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Stato:

Italia

Regione:

Puglia

Provincia:

Foggia

Coordinate:

41°36′0″N - 14°58′0″E

41.6°N - 14.96667°E

Altitudine:

558m s.l.m.

Superficie:

34,25 km²

Abitanti:

1.098

 

Densità:

33 ab./km²

Comuni contigui:

Casalnuovo Monterotaro, Celenza Valfortore, Colletorto (CB), Macchia Valfortore (CB),
San Marco la Catola, Sant'Elia a Pianisi (CB)

CAP:

71030

Pref. telefonico:

0881

Nome abitanti:

Carlantinesi

Santo patrono:

San Donato e San Rocco

Giorno festivo:

7 agosto

Carlantino è un comune italiano di 1.098 abitanti della provincia di Foggia, fa parte della Comunità Montana dei Monti Dauni Settentrionali. Confina con Casalnuovo Monterotaro, Celenza Valfortore, Colletorto (CB), Macchia Valfortore (CB), Sant'Elia a Pianisi (CB). Ci si arriva da Lucera per la strada S.S. 17, lasciando questa al bivio di Volturara e seguendo la mandamentale S. Marco, Celenza, Carlantino. Posizionato a 558 metri  sul livello del mare. Il suo nome potrebbe derivare dal nome di persona Carlo.

TERRITORIO

Carlantino si adagia lungo una collina della valle del fiume Fortore e sovrasta il lago di Occhito, tra i più grandi invasi artificiali europei. Il comune dista 67 chilometri dal capoluogo Foggia. A nord-est del paese sorge il monte San Giovanni. Sono presenti fiumi e grandi distese di alberi fruttiferi e da legna. Il suo clima è caratterizzato da estati abbastanza fresche di 20° C ed inverni rigidi, in cui spesso la temperatura scende al di sotto di 0° C.

STORIA

L'abitato si estende lungo una collina della Valle del Fortore e ai suoi piedi l'affluente Cigno sbocca nel Fortore. Non ha strade di comunicazione con gli altri paesi, tranne quella, che per il bosco di S. Marco gira verso Lucera.
Nel territorio comunale, ed in particolare modo presso monte San Giovanni sono stati ritrovati diversi reperti archeologici di età romana, risalenti ai primi secoli avanti Cristo; secondo alcuni studiosi locali, la battaglia di Canne del 216 a.C. tra Annibale e i Romani sarebbe avvenuta nell'agro carlantinese fra il monte San Giovanni e il fiume Fortore.
Sulla montagna si possono ammirare i ruderi di un castello, vicino al quale, alcuni anni fa, si scavò un corridoio sul versante orientale e lungo la vallata  furono rinvenute antiche monete d'oro, d'argento e di bronzo oltre a tombe romane, tra cui una lapide con il nome di Caio Mario. In località Scrocca, sono stati rinvenuti tanti pezzi di mattoni mischiati a tante pietre, da far pensare ad un grande edificio diroccato, e vi sono stati trovati anche dei loculi mortuarii.
La fondazione di Carlantino fu voluta dal barone di Celenza Valfortore Carlo Gambacurt e il toponimo potrebbe derivare proprio da Carlettino, vezzeggiativo con cui veniva chiamato il fondatore.
Le campagne sono fertili e danno ottimi grani duri, peperoni aromatici,  non manca la coltura degli altri cereali specialmente del granturco; inoltre ci sono colture di viti, oliveti ed in piccola parte anche ortaggi. Si coltiva anche tabacco e ha dato splendidi risultati. La pastorizia è limitata: ma non mancano ottimi formaggi e ricotta tenerissima, salumi squisitissimi e carni saporite. Vi è, inoltre, una grande produzione di uova e polli, in parte destinati all'esportazione.

GONFALONE



LUOGHI DI CULTO

La cattedrale di San Donato


Costruita forse da Gambacorta nella seconda metà del Cinquecento. L'attuale chiesa venne eretta sull'antica Santa Croce nel 1569. Più volte modificata negli anni ha cambiato totalmente aspetto. La vecchia facciata aveva uno stile romanico abruzzese, oggi vi è rimasto il solo rosone. La pianta  è a croce latina la chiesa è costituita da una sola navata. Nel suo interno troviamo un busto ligneo di San Giuseppe, una statua dell'Immacolata ed una tela dell'Assunzione della Vergine Benedetta.

 

 

 



La cappella della SS. Annunziata


E' situata ai piedi di Monte San Giovanni, conserva al suo interno una statua lignea cinquecentesca della Madonna del Carmine e una tela seicentesca raffigurante la Vergine con Bambino. La facciata è semplice, accanto spicca un campanile con una torre. Dal 2002 dopo il violento terremoto è inagibile