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Cronaca

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intinidazioneLa testa di capretto con dentro conficcato un grosso coltello, è stata posta d'avanti alle finestre dello studio di un noto penalista di Mattinata.
L'episodio è avvenuto in pieno centro. L’avvocato, se pur penalista effettua cause civili e non difende criminali, ha sposato a pieno e gratuitamente la causa della scomparsa del giovane Francesco Armiento, difendendo la madre, Luisa Lapomarda.
L'avvocato ha fatto condannare il pluripregiudicato Antonio Pio Prencipe, detto ricciolino.
Forse l'episodio potrebbe esser legato nell’impegno politico del legale, poichè è stato l’unico amministratore a parlare pubblicamente di mafia, in maniera chiara e netta, anche nei servizi giornalistici.
Nel mio comune, ci sono persone a dir poco spietata e imputridita, che con sapienza istilla nella collettività, giorno dopo giorno, odio e rabbia, il paese è sotto processo, numerosi sono i malaffari politici, e diversi amministratori non hanno lesinato ad usare la loro carica per biechi interessi; addirittura qualcuno balbetta al solo pronunciare la parola Mafia. Ora, tutti a scandalizzarci, a dirci estrani, a concepirci immuni: eppure come chiamare un gesto così efferato arcaico e brutale? Questo un breve passaggio del legale.
Inoltre, secondo i miei avversari, che fanno contro di me una campagna diffamatoria, sonoramente bastonati politicamente e professionalmente, attribuiscono alle mie capacità di muovere testate giornalistiche che pubblicherebbero falsità e fango, ricopiando documenti ufficiali peraltro scritti, in ordine, da prefetti, magistrati e forze dell’ordine.
E’ questa l’immagine che siamo capaci di esprimere della nostra collettività? Pensare che tutto ciò possa spaventarmi. ha del ridicolo.
Così ha continuato l'avvocato.

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carabinieri
Quattro persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria, due sanseveresi per ricettazione e i due lucerini per incauto acquisto.
Due ragazzi, avrebbero di Lucera, avevano messo un inserzione su internet, di una moto da competizione, la quale però era stata rubata a Nardò. 
La polizia, aveva ricevuto la segnalazione da parte del proprietario, che la sua moto, una Honda CFR 450R, del valore di circa 6000 €, rubata a settembre in una officina meccanica di Nardò, insieme ad altri due motoveicoli, era stata posta in vendita su sito di compravendita.
Il proprietario, avrebbe fornito alle forze dell'ordine, particolari distintivi della propria moto, che combaciavano perfettamente con le foto postate in rete.
Il veicolo era nella disponibilità di due persone di Lucera, un 46enne ed un 21enne, facente parti allo stesso nucleo familiare. Le indagini hanno permesso di recuperare il veicolo oggetto di furto in un deposito nelle campagne lucerine. 
La moto è risultata esser ricettata a San Severo da due noti pregiudicati, che hanno poi venduto il motoveicolo ai due incauti acquirenti lucerini. 

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118

Ancora un incidente sul lavoro. Ieri pomeriggio, in zona Amendola, un operaio è rimasto folgorato lungo la complanare della Statale 89. 
L'operaio un 45enne di Campobasso, Antonio Salvatore, stava cercando di spostare il frumento dal rimorchio dal camion ma, proprio mentre lo stava sollevando il braccio del mezzo, è rimasto folgorato da una scarica elettrica di 20mila volt prodotta dai cavi.
L'uomo è morto sul colpo.
Sul posto sono giunti i vigili del fuoco ed i sanitari del 118.

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I carabinieri di Foggia, sono riusciti a sventare un colpo in un'agenzia viaggi in via Brindisi a Foggia.
Il malvivente aveva già tranciato la saracarabiniericinesca ed aveva rotto il vetro e, stava per entrare all'interno dell'agenzia di servizi per poter portare via tutto il possibile.
Ma proprio in quel momento una pattuglia di forze dell'ordine che, si trovavano in zona durante un servizio di controllo del territorio, hanno notato l'ingresso dell'attività forzata.
Alla vista dei carabinieri, il ladro è scappato, lasciando la refurtiva sul posto, un pc. 

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carabinieri 2
Ancora un allarme bomba per un pacco sospetto a Foggia.
Uno zainetto sospetto è stato rinvenuto da alcuni passanti sotto l'arco Consalvo dei quartieri Settecenteschi, in Vico Falce.

Questa volta però all'interno dello zaino, vi era una busta gialla contenente più di un centinaio di candelotti, posizionati sotto l'arco Consalvo nella zona dei quartieri Settecenteschi.
I passanti hanno allertato le forze dell'ordine, le quali una volta giunti sul posto, hanno delimitato l'area vietandone momentaneamente l'accesso, aspettando l'arrivo della polizia scientifica e degli artificieri da Bari.

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