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Economia e finanza

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conto-corrente-matrimonioQuando grazie al matrimonio si passa dallo stato giuridicamente non contemplato di fidanzati a quello normativamente regolato di sposati, tra le varie considerazioni che i neo sposi si trovano a fare nella fase di “start up” della loro neonata famiglia, ci sono anche quelle relative al conto corrente attraverso il quale gestire i vari rapporti economici e finanziari come la ricezione dello stipendio, il pagamento delle spese legate alle utenze o del mutuo.

La regolamentazione che stabilisce diritti e doveri dei due coniugi rispetto all’apertura di un conto corrente, in comune o separato, è in parte legata al regime di condivisione o non condivisione dei beni scelto in fase di stipula delle nozze, ed in parte dipende dalla scelta di aderire a forme di risparmio condivise come il conto corrente cointestato. La definizione di cosa rientra nella condivisione dei beni e cosa no è un qualcosa di piuttosto articolato che non può essere risolto nella trattazione di un solo paragrafo perché tocca temi complicati che richiederebbero una più ampia trattazione. Più semplice, invece, è la discriminazione tra conto corrente cointestato o separato.

Innanzitutto bisogna precisare che esistono due forme di conto corrente cointestato: quello a firma congiunta e quello a firma disgiunta. La differenza tra i due casi è che nel primo ogni singolo pagamento deve essere autorizzato, tramite firma, da ognuno dei due titolari (nel nostro caso da ognuno dei due coniugi). Nel caso del conto corrente a firma disgiunta invece ognuno dei titolari è libero di agire liberamente sul conto, e quindi anche autorizzando pagamenti, senza dover ricevere la controfirma dell’altro titolare per ogni singola operazione.

Perché scegliere un conto corrente cointestato? Al di là di quelle che possono essere le preferenze di ognuno sulla forma a firma congiunta o disgiunta, il vantaggio evidente di un conto corrente cointestato è nella sua economicità e nella comodità di avere uno strumento unico e condiviso per la gestione delle finanze famigliari.

Economico perché attraverso un conto cointestato i due coniugi devono sostenere ogni anno le spese di gestione di un solo conto corrente; comodo perché, anche grazie ai nuovi strumenti di gestione via web come i conti online (per approfondire clicca qui, l’home banking ed il mobile banking, marito e moglie possono avere un controllo completo delle finanze famigliari verificando quelli che sono i movimenti finanziari su un unico conto famigliare su cui afferiscono entrambi i redditi e da cui partono tutte le spese sostenute.

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Il decreto che cancella quasi del tutto la seconda rata dell’Imu sulla prima casa continua a far discutere.

Il decreto legge 30 novembre 2013 n. 133, firmato mercoledì, contenente Disposizioni urgenti concernenti l’IMU  è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n.281 del 3o novembre), rendendo noto a tutti il testo integrale: l’Art. 1 stabilisce l’abolizione della seconda rata ma solo nei Comuni in cui nel 2013 le aliquote non superano quelle standard: ergo, si deve pagare la differenza. In che misura? Lo stesso art. 1, al comma 5 ha decretato:

“L'eventuale differenza tra l'ammontare dell'imposta municipale propria risultante dall'applicazione dell'aliquota e della detrazione per ciascuna tipologia di immobile di cui al comma 1 deliberate o confermate dal comune per l'anno 2013 e, se inferiore, quello risultante dall'applicazione dell'aliquota e della detrazione di base previste dalle norme statali per ciascuna tipologia di immobile di cui al medesimo comma 1 è versata dal contribuente, in misura pari al 40 per cento, entro il 16 gennaio 2014”. (N.B. Il termine ultimo per il pagamento della mini Imu sulla prima casa slitta dal 16 al 24 gennaio 2014).

Di questa differernza, al contribuente toccherà quindi versare il 40% entro il 24 gennaio 2014, mentre lo Stato coprirà il resto.

Sono 2375 i comuni italiani che hanno alzato l'aliquota Imu sulle prime case. In questi Comuni i cittadini sono chiamati alla cassa per pagare la quota residua dell'imposta, cioè una mini-Imu calcolata in base all'aliquota aumentata.

I centri di assistenza fiscale denunciano il rischio di confusioni ed errori sul calcolo della “minirata” che si dovrà versare entro il prossimo 16 gennaio e i sindaci contestano la decisione del governo di imporre comunque ai contribuenti il pagamento di una parte dell’imposta, anche se piccola.

Quota IMU da pagare

In pratica, i proprietari di prime case dovranno versare il 40% della differenza tra l’IMU calcolata con aliquota al 4 per mille e quella calcolata con le aliquote deliberate dal proprio Comune nel 2012 (2013, nel caso in cui l’avessero elevata).

Al momento non è, quindi, annullata la seconda rata dell'IMU se non per i proprietari di prima abitazione residenti in particolari comuni.

I comuni della Provincia di Foggia interessati con relative aliquote sono quelli indicati nella lista che segue:
Carapelle 5,00
Carlantino 5,00
Casalnuovo Monterotaro 4,60
Cerignola 5,50
Foggia 6,00
Motta Montecorvino 6,00
Orta Nova 6,00
Panni 6,00
Rodi Garganico 5,50
San Marco in Lamis 6,00
San Marco la Catola 6,00
San Nicandro Garganico 6,00
San Paolo di Civitate 4,90
San Severo 5,00
Stornara 6,00
Stornarella 5,50
Torremaggiore 5,50
Zapponeta 6,00

Il Governo è ancora alla ricerca di una soluzione per togliere definitivamente la rata, ma al momento le notizie non sono positive. Si attende il passaggio delle festività per vedere se effettivamente sarà possibile fare qualcosa di concreto.


Rivolgetevi alle seguenti strutture per tutti i calcoli dei pagamenti dovuti:


CAF MCL – PATRONATO SIAS

CAF-firma

                              

FOGGIAUfficio di Zona: Via Concetto Marchesi n.25

RESPONSABILE: SCRIMA NICOLA 

TEL. +39 0881 772512

CEL. +39 328 6345139

 

 

LUCERACentro di Raccolta: Via Vittorio Veneto n.61

RESPONSABILE: SERRICHIO MICHELE 

CEL. +39 380 3082775

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