Condividi con

FacebookMySpaceTwitterGoogle BookmarksLinkedinPinterest

Traduzione

Chi c'è online

Abbiamo 298 visitatori e nessun utente online

Stato:

Italia

Regione:

Puglia

Provincia:

Foggia

Coordinate:

41°6′0″N 15°28′0″E/ 41.1°N 15.46667°E

Altitudine:

630 m s.l.m.

Superficie:

71,90 km²

Abitanti:

1.976

 

Densità:

28,2 ab./km²

Comuni contigui:

Candela, Lacedonia (AV), Melfi (PZ), Sant'Agata di Puglia

CAP:

71020

Pref. telefonico:

0885

Nome abitanti:

Rocchettani

Santo patrono:

Sant'Antonio abate

Giorno festivo:

17 gennaio

Rocchetta Sant'Antonio è un comune di 1.976 abitanti della provincia di Foggia, in Puglia. La prima parte del nome si riferisce alla rocca normanna che dominava il paese, mentre la seconda parte si riferisce al santo patrono del paese.

TERRITORIO

Fa parte dei Comunità Montana dei Monti Dauni Meridionali. Confina con Candela, Lacedonia (AV), Melfi (PZ) e Sant'Agata di Puglia. Il suo clima è abbastanza rigido e freddo d’inverno raggiungendo i 3° C e tiepido in estate con i suoi 22° C.




STORIA

Rocchetta Sant'Antonio ha assunto diversi nomi nel tempo, in origine era Oppidum Rocca, Rocce Sant'Antimo, Sant'Antimo in Rocca, Rocchetta di Puglia fino ad arrivare all’attuale Rocchetta Sant'Antonio.
Le notizie sulla sua nascita non rare ed incerte, le prime informazioni risalgono al VI secolo, quando Bizantini e Longobardi se lo contendevano per la sua posizione strategica intorno ad un forte eretto dai Normanni nel 1083.
Fino al 1940 questo comune apparteneva alla provincia di Avellino.

 


GONFALONE

Di color azzurro, al busto di Sant'Antonio Abate, in maestà, il viso e le mani di carnagione, capelluto e barbuto di argento, aureolato d'oro, vestito di nero, tenente con la mano destra il bordone di nero posto in palo e munito di campanella d'argento, tenente con la mano sinistra il libro d'oro visto di taglio e cimato dalla fiamma di rosso, esso busto sostenuto dalla torre di argento, murata di nero, merlata alla guelfa di cinque, finestrata con finestrella tonda di nero, chiusa dello stesso, fondata in punta, sostenuta da due leoni controrampanti, d'oro, linguati e allumati di rosso, ognuno con tre zampe sostenenti la torre e con la quarta zampa sostenuta in punta. Ornamenti esteriori da Comune. Drappo partito di giallo e di rosso-

 

MONUMENTI

Rocchetta stupisce il visitatore con i suoi edifici medioevali ed i palazzi rinascimentali, con le piazze, le viuzze del centro storico, con l’inimitabile gioco prospettico delle piccole casette: elementi che contribuiscono indiscutibilmente a creare un’atmosfera del tutto armonica. La storia di questo paese è visibile in ogni piazza, ogni strada, ed ogni scorcio che, con la loro presenza, sono testimoni tangibili di un glorioso passato: dalla fondazione normanna rintracciabile nella parte più alta del centro cittadino, all’intero centro storico in un intreccio di viuzze che portono verso l’antico castello.
La costruzione più antica risale all’anno 984 quando il feudatario Roberto del Torpo che possedeva questi territori, vi fece erigere una fortezza che dominava il territorio circostante: la costruzione, della quale ancora oggi sono visibili alcuni resti, era di forma quadrata e contornata da una cinta muraria. Dopo una lunga competizione feudale per la supremazia sul territorio, il paese cominciò ad estendersi sul pendio dell’originale collina.

Il Castello

Di notevole pregio architettonico, fu fatto edificare di fianco alla chiesa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria da Ladislao II D’Aquino, proprietario del feudo di Rocchetta dal 1501, probabilmente seguendo il progetto del famoso architetto Francesco Di Giorgio Martini. Presenta una pianta triangolare, e, in uno dei vertici è collocata la Torre a Mandorla. In seguito alla costruzione del nuovo Castello il paese fu denominato Rocchetta Sant'Antonio, per distinguere il secondo edificio dal primo denominato Sant'Antimo.L’imponente edificio ha come caratteristica che lo contraddistingue la torre principale di forma ogivale. E’ uno dei castelli più belli della zona, eretto principalmente per difesa, ma che tutt’oggi conserva un fascino particolare. Tra i monumenti che arricchiscono questa cittadina, di particolare bellezza è la bellissima preta longa, una grande roccia che spunta dal terreno e rappresenta simbolicamente la porta di Rocchetta per i viaggiatori che vengono da Candela.
Importante caratteristica di Rocchetta è la ricchezza d’acqua, che ha portato alla realizzazione di innumerevoli fontane a bocca dalle quali sgorga perpetuamente acqua fresca. Sono noti i nomi di alcune fontane: fontana d’uva, fontana nuova, fontana r’morc, fontana San Lorenzo, fontana S. Martino e la pescarella, famosa nella zona per i suoi effetti benefici e per il sapore dolciastro.

 

LUOGHI DI CULTO

La Madonna del Pozzo

Due sono le fonti soriche che riguardano la Madonna del Pozzo:
1) Il "Forastiero" di Giuseppe Franciosa, notaio di Lacedonia (AV), che si trova nell'Archivio di Stato in Avellino;
2) "La Cronistoria di Rocchetta Sant'Antonio" di Giovanni Gentile, edita a Melfi il 1888.
Le varianti tra le due fonti non sono sostanziali, per cui fondamentalmente nel contenuto essenziale coincidono. Eccone il sunto da me ricavato:
"Sabato 24 agosto 1709 l'anziano contadino Giuseppe Mastrostefano, mentre stava zappando la sua maggese in contrada Serralonga, assetato, chiede l'acqua alla Madonna del Pozzo. Perchè invoca proprio la Madonna del Pozzo? Qualche giorno prima c'era stato un contratto spirituale del contadino con un frate questuante del rinomato Santuario della Madonna del Pozzo di Capurso (Bari). Questo è il motivo per cui il contadino invoca la Madonna del Pozzo. Difatti S. Maria del Pozzo gli concede l'acqua e il contadino devotamente ne bevve e ringraziò la S. Vergine del Pozzo.
Successivamente l'acqua non diminuiva, anzi venne utilizzata con fede e diversi ammalati furono guariti. La prima miracolata fu la storpia Pompea Garruto, la seconda fu Anna Maria Pasciuto e poi tanti altri
".

Le ricerche accurate condotte dal Vicario Foraneo di Rocchetta Sant'Antonio, Don Giuseppe di Mattia, tramite i sacerdoti Don Carlo Piccolo e Don Giuseppe dell'Abate, sul sito di Serralonga, la conprovata guarigione di alcuni malati per mezzo dell'acqua prodigiosa, la constatazione dei fatti che vennero verbalizzati dettagliatamente dal Vescovo GiamBattista La Morea di Lacedonia, soo le prove che pinsero il Vescovo a concedere alla popolazione e alle autorità di Rocchetta la facoltà di erigere una chiesa sul luogo del prodigio.


La scultura lignea policromaraffigurante la Madonna del Pozzo del secolo XVIII, vero gioiello artistico, è stata oggetto di grande venerazione da parte del popolo di Rocchetta per circa tre lunghi secoli. Il primo disastro sulla statua fu commesso involontariamente la notte tra l'11 e il 12 settembre 1907, allorquando casualmente le candele accese dettero fuoco alla sacra immagine. L'intera popolazione, compreso il Clero, si mobilitarono per raccogliere offerte e così restaurare l'effige della Madonna. Successivamente la statua ha subito altri restauri - alcuni in maniera ufficiale (come nel 1907, nel 1931, nel 1989), altri in maniera ufficiosa - ma tutti mal riusciti sopratutto per l'assenza di restauratori competenti.


I diversi sacrilegi verificatisi durante l'Anno Giubilare del 2000, i primi tra gennaio/febbraio e l'ultimo e il più orrendo nel novembre del 2000, hanno profondamente scosso e costernato l'intera comunità di Rocchetta. La domanda che tutti si pongono è questa: "Chi è il colpevole di questi efferati sacrilegi?". L'unica risposta indubitabile è questa: "Qualcuno che per ora ha smesso di amare la Madonna, Dio e i Fratelli". I gesti sacrileghi possono essere letti anche in chiave teologica al negativo, nel senso che Dio scrive dritto sulle righe storte degli uomini e che sa ricavare il bene anche dai peccati che commettono gli uomini. In questo modo Dio Padre, tramite S. Maria del Pozzo, vuole stabilire una più profonda comunione d'amore con i Rocchettani, legandoseli più strettamente, per preservarli dalla corruzione morale e dai disvalori presenti nella cultura contemporanea.

l culto della Madonna del Pozzo è nel cuore di ogni cittadino di Rocchetta, ovunque si trovi, la devozione per la Madonna è sua compagna di vita e di speranza.
L'unità stessa della comunità di Rocchetta, al di là di ogni fede ideologica, di ogni divisione sociale e culturale, vive nella fede per la Madonna del Pozzo, la Grande Madre di tutti.
Il miracolo concesso al devoto contadino Giuseppe Mastrostefano, da tre secoli, rivive il 15 agosto di ogni anno nel pellegrinaggio dell'intera comunità presso il luogo in cui la Santa Madre è venuta incontro al suo popolo con il dono dell'acqua.
Mani esperte e sapienti hanno rimarginato le ferite di un gesto sacrilego commesso ad opera di ignoti sull'antica icona della Madonna del Pozzo, hanno eliminato tutto ciò che era stato sovrapposto nel corso degli anni con patine diverse e hanno riportato l'immagine della Madonna al suo antico splendore.
La Madonna del Pozzo con la Sua immagine rinnovata, è venerata presso la cappella di campagna a Lei dedicata, dove ogni anno il giorno 15 agosto viene prelevata e con suggestiva processione serale viene portata presso la Chiesa Matrice per i tradizionali festeggiamenti.


La Chiesa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria

La chiesa parrocchiale dedicata all'assunzione della Beata Vergine Maria fu eretta nella zona più alta del paese medievale tra il 1754 ed il 1768 seguendo il disegno dell’ingegner Giovanni Mancarelli di Barletta. E’ stata realizzata in stile barocco, con una bella facciata e un alto campanile dal particolare coronamento. Al suo interno è divisa in tre navate e presenta una pianta a croce latina.
Al suo interno si possono ammirare dei meravigliosi stucchi policromi che raffigurano i quattro evangelisti ed altre scene bibbliche, gli altari del Cimafonte e diverse opere d’arte tra cui la bellissima tavola cinquecentesca rappresentante la Madonna del Cardellino del Giaquinto e il luminoso coro ligneo collocato alle spalle dell’altare maggiore.
Particolare importanza rivestono le statue del Patrono della città, S. Antonio Abate, della Madonna del Rosario, San Sebastiano e San Vito, la Madonna Addolorata e l’Ecce Homo del Brudaglio.
Più antico della chiesa è invece il bellissimo campanile cinquecentesco costruito per volontà del Vescovo Mons. Pedoca. Bello da vedere è il Seggio del sedicesimo secolo che si trova di fronte alla Cattedrale, riportato all’antico splendore in un recente restauro.


La Chiesa della Maddalena

La Chiesa di S. Maria delle Grazie

La Chiesa di S. Giuseppe

La Chiesa di S. Giovanna

Il Monastero di S. Maria in Giuncarico o dell’Annunziata

Il Monastero della Madonna del Pozzo

Collocato nei pressi della chiesa dell’Assunta, a tre chilometri dal centro abitato, è dedicato alla patrona del paese.

NATURA

Nel bosco comunale è possibile ammirare una grande varietà di piante e arbusti secolari, oltre ad una fauna variegata tra cui falchi, cinghiali, volpi, lepri, tartarughe, ricci e civette. Una delle risorse ambientali di Rocchetta è senza dubbio il vento, e da qualche anno alcune aziende hanno deciso di sfruttarlo costruendo una centrale eolica che utilizza l’energia del vento per produrre elettricità.

 

CULTURA

Biblioteca

Nasce come Biblioteca civica appartenente alla rete provinciale, in esecuzione del Piano quinquennale previsto dalla Legge 31 ottobre 1966 n.942.
Negli anni '80 diviene Biblioteca comunale gestita da personale interno del Comune e viene trasferita nei locali di piano terra dello stabile dell'Istituto Scolastico, con ingresso adiacente alla Scuola Media.
Nel 1994, con atto di Giunta Comunale n. 1 del 05 gennaio, viene approvato il trasferimento al primo piano dell'ex sede storica del Comune, sita in Via F. De Sanctis, n.2, ed è denominata "Biblioteca C/le "Giovanni Libertazzi" in memoria del compianto concittadino Prof. Giovanni Gelsomino Libertazzi, ricercatore storico di grande stima presso l'Università di Salerno e uomo di grandi qualità umane, morto prematuramente per un'assurda casualità a soli 48 anni.
La Biblioteca è unica agenzia culturale istituzionale del territorio, quindi ad essa sono collegate tutte le attività di ordine educativo, culturale, storico e di collegamento con le Associazioni culturali e sportive della cittadina.

EVENTI

Fede, folklore e tradizione si fondono negli appuntamenti più importanti per Rocchetta. Nel mese di Gennaio , e precisamente il 16 e il 17, si festeggia la ricorrenza del patrono del paese, S. Antonio Abate. Per l’occasione i cittadini preparano degli imponenti falò per omaggiare il Santo che con il fuoco protesse Rocchetta dall’invasione dell’esercito nemico. I falò più caratteristici e significativi vengono premiati dall’Amministrazione Comunale. Altro appuntamento importante per Rocchetta è la Festa della Madonna del Pozzo e di San Rocco prottettori del piccolo comune che si tiene nel mese di agosto. La fede che lega i rocchettani alla Madonna del Pozzo è qualcosa di unico che rende questa festa un appuntamento irrinunciabile per tutti. Il 15 agosto i rocchettani vanno in pellegrinaggio al santuario della Madonna del Pozzo ( a tre chilometri dal centro abitato) ed in processione portano la splendida statua lignea dalla cappella di campagna al paese dove l’attende S.Rocco. Il 24 e 25 agosto la Madonna e S. Rocco vengono portati in processione per le vie del paese. Il 26 mattina la Madonna viene riaccompagnata in campagna nel suo Santuario. L’intera festa religiosa è allietata da spettacolari fuochi pirotecnici e concerti di musica leggera.