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videosorveglianza
La Giunta Comunale approva l’atto di indirizzo per implementare nuovi impianti

Questa mattina, a Palazzo di Città, è stato presentato l'accordo tra il Comune di Foggia e il Consorzio per l'Area di Sviluppo Industriale di Foggia sulla gestione della videosorveglianza nell'agglomerato industriale Incoronata. L'intesa, sottoscritta dalla Sindaca Maria Aida Tatiana Episcopo e dal presidente del Consorzio ASI Agostino De Paolis, disciplina i rapporti tra i due enti in materia di protezione dei dati personali, definendo Comune e Consorzio come titolari autonomi del trattamento, ciascuno per le proprie finalità istituzionali, nel rispetto del Regolamento europeo sulla privacy. Alla presentazione erano presenti l'assessore alla Legalità e Sicurezza Giulio De Santis, il commissario della Polizia Locale Antonio Basile e il tecnico ASI Luigi Genzano.
Il progetto porta in dote alla rete cittadina 183 nuovi apparati, 158 telecamere e 25 dispositivi con lettura automatica delle targhe collegati alla banca dati nazionale del Ministero dell'Interno, che si aggiungono alle 265 telecamere già gestite dalla Polizia Locale. L'impianto, realizzato dal Consorzio ASI con il finanziamento del Programma Operativo Nazionale Legalità, trasmette immagini in alta definizione attraverso una rete di ponti radio collegata a tre sale operative, due presso la Questura e una presso il Comune di Foggia. Il Comune accede alle immagini tramite propri profili autonomi, per le attività della Polizia Locale e per le altre finalità istituzionali legate alla sicurezza urbana, con un periodo di conservazione di 72 ore.
L'accordo arriva a un giorno dall'approvazione, da parte della Giunta Comunale, dell'atto di indirizzo e programmazione generale per la progettazione, realizzazione, gestione ed evoluzione del sistema comunale di videosorveglianza urbana. Il provvedimento fissa l'obiettivo di una copertura pari a una telecamera ogni cento abitanti, stanzia 100.000 euro per le attività di progettazione e programmazione e stabilisce che ogni futuro intervento su strade, marciapiedi e piazze debba prevedere la posa di cavidotti per la fibra ottica, così da ridurre i costi dei futuri impianti.
I due atti compongono un unico percorso, quello che l'assessore De Santis definisce “un piano regolatore della sicurezza, un progetto unitario che sostituisce gli interventi realizzati finora per fasi successive”. Ad oggi il Comune ha destinato alla videosorveglianza circa 3.084.000 euro tra fondi PON, fondi ministeriali e altri bandi, a cui si aggiunge l'investimento del Consorzio ASI, pari a circa 1.576.000 euro, per un totale complessivo di circa 4.612.000 euro. Sono già previste altre 271 telecamere, alcune attive da settembre e le restanti entro febbraio e marzo, che porteranno la rete cittadina a 719 apparati complessivi.

“Un numero elevatissimo di telecamere, tutte di altissima qualità, tecnologia e di ultimissima generazione – il commento della sindaca Episcopo -. Oggi siamo in un contesto che ci dà molte speranze per il futuro, perché anche qui il presidio della sicurezza è fondamentale. Ringrazio il Consorzio ASI per la collaborazione e la Polizia Locale per il lavoro che svolge ogni giorno, anche nella gestione dei supporti tecnologici di videosorveglianza, una sinergia istituzionale che è la vera forza di questo progetto e che rende l'area più sicura. Un luogo sicuro attrae nuovi investimenti, ed è anche per questo che stiamo programmando un ampliamento della zona industriale, un segnale di fiducia per chi guarda a Foggia da fuori, perché nuovi insediamenti significano nuova economia, nuovi posti di lavoro e nuove opportunità di sviluppo per tutta la città”.

“L'ASI – dichiara il presidente De Paolis - opera sul territorio come ente pubblico economico. È importante ricordare che questi sono fondi del PON Legalità del Ministero dell'Interno, messi in campo per rendere il territorio più attrattivo e più sicuro per le imprese, comprese quelle che arrivano da fuori regione e non conoscono direttamente questa realtà. Con la consegna di questa infrastruttura le istituzioni ribadiscono di lavorare in sinergia per tutelare chi produce, chi lavora e i cittadini che vivono quotidianamente questo territorio. Basti pensare che nell'agglomerato industriale lavorano attualmente circa 3.000 persone, per la maggior parte famiglie foggiane, e che l'area è frequentata anche da chi si reca nei centri commerciali della zona. Fin dall'inizio l'impiego di questi fondi è stato deciso e coordinato insieme alle forze dell'ordine, con Prefettura, Comune di Foggia e Questura che hanno lavorato fianco a fianco nella progettazione dell'intervento”.

Una precisazione sulla finalità del sistema arriva dall’assessore De Santis, che spiega come questo “non sia un sistema destinato a controllare i cittadini, ma un'infrastruttura pensata esclusivamente per garantire maggiore sicurezza. Un altro aspetto importante, inoltre, riguarda la decisione assunta dalla Giunta, che ha approvato il Piano di utilizzo della videosorveglianza, una sorta di piano regolatore della sicurezza. Fino ad oggi siamo intervenuti per fasi successive, da questo momento vogliamo dotare la città di un progetto unitario e organico, che entrerà a far parte della pianificazione tecnica dell'ente, così che qualsiasi opera pubblica dovrà tenerne conto, ad esempio predisponendo i corrugati per la videosorveglianza quando viene posata la fibra ottica per una nuova strada, riducendo notevolmente i costi futuri. Quando ci insediammo con la Sindaca Episcopo, durante un incontro con il Procuratore Generale, ci fu rivolta la richiesta molto chiara di “riempire la città di telecamere”, un indirizzo che credo sia stato pienamente raccolto dalla Giunta. Grazie al sistema di videosorveglianza sono stati aperti, negli ultimi tre anni, 1.226 fascicoli d'indagine, e dal 2025 una parte di queste attività non viene più svolta direttamente dalla Polizia Locale ma dalla Questura, alla quale abbiamo consentito l'accesso diretto al sistema”.

“Più telecamere abbiamo sul territorio, maggiore è la capacità di supportare le attività investigative e, di conseguenza, aumenta anche il numero dei fascicoli giudiziari aperti – evidenzia il commissario Basile -. Nel solo 2026, ad oggi, nel mese di agosto, abbiamo già svolto 334 attività di indagine, un dato ancora più significativo se si considera che la Questura dispone ormai di un collegamento diretto al sistema e molte richieste non transitano più attraverso la Polizia Locale. Penso a un grave incidente stradale avvenuto circa due mesi fa, nel quale un pedone è stato investito e grazie agli impianti di videosorveglianza attualmente installati siamo riusciti a individuare il conducente responsabile in appena sei ore. O il caso di un soggetto che aveva incendiato alcuni cassonetti per la raccolta dei rifiuti, in quell'occasione siamo stati ancora più rapidi, nel giro di tre ore siamo riusciti a identificarlo e a raggiungerlo presso la sua abitazione. Le soluzioni di ultima generazione consentono di lavorare con una rapidità e un livello di precisione impensabili fino a pochi anni fa, tra il 70 e l'80 per cento delle attività investigative supportate dalla videosorveglianza si conclude con l'identificazione del responsabile”

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dottoriNell’ambito delle nuove attività di Cardiochirurgia transcatetere, avviate da alcuni mesi presso la Struttura di Cardiochirurgia Universitaria del Policlinico Foggia, Direttore Prof. Domenico Paparella, si sono eseguiti nella scorsa settimana i primi impianti di protesi aortiche transcatetere in pazienti già operati (Valve in Valve) e i primi trattamenti transcatetere della patologia mitralica.
Tali attività sono il frutto del lavoro dell’“Heart – Team”, coordinato dal Prof. Domenico Paparella, di cui fanno parete cardiochirurghi, cardiologi e cardioanestesisti del Policlinico Foggia, tra cui il cardiochirurgo Prof. Michele Di Mauro, il cardiologo interventista Dott. Andrea Cuculo e il cardioanestesista Dott. Paolo Vetuschi.
La procedura Valve in Valve aortica consiste nell’introduzione di una nuova valvola biologica transcatetere all’interno di una bioprotesi chirurgica deteriorata per via percutanea allo scopo di evitare i rischi di un nuovo intervento in pazienti già operati precedentemente alla valvola aortica. Il trattamento transcatetere della mitrale consta nella tecnica di riparazione edge-to-edge.
I pazienti sono stati dimessi rapidamente presso i loro domicili, come previsto dai più avanzati protocolli.
È un ulteriore traguardo raggiunto dalla Cardiochirurgia Universitaria del Policlinico di Foggia, a dimostrazione della qualità delle cure fornite ai cittadini, di un servizio altamente specializzato e tecnologicamente avanzato, con risultati di eccellenza in termini di efficacia clinica, sicurezza e qualità dell’assistenza, frutto del grande impegno profuso quotidianamente da tutta l’équipe per il miglioramento della qualità di vita e per il benessere dei pazienti.

Dott.ssa Angela Maria Fiore
Responsabile Ufficio Stampa “Policlinico Foggia”

Dott.ssa Maria Rosaria Lops
Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione
Dott.ssa Maria Concetta Fioretti
Responsabile Unità web, social e web design
Università di Foggia

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nuoto

Il sopralluogo presso il cantiere della piscina scoperta di via Mazzei, per verificare lo stato di avanzamento dei lavori ripresi nelle settimane scorse, è servito per fare il punto su una delle incompiute più emblematiche della città.
La piscina rappresenta uno dei tasselli del più ampio progetto realizzato tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta nell'area del Teatro Mediterraneo. Mentre quest'ultimo fu completato e messo in esercizio nel 1995, restituito alla fruizione della comunità fino alla chiusura del 2010, e nuovamente interessato dai lavori di riqualificazione avviati lo scorso anno con previsione ultimazione nel secondo semestre 2026, la piscina è rimasta incompiuta per oltre trent'anni, diventando uno dei simboli delle occasioni mancate e delle difficoltà che troppo spesso hanno caratterizzato le grandi opere pubbliche.
Nel 2016 il Comune tentò di reperire le risorse finanziarie necessarie candidando il progetto al bando "Da Periferia a Periferia", previsto nell'ambito del Programma Straordinario di Riqualificazione Urbana di cui al DPCM 25 maggio 2016, senza tuttavia ottenere il finanziamento richiesto.
Nel frattempo, il progetto aveva acquisito il parere della Commissione Impianti Sportivi del CONI, che classificò la struttura come impianto "da esercizio", destinato quindi ad attività di carattere sociale, ricreativo e promozionale dell'attività natatoria, escludendone invece l'utilizzo per competizioni agonistiche in ragione di limiti strutturali e dimensionali non superabili.
Una nuova opportunità arrivò nel 2017 con la candidatura al bando "Sport Missione Comune", attraverso il quale il Comune ottenne un mutuo agevolato di 2 milioni di euro con l'Istituto per il Credito Sportivo. Il finanziamento venne erogato nel 2018.
Nel 2019 fu costituito il gruppo di progettazione e affidato l'incarico all'ingegnere Antonio Mauro De Filippis, che predispose il progetto esecutivo.
A conclusione della procedura di gara, nel 2020 i lavori furono aggiudicati all'ATI costituita da Habitat Immobiliare Srl e Antonacci Termoidraulica Srl, con un ribasso del 7,61%.
L'avvio del cantiere, tuttavia, fu rallentato da un lungo contenzioso amministrativo, definito soltanto con la sentenza del Consiglio di Stato dell'agosto 2021 che confermò definitivamente l'aggiudicazione originaria. Dopo la sottoscrizione del contratto, avvenuta nel gennaio 2022, il Direttore dei Lavori, ingegner Antonio Nembrotte, procedette alla consegna dei lavori il 14 febbraio 2022.
Nel corso dell'esecuzione emersero però ulteriori criticità tecniche che resero necessaria una prima perizia di variante senza incremento dell'importo contrattuale.
Successivamente, nell'estate del 2023, durante la gestione commissariale del Comune, il cantiere venne sospeso per consentire la redazione di una nuova variante finalizzata all'adeguamento degli impianti alle normative sopravvenute, alla realizzazione della cabina elettrica e all'aggiornamento di ulteriori aspetti riguardanti le sistemazioni esterne e le vie di fuga.
Nel settembre 2024 il decesso del Direttore dei Lavori determinò un ulteriore rallentamento dell'intervento.
Nel 2025 il nuovo Direttore dei Lavori, ingegner Giovanni Pitta, ha predisposto una nuova perizia di variante che ha ottenuto il parere favorevole del CONI nel giugno dello stesso anno, ridefinendo un primo stralcio funzionale dell'intervento finanziabile attraverso le risorse residue del mutuo, integrate da un cofinanziamento comunale di circa 500 mila euro, approvato con determinazione dirigenziale del 6 marzo 2026.
Gli atti successivamente adottati hanno consentito la ripresa del cantiere, scongiurando il concreto rischio che il protrarsi dell'interruzione dei lavori potesse determinare ulteriori conseguenze giuridiche ed economiche nei confronti dell'impresa appaltatrice, ancora contrattualmente vincolata al Comune.
Resta tuttavia evidente che l'opera, così come concepita originariamente, richiederà un successivo completamento per poter essere pienamente funzionale e garantire una gestione economicamente sostenibile. La natura stessa dell'impianto, costituito da una piscina scoperta utilizzabile esclusivamente durante i mesi estivi, impone infatti una riflessione complessiva sulle future modalità di completamento e gestione.
Il sopralluogo ha confermato l'impegno dell'Amministrazione comunale nel portare avanti un intervento complesso, frutto di una lunga e articolata vicenda amministrativa e ricorsi giudiziari, con l'obiettivo di trasformare una storica incompiuta in un'infrastruttura al servizio della città, proseguendo parallelamente il lavoro necessario per individuare le ulteriori risorse indispensabili al completamento definitivo dell'opera.

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ospedalesan giovanni rotondo

Il team di Cardiochirurgia dell’Ospedale di San Giovanni Rotondo ha già trattato negli ultimi mesi otto pazienti con il cosiddetto "clippaggio esterno”, un intervento della durata di 30 minuti, che comporta un’incisione di soli 3 cm, con possibilità di dimissioni in prima giornata post operatoria

L’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo rafforza la propria offerta nel trattamento della fibrillazione atriale grazie all’introduzione di una tecnica chirurgica mininvasiva che consente il “clippaggio esterno” dell’auricola sinistra del cuore.

La nuova metodica, effettuata dall’Unità di Cardiochirurgia, diretta da Mauro Cassese, consente di escludere l'auricola sinistra applicando una clip, una molletta, dall'esterno del cuore. A pochi mesi dalla sua introduzione, la procedura è stata già eseguita, con pieno successo, su otto pazienti, sei pugliesi, un calabrese e un campano, grazie all’equipe composta dai cardiochirurghi Maurizio Braccio, Michele Palladino e Francesco Campanini, con il fondamentale contributo diagnostico di Rossella Alemanni, ecocardiografista, dei cardio-anestesisti diretti da Francesco Greco e di tutto il personale di sala operatoria.

Il problema clinico

La fibrillazione atriale è un grave disturbo del ritmo cardiaco che provoca un battito irregolare e accelerato, e che nel tempo, riducendo la capacità di contrazione del cuore, può portare allo scompenso cardiaco. Non solo, la fibrillazione atriale è una delle cause più frequenti di ictus: la perdita della normale contrattilità degli atri, in particolare dell'atrio sinistro, favorisce la formazione di trombi proprio nell'auricola sinistra, che possono essere immessi in circolo e causare un ictus cerebrale.

Per questo motivo i pazienti con fibrillazione atriale, cronica o parossistica, devono generalmente seguire una terapia anticoagulante, che però non è sempre praticabile. In alcuni casi le condizioni cliniche del paziente, come ad esempio una concomitante cirrosi epatica, o pregressi episodi emorragici, o insufficienza renale severa, rendono la terapia anticoagulante rischiosa o del tutto controindicata.

La tecnica innovativa

La soluzione, in questi casi, è l'esclusione completa dell'auricola sinistra del cuore, che permette di interrompere in sicurezza la terapia anticoagulante. Esistono diverse metodiche, tutte disponibili presso l’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza. Tra queste vanno menzionate le tecniche transcatetere, che non richiedono l'apertura del torace e sono indicate in particolare per pazienti già sottoposti a interventi cardiochirurgici. Richiedono comunque, nel post-impianto, alcuni mesi di terapia anticoagulante e hanno un tasso di successo intorno all'80%, legato alla variabilità anatomica dell'auricola.

«La tecnica più recente di “clippaggio esterno”, invece, consiste nell’utilizzo di un dispositivo a forma di "molletta" che viene posizionato in visione diretta attorno all'auricola sinistra per escluderla dal circolo sanguigno – sottolinea Maurizio Braccio, cardiochirurgo, che insieme a Mauro Cassese, 10 anni fa, ha reso possibile la riapertura dell’Unità di Cardiochirurgia a San Giovanni Rotondo –. A differenza delle tecniche transcatetere, questa metodica consente la sospensione immediata della terapia anticoagulante e ha un tasso di successo del 100%.

L'intervento si esegue in anestesia generale con tecnica mininvasiva, attraverso una piccola incisione di 3-4 cm (mini-toracotomia sinistra). La durata complessiva dell’intervento – conclude Braccio – è inferiore a un'ora e il paziente viene estubato già in sala operatoria, con possibilità di dimissione in prima o seconda giornata post-operatoria».

Il dispositivo utilizzato, prodotto da Medtronic – multinazionale statunitense tra i principali fornitori mondiali di tecnologie per la cardiochirurgia – si distingue per essere dotato di un manipolo orientabile che consente di adattare il posizionamento della molletta all'anatomia specifica di ciascun paziente e, soprattutto, per la possibilità di essere riposizionato in corso di intervento fino a ottenere la collocazione ottimale.

Uno strumento in più nel percorso di cura

«La nuova metodica ‒ spiega Mauro Cassese, direttore dell’Unità di Cardiochirurgia dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza ‒ si inserisce in un percorso diagnostico-terapeutico completo che comprende l’ecografia transesofagea e la TAC per lo studio pre-operatorio dell'anatomia dell'auricola, ed affianca tutte le altre metodiche già disponibili per il trattamento della fibrillazione atriale, incluse quelle di elettrofisiologia.

Il “clippaggio esterno” dell’auricola può davvero cambiare in modo sostanziale la vita di quei pazienti che si trovano in una condizione delicata: sono spesso anziani e la terapia anticoagulante può non essere tollerata in quanto aumenta significativamente il rischio emorragie ad esempio a livello cerebrale e dell’apparato gastroenterico, soprattutto se hanno già avuto eventi emorragici legati ad altre patologie. In questi casi – conclude Cassese –, poter sospendere in sicurezza la terapia anticoagulante rappresenta un beneficio non solo in termini di qualità della vita, ma anche di sopravvivenza».

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disabile

Il movimento, attraverso il Segretario Nazionale Massimo Nigro e l’avv. Miriam Ventura, chiede un incontro con la scuola e lancia un appello per l’inclusione lavorativa della giovane

Cerignola (FG), 22 luglio 2026 – “Parlare di inclusione e abbattimento delle barriere è facile nei convegni, ma la realtà dei fatti ci consegna un episodio che lascia amarezza e indignazione”.

Il M.E.D.A. (Movimento Europeo Diversamente Abili), attraverso il Segretario Nazionale Massimo Nigro, interviene sul caso di Chiara Bruno, la studentessa ventenne di Cerignola che, dopo cinque anni di frequenza all’Istituto Tecnico Agrario “G. Pavoncelli” di Cerignola, indirizzo Enogastronomia – Sala/Bar, si è vista consegnare un attestato di frequenza anziché il diploma di maturità.

La vicenda è stata portata all’attenzione della dirigenza nazionale dall’avv. Miriam Ventura, dirigente M.E.D.A., determinando l’immediata mobilitazione del movimento.

Secondo il M.E.D.A., la decisione avrebbe penalizzato un percorso scolastico caratterizzato da impegno, partecipazione alle attività pratiche e volontà di integrazione, limitando le possibilità future della giovane anche rispetto all’inserimento lavorativo nelle categorie protette.

“Chiara ha frequentato la scuola come tutti gli altri studenti, dimostrando capacità e impegno. La sua dignità e il suo percorso non possono essere messi in discussione”, dichiara il Segretario Nazionale del M.E.D.A.

Il movimento annuncia una richiesta di incontro con il dirigente scolastico dell’I.T.A. “G. Pavoncelli”, alla presenza del Garante regionale dei Diritti delle Persone con Disabilità, per chiarire i criteri adottati nella valutazione del percorso della studentessa.

Contestualmente il M.E.D.A. lancia un appello alle attività della ristorazione di Foggia e provincia affinché possano offrire a Chiara un’opportunità concreta di valorizzazione delle sue competenze.

“Questa vicenda non finisce qui. Saremo al fianco di Chiara e di tutte le famiglie che ogni giorno affrontano le barriere della burocrazia”.

Ufficio Stampa Associazione Puzzle d’Amore APS Foggia

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