di Carpino.

Minestra verde di Carpino - Preparazione - Ingredienti: catalogne, finocchi, sedano, cavolo, carne ed ossa di maiale, ventresca, dado vegetale, pomodori freschi, cipolla, olio extravergine di oliva di Carpino, sedano. Pulite tutte le verdure cuocerle insieme in una pentola molto grande. Quando le verdure sono cotte, aggiungere il sale e scolare. Da parte, preparare un bollito con acqua in abbondanza, due dadi, sedano, pomodoro fresco, cipolla, olio extravergine di oliva di Carpino. Mettere la carne e cuocerla per un’ora. In una teglia, posizionare una fila di verdure cotte, aggiungere il bollito e condire con formaggio. Ripetere l’operazione fino a che la teglia non sia piena. Infornare per 20 minuti. Una volta pronto, lasciare raffreddare per mezz’ora, dopo di che il piatto è pronto per essere servito a tavola.

Cozze Gratinate - Preparazione - Ingredienti: 1 kg di cozze, pane grattugiato quando basta, 50 gr pecorino grattugiato, aglio, bicchiere di vino bianco, prezzemolo, sale, pepe. Lavare e pulire le cozze, In una padella mettiamo un po' d’olio e ci aggiungiamo le cozze le mettiamo sul fuoco e le facciamo aprire completamente una volta aperte leviamo una parte del guscio e lasciamo il frutto nell’altra parte di guscio. A parte prepariamo un impasto composto da pane grattugiato, formaggio, aglio tritato, sale, pepe bagnando con un po' di vino bianco mescolare il tutto. Una volta ottenuto l’impasto ricopriamo tutte le cozze e le disponiamo in una teglia da forno bagnare con po di olio e cuore fino a quando l’impasto non sarà dorato e croccante.

Seppie ripiene - Preparazione - Ingredienti: Due seppie medie, 3 uova, 200 grammi di formaggio pecorino grattugiato, mollica di pane raffermo; 2 cucchiai di olio extravergine di oliva di Carpino, uno spicchio di aglio, una cipolla bianca, un ciuffo di prezzemolo, sale, una bottiglia da ¾ di salsa di pomodoro fatta in casa. Sbattere bene le uova in una terrina, aggiungere olio, formaggio, aglio e prezzemolo tagliati finemente, infine, mollica di pane quanto basta per raggiungere la consistenza che si vuol dare al ripieno stesso; mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo. Riempire con esso le seppie, pulite in modo da lasciarle il più possibile integre; fatto questo si "legheranno" con refe bianca per evitare che il ripieno fuoriesca. In una terrina di terracotta mettere della cipolla tritata finemente, l'olio desiderato e adagiarvi le seppie: salarle e cuocerle a fuoco molto lento, avendo cura di muoverle continuamente, senza però rigirarle, fino a quando saranno ben rosolate e la cipolla ben dorata; aggiungere, a questo punto, la salsa di pomodoro. Lasciar cuocere, sempre a fuoco molto lento, per circa 45 minuti, controllando che le seppie non si attacchino.


EVENTI

- La Sagra dell’Olio e delle Fave (agosto)
- Frasca, Fanoia e Olio novello (dicembre)

- Carpino Folk Festival
Al fine di stimolare la gente di Carpino a riappropriarsi della propria identità ed a riconoscere le proprie radici in una cultura ormai quasi scomparsa ma certamente degna di essere rivalutata, nel 1996 nasce l'idea del Carpino Folk Festival, il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni, che da allora si svolge regolarmente tutti gli anni nella prima decade di agosto.