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Primo piano

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disabile
La partecipazione registrata ieri al Disability Pride, che ha attraversato le vie di Foggia coinvolgendo cittadini e associazioni, ha trasformato una giornata di festa e confronto in una forte rivendicazione collettiva: le persone con disabilità hanno diritto a vivere la città in piena libertà, autonomia e sicurezza.
La risposta della piazza riporta al centro una questione che l'Amministrazione comunale non può più rinviare: l'attuazione del PEBA – Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche, strumento indispensabile per censire gli ostacoli presenti, programmare gli interventi e stabilire priorità, tempi e risorse.
«Mentre l'Amministrazione è assorbita da una crisi politica sempre più distante dai problemi reali dei cittadini, a Foggia le persone con disabilità continuano a scontrarsi ogni giorno con marciapiedi impraticabili, attraversamenti insicuri, edifici e spazi pubblici non accessibili», dichiara Pina Carretta, referente di Europa Verde Foggia per i temi della disabilità e del sostegno alle famiglie.
«Le lotte interne alla maggioranza non possono diventare l'alibi per lasciare la città immobile. Per una persona con disabilità, una barriera non è un semplice disagio: può significare perdere autonomia, dipendere continuamente dai familiari o rinunciare allo studio, al lavoro, alle cure e alla partecipazione sociale. Questa è una grave negazione dei diritti».
Europa Verde sottolinea come il peso dell'inerzia amministrativa ricada anche sulle famiglie, troppo spesso lasciate sole a compensare carenze urbanistiche, servizi insufficienti e assenza di una programmazione organica.
«Abbattere le barriere fisiche e culturali non è un favore da concedere né un annuncio da utilizzare nelle occasioni pubbliche. È un dovere delle istituzioni e un diritto sancito dalla Costituzione. Le persone con disabilità e le loro famiglie non possono aspettare i tempi delle trattative politiche, delle nomine e degli equilibri di potere», prosegue Carretta.
Per questo Europa Verde chiede al Comune di Foggia di accelerare immediatamente l'iter di attuazione del PEBA, a partire da un censimento aggiornato e georeferenziato delle barriere presenti negli spazi e negli edifici pubblici, accompagnato da un cronoprogramma pubblico con priorità, tempi di attuazione e risorse finanziarie certe. Europa Verde Foggia sollecita, inoltre, il coinvolgimento stabile delle persone con disabilità, delle famiglie e delle associazioni nella progettazione e nel monitoraggio degli interventi, verifiche periodiche e trasparenti sullo stato di avanzamento del Piano e l'inserimento del principio di accessibilità universale in ogni nuovo progetto di riqualificazione urbana.
«Una città si misura dalla libertà che garantisce alle persone più esposte, non dal numero degli annunci o dalle operazioni di potere consumate nei palazzi», conclude Pina Carretta. «Il Disability Pride ha parlato con chiarezza. Ora l'Amministrazione deve smettere di guardare a sé stessa e rispondere alla città: il PEBA deve essere finanziato e attuato senza ulteriori ritardi».

Associazione Cittadina
EUROPA VERDE
FOGGIA

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uni

Dal 1° al 5 ottobre 2026, l'Università di Foggia ospiterà la terza edizione Europäische Begegnung, appuntamento internazionale promosso dalla Ruhr-Universität Bochum (Istituto di studi sulla Germania) in collaborazione con il Cetefil e il Dipartimento di Studi Umanistici. Lettere, Beni Culturali, Scienze della Formazione.

L’evento inaugurale si terrà giovedì 1° ottobre 2026, alle ore 18:00, presso l'Aula 3 del Dipartimento di Studi Umanistici (Via Arpi 176, Foggia).

L'iniziativa, sostenuta dalla Fondazione Monti Uniti di Foggia e da altri partner italiani e tedeschi, segue le prime due edizioni tenutesi a Maastricht e Brașov. Il tema centrale dell'incontro foggiano sarà “Streitkulturen in Europa: Antike – Mittelalter – Neuzeit – Gegenwart” (Culture del conflitto in Europa: Antichità – Medioevo – Età moderna – Contemporaneità).

Attraverso un approccio fortemente interdisciplinare che intreccia storia, filosofia, diritto, letteratura e scienze politiche, docenti e ricercatori provenienti da Università italiane ed europee si confronteranno su grandi questioni di grande attualità: diritto internazionale, memoria storica, identità culturale e migrazioni.

Il ricco programma prevede panel scientifici, tavole rotonde e momenti di dibattito aperto, a cui si affiancheranno iniziative orientate alla valorizzazione del patrimonio culturale del territorio (con visite guidate a Foggia, Castel del Monte e Trani) e un ricevimento ufficiale in occasione del Giorno dell'Unità tedesca.
Relatori:
• Prof. Peter Goßens (Ruhr-Universität Bochum)
• Prof. Georgi Verbeeck (KU Leuven / Maastricht University)
• Prof. Aldo Ligustro (Università di Foggia)
• Prof. Marco Buccarella (Università di Foggia)
• Prof.ssa Myrtha Elehrt (Università di Foggia – Istituto Italo-Tedesco di Foggia)
• Prof.ssa Lucia Perrone Capano (Università di Foggia)
Interverranno inoltre:
• Prof.ssa Alessandra Beccarisi (Università di Foggia)
• Prof. Ubaldo Villani-Lubelli (Università del Salento)
• Dr. Ioana Andrea Diaconu (Universitatea Transilvania din Brașov)
• Dr. Camilo Erlichman (Maastricht University)
• Dr. Silke Flegel (Ruhr-Universität Bochum)
• M.A. Reemda Hahn (Ruhr-Universität Bochum)
• Dr. Frank Hoffmann (Ruhr-Universität Bochum)
• M.A. Siebo Janssen (Bonn)
• Dr. Stefan Karsch (Berlin)
• Dr. Daniel Oross (Budapest)
• Prof. Daniel Pietrek (Università di Opole)
• Dr. Piotr Przybyla (Università di Opole)
• Dr. Katharina Schuchardt (Dresda)
• Prof.ssa Mirjana Stancic (Zagabria / Essen)
• Dr. Regina Stein (Berlino)

Ufficio Stampa, Comunicazione istituzionale ed Eventi di Ateneo
Università di Foggia

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Il pospedalesan giovanni rotondoaziente, un uomo calabrese di 62 anni, non raggiungeva il target pressorio nonostante cinque classi di farmaci antipertensivi. A tre mesi dalla procedura ha raggiunto il target raccomandato

Nel maggio scorso, Franco, un uomo di 62 anni di Isca sullo Ionio, in provincia di Catanzaro, è stato il primo paziente trattato con denervazione renale presso l’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (FG). La procedura, eseguita dall’Unità di Neuroradiologia e Radiologia Interventistica, di intesa con la Medicina Interna e l’Unità di Nefrologia, ha permesso ‒ come confermato dai controlli dei mesi successivi ‒ di riportare sotto controllo una forma di ipertensione arteriosa resistente che non rispondeva più a una terapia farmacologica già ottimizzata.

Il caso clinico
«Il paziente ‒ spiega Antonio Mirijello, medico dell’Unità di Medicina Interna che ha individuato il caso ‒ era già stato ricoverato in Medicina Interna nel giugno 2024 per le complicanze cardiovascolari del diabete. La diagnosi iniziale era stata di sindrome cardio-nefro-metabolica. Nonostante l'impiego di cinque classi di farmaci antipertensivi, un sartanico, un calcio-antagonista, un diuretico, un antagonista del recettore mineralcorticoide (MRA) e un alfa-bloccante, oltre a una gliflozina, il paziente non raggiungeva il target pressorio raccomandato per il suo livello di rischio cardiovascolare, classificato come molto alto».

Cos'è l'ipertensione resistente
L'ipertensione arteriosa resistente è una condizione clinica in cui la pressione si mantiene costantemente sopra i valori standard nonostante l'uso concomitante di un diuretico e di almeno altri due farmaci antipertensivi di classi differenti, tutti assunti alle dosi terapeutiche ottimali. È una condizione frequente e spesso sottostimata, che a seconda della popolazione di riferimento interessa circa il 5-30% dei pazienti ipertesi, ed è associata a un elevato rischio cardiovascolare e di eventi renali. È proprio in questi casi che le linee guida della Società Europea di Cardiologia e Società Europea dell'Ipertensione indicano la denervazione renale come opzione terapeutica per l’ipertensione resistente.

Chi può essere sottoposto alla procedura
«L'indicazione alla denervazione renale – spiega Filippo Aucella, direttore dell’Unità di Nefrologia – segue criteri clinici e tecnici precisi, principalmente i seguenti: ipertensione non controllata nonostante l'uso di almeno 3 farmaci antipertensivi; età maggiore o uguale a 18 anni, consenso informato, assenza di gravidanza, nessun evento cerebro o cardiovascolare nei 6 mesi precedenti; conferma strumentale con monitoraggio pressorio delle 24 ore, con pressione ≥130/80 mmHg».

Cos'è la denervazione renale e come si esegue
La denervazione renale è una procedura interventistica che riduce l'attività dei fasci periferici di fibre nervose, afferenti ed efferenti, del sistema nervoso simpatico presenti nell'avventizia e nel tessuto perivascolare delle arterie renali. Il risultato è una riduzione a lungo termine dell'attività simpatica e, di conseguenza, della pressione arteriosa.

«Dal punto di vista tecnico si tratta di una procedura angiografica. Attraverso una puntura dell'arteria femorale destra, a livello dell'inguine viene inserito un catetere che, sotto guida radioscopica, risale fino all'aorta e da qui raggiunge le arterie renali – spiega Giovanni Ciccarese, medico responsabile dell’Unità di Neuroradiologia e Radiologia Interventistica, che ha eseguito l’intervento con l’assistenza dell’anestesista Viviano Corritore e di tutto il personale di sala operatoria ‒. Prima dell'intervento viene eseguito uno studio preliminare dei vasi con eco-color-Doppler renale, per escludere la presenza di stenosi, e con angio-TC aorto-renale, per la valutazione anatomica e in particolare del diametro delle arterie renali. Nella stessa seduta, viene eseguito anche uno studio angiografico delle arterie renali. All'interno di esse – conclude Ciccarese – viene quindi erogata una radiofrequenza che riduce significativamente l'attività dei nervi simpatici che le circondano, migliorando il controllo della pressione arteriosa».

Si parla convenzionalmente di "denervazione", ma il termine è in parte improprio: la procedura non elimina i nervi, ne riduce in modo significativo l'attività. L'intervento, che si esegue sempre su entrambi i reni, dura mediamente tra i 90 e i 120 minuti e viene eseguito in anestesia locale all'inguine per la fase angiografica, con sedazione cosciente durante l'erogazione della radiofrequenza. Le dimissioni avvengono generalmente dopo 24-48 ore e il paziente può tornare alle proprie attività quotidiane nel giro di 4-5 giorni.

Efficacia e sicurezza della procedura
La denervazione renale non è un trattamento sperimentale: gli studi che ne hanno valutato efficacia e sicurezza documentano una riduzione significativa e duratura della pressione arteriosa in circa il 60-80% dei pazienti trattati per ipertensione resistente.

I risultati nel paziente trattato
«Dopo la procedura – ha concluso Mirijello ‒ il paziente è stato rivalutato con un monitoraggio pressorio delle 24 ore (ABPM) a 30 giorni e a 3 mesi di distanza. È stato documentato un miglioramento progressivo del controllo pressorio, fino al raggiungimento del target raccomandato di 130/80 mmHg a tre mesi. Il prossimo passo sarà valutare se l'effetto persistente e incrementale della denervazione renale consentirà, nel tempo, di ridurre il numero di farmaci antipertensivi assunti quotidianamente».

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ospedalefoggiaApproccio multidisciplinare tra innovazione ed appropriatezza

Si terrà venerdì 25 settembre 2026 con inizio alle ore 14.00 presso l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Foggia il convegno “Trattamento delle Valvulopatie: un’opzione per tutti – Approccio multidisciplinare tra innovazione e appropriatezza”.
Presidenti del convegno sono il Prof. Domenico Paparella, Direttore della Struttura Complessa di Cardiochirurgia Universitaria del Policlinico di Foggia, e il Dott. Pierluigi Nicola De Paolis, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Foggia. Responsabili Scientifici sono il Prof. Michele Di Mauro e il Dott. Felice Piancone.

Le valvulopatie rappresentano una delle principali sfide della medicina cardiovascolare moderna complice il progressivo invecchiamento demografico e la crescente prevalenza delle forme degenerative e funzionali. Se negli ultimi anni l'evoluzione delle tecniche chirurgiche e delle procedure transcatetere ha ampliato significativamente le possibilità di trattamento, un aspetto cruciale è l’identificazione del tipo di trattamento (chirurgico/transcatetere) e del momento più appropriato per intervenire. La scelta non dipende esclusivamente dalla gravità anatomica della lesione valvolare, ma richiede un'integrazione di dati clinici, ecocardiografici, multimodali e funzionali, oltre alla valutazione delle comorbidità, della fragilità del paziente e del rischio procedurale.
In questo contesto assume un ruolo fondamentale l’integrazione delle competenze del cardiologo clinico, dell' imaging specialist, del cardiochirurgo, del cardiologo interventista, del cardio-anestesista e dei professionisti del territorio, con l'obiettivo di identificare il paziente che possa trarre un reale beneficio dall'intervento, evitando sia trattamenti tardivi sia procedure precoci.

Questo evento nasce dall'esigenza di approfondire gli elementi che guidano questa decisione, analizzando il percorso che conduce dalla diagnosi alla scelta terapeutica attraverso un approccio multidisciplinare. Dall'accurata caratterizzazione della patologia valvolare tramite imaging avanzato alla pianificazione personalizzata della strategia medica, interventistica o chirurgica, il filo conduttore dell'evento sarà la selezione del paziente giusto, per il trattamento giusto, nel momento più appropriato.

Dott.ssa Angela Maria Fiore
Responsabile Ufficio Stampa “Policlinico Foggia”

Dott.ssa Maria Rosaria Lops
Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione

Dott.ssa Maria Concetta Fioretti
Responsabile Unità web, social e web design

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uni
Il 25 settembre, in occasione della Notte europea dei Ricercatori, dottorande e dottorandi presenteranno progetti, risultati e prospettive delle proprie attività scientifiche.
Foggia, 21 settembre 2026. L'Università di Foggia organizza il PhD Day 2026, in programma venerdì 25 settembre 2026, a partire dalle ore 9:00, presso l’Auditorium Bruno Di Fortunato di Palazzo Ateneo, in via Gramsci 89 a Foggia (VI piano).
L’appuntamento si inserisce nel programma della Notte europea dei Ricercatori e nasce con l’obiettivo di valorizzare le attività scientifiche sviluppate nell’ambito dei Corsi di Dottorato di Ricerca dell’Ateneo.
Il PhD Day rappresenta un’importante occasione di incontro, confronto e dialogo strategico tra la comunità accademica, il tessuto produttivo, gli ordini professionali e le istituzioni del territorio. L’iniziativa intende favorire la conoscenza e la condivisione dei risultati della ricerca, rafforzando il legame tra Università, imprese, professionisti e attori del sistema economico-sociale.
Nel corso della mattinata, le dottorande e i dottorandi dell’Università di Foggia presenteranno, attraverso brevi interventi e pitch, i risultati e gli sviluppi delle proprie ricerche. Particolare attenzione sarà dedicata al loro potenziale innovativo, alle possibili applicazioni in ambito produttivo e industriale e alle ricadute economiche, sociali e culturali capaci di contribuire alla crescita del territorio e del Paese.
Il programma prevede, inoltre, una tavola rotonda, pensata come momento di confronto tra mondo accademico, istituzioni, professioni e imprese. Il dialogo sarà orientato a individuare nuove opportunità di collaborazione e a consolidare il ruolo della ricerca dottorale quale leva per l’innovazione, la competitività e lo sviluppo sostenibile.
Con il PhD Day 2026, l’Università di Foggia rinnova il proprio impegno nella promozione dei giovani ricercatori e nella costruzione di relazioni sempre più solide tra la produzione scientifica e i bisogni della società.

Ufficio Stampa, Comunicazione istituzionale ed Eventi di Ateneo
Università di Foggia

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