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Politica

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Dichiarazione del segretario del Circolo del PD di Foggia, Davide Emanuele, e dei consiglieri comunali Pasquale Dell'Aquila, Lia Azzarone, Francesco De Vito, Michele Norillo e Annarita Palmieri

La mafia foggiana è "il primo nemico dello Stato", per il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho; a maggior ragione è e deve essere il primo nemico di Foggia.
L'encomiabile operazione condotta da magistratura e forze dell'ordine e la certosina ricostruzione dell'attività e della pervasività della Società foggiana impongono una corale azione a difesa della comunità. Ciascuno per quanto e ciò che può ha il dovere di agire per affermare il principio della legalità, rivendicare il diritto a vivere serenamente ed agire liberamente, operare potendo contare sul sostegno e la protezione delle istituzioni. Compreso il Comune, nella sua interezza.
Mettiamo da parte le polemiche politiche e il gioco delle parti e sforziamoci tutti, ciascuno in base alla funzione che svolge, di attivare misure concrete e condivise.
Al sindaco Franco Landella e alle forze politiche di maggioranza e minoranza propongo di riprendere il filo dell'azione amministrativa a partire dal documento sulla sicurezza approvato all'unanimità dal Consiglio comunale e da ciò che l'istituzione cittadina può compiere direttamente.
È ora di istituire la Consulta cittadina per la legalità, aperta alle istituzioni e alla società civile, e di aderire ad Avviso Pubblico, l'associazione che riunisce gli amministratori pubblici che s'impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica. Si può procedere all'utilizzo degli spazi delle Circoscrizioni Nord, Sud e Centro per lo sviluppo di attività e progetti di antimafia sociale, come all'adozione del Modello Ercolano per incentivare con misure di fiscalità di vantaggio la denuncia da parte dei commercianti onesti che non vogliono pagare il pizzo. Si deve garantire la totale trasparenza delle procedure di gestione delle misure finanziarie straordinarie di sostegno al reddito dei soggetti bisognosi, come delle assegnazioni degli alloggi popolari, anche costituendo una Consulta di Garanzia aperta agli Enti del Terzo Settore.
Inoltre, il passaggio da part time a full time della gran parte degli operatori della Polizia Comunale deve essere la premessa alla riorganizzazione complessiva del servizio, prevedendo l'istituzione dei presidi fissi di quartiere almeno nelle aree più a rischio della città. E ce ne sono, oltre il quartiere Ferrovia.
Compiamo tutti lo sforzo di andare oltre la retorica vittimistica o l'espressione del doveroso plauso all'azione di forze dell'ordine e magistratura. Insieme, possiamo e dobbiamo schierarci al fianco della Squadra Stato e non limitarci a fare il tifo dagli spalti.

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logoPDDichiarazione del consigliere regionale del Partito Democratico Paolo Campo

Chiudere le scuole pugliesi, anche quelle del primo ciclo, è stato opportuno e lungimirante.
Lo affermano i medici e gli scienziati consulenti del Governo e della Regione Puglia e lo confermano i dati epidemiologici.
È, ormai, fuori discussione che 'andare a scuola', cioé svolgere tutte le attività che precedono e seguono la lezione in classe, espone migliaia di ragazzi, docenti, collaboratori, genitori, parenti al rischio di entrare in contatto con il virus e farsene portatori.
Ha ragione Michele Emiliano quando afferma che è attuale "una situazione di rischio epidemiologico elevato" specificamente all'interno del contesto scolastico.
Ha torto la ministra Azzolina a chiedere "il ritiro di un provvedimento urgente" del presidente della Regione Puglia adottato avendo presente lo stato di emergenza e rispettando le indicazioni del Governo a rendere più restrittive piuttosto che ampliare le norme e le indicazioni dei DPCM.
Oggi la priorità è la tutela della salute, che riteniamo prevalente rispetto al diritto al lavoro e all'istruzione, e non c'è dubbio che la scelta del presidente Emiliano sia stata compiuta e reiterata avendo a mente questa priorità.
Comprendo bene quanto sia faticosa per i miei figli e per tutti gli alunni e gli studenti pugliesi e quanto sia impegnativa per i loro genitori e per chiunque debba assisterli durante le ore di didattica a distanza, eppure dobbiamo essere consapevoli che tutti siamo chiamati a sacrificare un pezzo della nostra libertà e della nostra vita per affrontare e superare l'emergenza sanitaria.
Per consentire alle famiglie di affrontare un po' meglio le difficoltà, mi permetto di suggerire al Governo l'estensione alle regioni 'arancioni' del bonus baby sitter e del congedo straordinario per i dipendenti, oggi previsto nelle regioni 'rosse'.
Alla ministra Azzolina mi permetto di suggerire di evitare la polemica tra istituzioni, che non porta mai nulla di buono in condizioni del genere, e di continuare a lavorare dialogando con le istituzioni territoriali, e non solo con i rappresentanti del movimento di cui è portavoce nel Governo.

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"Landella e il centrodestra la smettano di occuparsi di parenti e poltrone.
Subito un tavolo allargato a tutte le forze politiche e le parti sociali"

Sono ormai passati diversi mesi dal Consiglio comunale monotematico dedicato all'emergenza provocata dalla diffusione del Covid-19, quello concluso con l’approvazione di un documento condiviso dall’intera assemblea e che impegnava l’Amministrazione a compiere una serie di atti e mettere in campo una serie di azioni utili a contenere e rendere più sopportabili ai Foggiani gli effetti del lockdown.
Cos'è stato fatto fino ad ora? Poco o nulla!
Oggi ci troviamo nel pieno della seconda ondata. I Comuni sono chiamati ad operare in un contesto nazionale ormai mutato, in cui molte decisioni importanti per la salvaguardia della salute pubblica e del tessuto economico e sociale sono rimesse alle decisioni delle amministrazioni locali.
Cosa fa il Comune di Foggia? Nulla!
La maggioranza di centrodestra è troppo impegnata nelle spartizioni da manuale Cencelli in salsa dauna, dove alle cognate di agosto sono subentrati i generi d'autunno.
La città, invece, affronta i problemi quotidiani che l'affliggono immutati da 6 anni, a partire dalle strade rotte e buie, e deve fronteggiare anche il rinnovato diffondersi dell’epidemia. Evento che dovrebbe imporre al sindaco di agire con rapidità ed efficacia, coinvolgendo tutte le forze politiche e le parti nell'adozione di misure operative capaci di porre un freno alla diffusione del virus e mettere al riparo l’economia cittadina da una nuova tempesta.
Il Partito Democratico, per questa ragione, chiede subito la convocazione di un tavolo permanente e allargato alle forze di opposizione che includa le categorie produttive e sindacali per assumere le decisioni necessarie ad evitare che si debba nuovamente chiudere tutto indiscriminatamente.
E il punto di partenza dovrebbe essere proprio l’atto di impegno votato all'unanimità in Consiglio comunale.
Innanzitutto, sarebbe utile quantificare le risorse disponibili per interventi sociali ed economici straordinari. Insistiamo su questo punto: quanti soldi destinati agli eventi pubblici sono stati risparmiati nei mesi di lockdown e quanti sono stati stanziati e non potranno essere spesi nei prossimi mesi a causa delle nuove restrizioni. Come si potranno usare queste risorse?
È urgente intervenire sulla regolazione dell'aggregazione sociale senza provocare il fallimento delle imprese del terziario. Nel rispetto delle prescrizioni del Governo, si possono e si devono adottare provvedimenti che tutelino la socialità organizzata e vissuta riducendo al massimo i rischi di contagio. Si può ridurre il carico fiscale comunale, a partire da quello correlato ai servizi di cui le aziende del terziario non hanno fruito a causa delle vecchie e nuove chiusure forzate.
Come si pensa di coniugare la prosecuzione dell’attività scolastica ed evitare assembramenti sui mezzi di trasporto? Comune e Ataf hanno l’obbligo di programmare corse aggiuntive negli orari di punta, anche chiedendo l’ausilio degli operatori del trasporto turistico, offrendo loro un'alternativa operativa com'è accaduto in tanti Comuni italiani. Inoltre, il sindaco può intervenire sugli orari di apertura di scuole, uffici, negozi e centri servizi, come abbiamo proposto mesi fa, per evitare che i mezzi pubblici siano presi d'assalto agli orari canonici e siano vuoti per la gran parte della giornata.
È possibile che ancora nulla sia stato fatto per organizzare un dormitorio destinato ad accogliere i senza fissa dimora che, complice anche l’inizio della stagione fredda, rischiano di rimanere senza alcun aiuto?
È possibile che ancora non sia stata definita una strategia che scongiuri la chiusura dei mercati rionali, a partire dal Rosati, e di quello settimanale?
Il PD è aperto ad ogni forma di confronto per il bene e l’interesse dei foggiani. Non tollereremo scelte solitarie assunte senza il minimo confronto con la città e la minoranza consiliare.
Se il centro destra è interessato solo alle poltrone e alle faide politiche, Landella ammetta l’impossibilità di proseguire con il suo mandato e l’inadeguatezza ad affrontare la sfida che abbiamo davanti.

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davide emanuele
Dichiarazione del segretario del Circolo del PD di Foggia, Davide Emanuele

Le organizzazioni neofasciste e neonaziste devono essere sciolte. Il Partito Democratico foggiano si associa all’appello lanciato dalla Cgil ed esprime solidarietà all’organizzazione sindacale di Borgo Mezzanone e della Capitanata.
Quanto accaduto nella borgata rurale, epicentro del nuovo conflitto tra braccianti, caporali e agrari senza scrupoli, non può e non deve passare sotto silenzio.
Aver imbrattato con scritte e simboli fascisti e nazisti esprime appieno l’idea che questa gente ha della libertà d’opinione e della dignità dei lavoratori, italiani o stranieri che siano.
Ancor più nella terra di Giuseppe Di Vittorio e nell’anniversario della sua scomparsa dobbiamo ribadire la nostra ferma opposizione alla cultura dell’odio e della sopraffazione, augurandoci che anche i partiti di destra condividano quest’obiettivo.

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Sì alla gara pubblica trasparente e partecipata per il futuro di Parco San Felice, no al ritorno al buio e all’insicurezza che, a partire dal 3 novembre, ripiomberebbe in tutta quell’area se non si pensasse a mantenere presidiate e attive le strutture riqualificate con il progetto “Parcocittà”, nel frattempo che Giunta e uffici comunali provvedono a elaborare e espletare le procedure di gara.

Il Partito Democratico di Foggia difende come modello positivo l’esperienza di “Parcocittà” iniziata quattro anni fa e chiede certezze su quello che succederà tra due settimane, quando scadrà la convenzione con l’associazione temporanea di scopo che, dal 2016, assicura servizi, attività sociali e culturali, provvedendo anche alla cura e alla manutenzione dell’anfiteatro e delle strutture a servizio, a cui l’Amministrazione comunale ha deciso di non rinnovare comodato d’uso e convenzione.

“La città e l’Amministrazione comunale che hanno osservato gli effetti positivi di questa esperienza devono farsi carico di un modello che dovremmo essere capaci di moltiplicare per altre aree urbane, non di disperdere con tutte le competenze che hanno anche creato 9 contratti di lavoro con giovani operatori diventati un punto di riferimento di tutti con i loro progetti”, ha rimarcato il segretario cittadino del PD di Foggia, Davide Emanuele, aprendo la conferenza stampa organizzata, stamattina, a Parco San Felice, nell’area antistante alla zona gestita dall’ATS Progetto Parcocittà.

All’incontro era presente tutto il Gruppo del PD nel Consiglio comunale, dal capogruppo Pasquale Dell’Aquila a Lia Azzarone, da Annarita Palmieri a Francesco De Vito e Michele Norillo, e il consigliere e assessore regionale Raffaele Piemontese.

“Le immagini di com'era quattro anni fa questa zona e di com'è adesso – ha aggiunto Emanuele indicando le fotografie scelte come sfondo del tavolo dell’incontro con la stampa – sono eloquenti, eppure non esprimono tutta la ricchezza di attività che hanno coinvolto bambini e anziani, in una serie di progetti che, se dovesse spezzarsi la continuità nella gestione di questi spazi, finirebbero nel nulla, anche perdendo risorse”.

“Io abitavo qui di fronte e, arrivando stamattina, sono stata fermata dai commercianti e da alcuni cittadini che mi hanno chiesto di fare qualcosa per non cancellare una realtà di cui ha beneficiato tutto il quartiere e tutta la città”, ha detto Lia Azzarone, sfidando il sindaco ad andare sul serio dai magistrati “se pensa, come ha dichiarato, di avere ricevuto pressioni indebite perché questa esperienza prosegua”. “Noi – ha ribadito la segretaria provinciale del PD – siamo i primi a chiedere che sia espletata la gara pubblica, ma denunciamo il ritardo del Comune che, a pochi giorni dalla scadenza della convenzione che rende dinamico e sicuro questo pezzo di Parco San Felice, non ha indetto alcuna gara, mettendo a rischio quello che è stato costruito con la fatica e la passione dei foggiani”.

“A Parco San Felice si sono accese le luci di attività che hanno portato decoro e legalità, non possiamo tornare al buio del degrado e dello spaccio di droga”, ha aggiunto Raffaele Piemontese, ricordando “l’eco positiva che le attività di Parcocittà hanno raccolto all’Università Bocconi di Milano e sulle colonne del Corriere della Sera, come buona prassi di antimafia sociale e di rigenerazione di un quartiere urbano difficile”.

Nel pomeriggio di ieri, si è fatta sentire anche l’impresa sociale “Con i Bambini”, società senza scopo di lucro che attua i programmi del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, previsti dal Protocollo d’Intesa tra il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Presidente delle Fondazioni di origine bancaria. Ricordando che “i progetti che insistono nell’area del parco sono stati selezionati con bandi a evidenza pubblica nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e, quindi, non potranno proseguire con soggetti diversi da quelli che li hanno presentati e finora regolarmente attuati”.
Questione sollevata, stamattina, nel corso della conferenza stampa in cui gli esponenti de-mocratici hanno ricordato i progetti “Foggiachildren”, promosso dall'ARCI provinciale di Foggia; “L’isola che c’è”, promosso dall’associazione di volontariato L’Aquilone; “Le Case Speciali dei Ragazzi e delle Ragazze”, gestito da un'associazione temporanea di scopo con capofila la Cooperativa sociale Progetto Città; “Dare di più a chi ha avuto di meno”, promosso da Federazione SCS/CNOS - Salesiani per il Sociale. Tutte attività sociali e culturali rivolte a giovani e famiglie, che sparirebbero se non fosse assicurata continuità nelle more delle procedure di selezione del soggetto cui concedere in uso anfiteatro e manufatti di Parco San Felice.
“Attività che, insieme alla cura e alla manutenzione degli spazi e dei servizi pubblici, sono state assicurate per quattro anni senza costare un centesimo ai foggiani”, ha sottolineato in conclusione Piemontese.

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