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uniLunedì 29 aprile evento conclusivo del corso di perfezionamento in “Esperto assaggiatore di pizza” organizzato dal Dipartimento di Scienze agrarie, degli alimenti e dell’ambiente.
L’Università di Foggia prima in Italia ad organizzare un corso di perfezionamento destinato alla formazione di assaggiatori esperti con specifiche competenze sull’analisi sensoriale applicata alla valutazione della pizza (tra gli alimenti più importanti e popolari del Made in Italy).

A conclusione del corso di perfezionamento in “Esperto assaggiatore di pizza”, organizzato dal Dipartimento di Scienze agrarie, degli alimenti e dell’ambiente dell’Università di Foggia, lunedì 29 aprile (dalle 9.30 presso la Fiera di Foggia) si terrà l’incontro dal titolo “La pizza, eccellenza mondiale frutto del connubio tra scienza e arte”.
«Si tratta di un’occasione utile per fare il punto su quello che abbiamo fatto durante questo corso di perfezionamento – spiega la prof.ssa Teresa De Pilli, ricercatrice in Scienze e Tecnologie Alimentari e coordinatrice scientifica del corso di perfezionamento – e per mettere a frutto l’esperienza che abbiamo maturato. Innanzi tutto credo sia doveroso evidenziare che l’Università di Foggia è stata la prima, in tutta Italia, ad aver organizzato questo tipo di corso, il cui obiettivo è stato quello di formare “assaggiatori esperti di pizza con metodo scientifico” e, nel contempo, anche quello di elaborare delle schede specifiche per la “valutazione sensoriale” di questo prodotto, universalmente riconosciuto come una eccellenza del Mady in Italy. Anzi, tra gli alimenti più importanti, esportati e popolari del Made in Italy. Attualmente, infatti, esistono assaggiatori esperti e schede sensoriali specifiche per vino, olio, formaggi e molti altri prodotti, ma non sono mai state codificate procedure e corsi di addestramento basate sull'analisi sensoriale secondo i principi riportati nelle norme UNI EN ISO 8586 applicate alla valutazione della pizza. Noi abbiamo un po’ colmato questa lacuna, mettendo chi ha frequentato il corso di fronte alla occasione di conseguire una preparazione specifica e al tempo stesso unica nell’attuale panorama scientifico nazionale».
Sia in Italia che all’estero vengono continuamente organizzate gare i cui giudici sono pizzaioli professionisti ed esperti della produzione, ma che non sempre dispongono della formazione e delle competenze specifiche per eseguire una dettagliata ed esaustiva analisi sensoriale oggettiva.
«Pertanto questi test, questi campionati della pizza insomma, possono essere considerati delle vere e proprie degustazioni amatoriali perché prive di riscontri oggettivi e analitici, che sono poi alla base dell’analisi sensoriale. Attraverso il nostro corso, abbiamo cercato di mettere chi l’ha frequentato nelle condizioni di poter disporre di queste caratteristiche, con una preparazione teorica a pratica che si rifa a nozioni e informazioni scientifiche tipiche della formazione impartita all’interno dei nostri corsi di laurea».
Al termine del convegno di lunedì prossimo – a cui prenderanno parte il Rettore dell’Università di Foggia, prof. Maurizio Ricci; il direttore del Dipartimento di Scienze agrarie, degli alimenti e dell’ambiente, prof. Agostino Sevi; e tra gli altri ospiti anche il presidente di Italmopa (Associazione industriali mugnai d’Italia), dott. Giorgio Bellotti; e il vice presidente Oneap (Organizzazione nazionale esperti assaggiatori di pizza), dott.ssa Ilenia Diana – verranno consegnati diplomi e attestati di partecipazione a chi ha frequentato il corso in “Esperto assaggiatore di pizza” e sarà allestito un padiglione dove saranno prodotte delle pizze dall'Associazione Pizzaioli Professionisti (APP) che saranno valutate dai nostri corsisti.

Davide Grittani

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campi diomedei
Il Soprintendente ad interim della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Luigi La Rocca, ha firmato il provvedimento con il quale si autorizza la ripartenza dei lavori per la realizzazione del Parco Urbano Archeologico dei Campi Diomedei.
Un bel sospiro di sollievo per Foggia.
L’autorizzazione contiene alcune modifiche progettuali, rispetto alle precedenti, che non stravolgono l’impianto originario e complessivo, alle quali dovrà uniformarsi l’esecuzione dei lavori.
Il progetto, infatti, inviato alla Soprintendenza, è stato considerato compatibile con le esigenze di tutela delle aree oggetto dell’intervento.
Ora spetta all'Amministrazione comunale seguire i lavori, tenendo aggiornata la Soprintendenza.

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ospedalesan giovanni rotondoNominato il nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza. L’incarico di Direttore Generale è stato affidato al Dottor Michele Giuliani.


In data 15 aprile, la Segreteria di Stato di Sua Santità ha accolto la richiesta di dimissioni del Dottor Domenico Francesco Crupi da Vice Presidente e Direttore Generale della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza, Opera di San Pio da Pietrelcina, ed ha provveduto alla nomina del Dottor Michele Giuliani quale nuovo Direttore Generale della Fondazione conferendogli la Rappresentanza Legale della medesima.
In pari data, il Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, ha comunicato di aver disposto la modifica dello Statuto vigente della Fondazione ed ha provveduto altresì a rinnovare gli Organi di governo e vigilanza, attualmente in regime di prorogatio.
Il nuovo Consiglio di Amministrazione, di durata triennale, è presieduto da Padre Franco Moscone, Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, ed è composto dal Dottor Renato Poletti, Vice Presidente, dal Dottor Michele di Bari, dal Notaio Dottor Antonio Pepe, dal Professor Claudio Bianchi, dall’Avvocato Marcello Mustilli e dal Professor Roberto Bernabei.
Il Collegio dei Revisori dei Conti sarà presieduto dal Professor Guido Paolucci, coadiuvato dai membri effettivi Dottor Gianni Artegiani e dal Dottor Carmelo Caruso.


Direttore Ufficio della Comunicazione e Relazioni Esterne
Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza
71013 SAN GIOVANNI ROTONDO

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foggiavecchiaMia cara Foggia, spesso mi capita di pensarti e di essere risucchiato in un vortice di forti emozioni altalenanti. Ci sono i giorni in cui ti penso con amore, altri con nostalgia, alle volte mi capita persino di pensarti con rabbia. Ma ultimamente ho iniziato a guardarti con nuovo punto di vista. Da un po’ di tempo, quando ti penso, sono pervaso da un senso di dispiacere, un sentimento nato da una crescente consapevolezza di quanto tu sia l’esempio emblematico di quell’atteggiamento feroce e spietato quale il pregiudizio. Mi pare di vederti come vittima discriminata da parte di gente che, senza neanche conoscerti, continua ad offenderti e definirti città brutta, senza alcuna attrattiva e senza storia.

Poco importa se in verità nei tuoi oltre 1000 anni di vita hai avuto la forza di crearti una fiera identità. Magari chi ti definisce brutta non ti ha mai visitata, non può sapere che tu custodisci ben sette opere di Francesco De Mura, un Ecce Homo attribuito a Guido Reni, l’altare della chiesa madre ad opera di Sanmartino, la Ballerina di Botero, la Genesi di Deredia.

Questa gente probabilmente nemmeno è a conoscenza del titolo di merito dell’Unesco di cui si fregia Palazzo Dogana, né tanto meno sa che possiedi edifici dei più grandi architetti del razionalismo italiano: Petrucci, Brasini, Piacentini. Ma certo, si omette pure che tu abbia avuto la collaborazione di Vanvitelli nel tuo palazzo Dogana o ancora si ignorano le grandi opere dell’Ing. Oberty ed i suoi giardini pubblici.

Chi ti disprezza non ha nemmeno idea di quanto sia prezioso il patrimonio delle tue borgate di fondazione del ventennio come Incoronata e Segezia, dei veri e propri esperimenti sociali oltre che d’urbanistica.

Naturalmente si ignora pure la tua biblioteca provinciale, tra le più grandi del meridione per patrimonio librario, custode di un manoscritto autentico del Boccaccio, dei lavori dell'autore del dizionario Zingarelli, delle lettere firmate di Carducci, Croce, Leopardi.

Chi ti offende nemmeno sa che all’interno del territorio comunale foggiano ci sia addirittura un area boschiva protetta di 1000 ettari.

Ma tutto ciò non conta, la gente ha deciso: tu sei brutta e non hai niente di bello da mostrare. Sei brutta soprattutto agli occhi di chi non ti conosce ma ti giudica per sentito dire, magari da miei concittadini che per un non so quale senso di autolesionismo ti disprezzano.

Eppure tu sei una grande, sei riuscita a difendere parte del tuo patrimonio malgrado i terremoti e le guerre, nonostante il grande sacrificio materiale ed umano che hai dovuto pagare soprattutto durante i bombardamenti del 1943 e per i quali hai ricevuto le medaglie al valor civile e militare.

Ma stai tranquilla, falli parlare, chi ti conosce veramente sa quanto vali e quanto tu sia bella. Lasciali sguazzare nella loro ignoranza, tu per me resti sempre, come ti definì Federico II, “urbs regalis et inclita Sedes imperialis”.

Antonio Mancini

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11838 postazioni, 16 con medico e 22 senza, 5 automediche, 16 anni di servizio per un primo bilancio
La Vecchia, FP Cgil: “Bene AREU, ma chiarire sul reclutamento e le esperienze acquisite”

FOGGIA “Uscire dall’emergenza e dalla precarietà del sistema dell’Emergenza Urgenza 118: sembra un brutto gioco di parole, ma il punto sta proprio qui, per questo la FP Cgil Foggia sostiene il percorso già iniziato che, a pieno regime, porterà al nuovo modello AREU”. E’ quanto ha dichiarato Mario La Vecchia, segretario generale Funzione Pubblica CGIL Foggia, durante il convegno che giovedì 11 aprile 2019, nella Sala Consiliare della Provincia di Foggia, ha visto confrontarsi ASL, sindacati, medici e dirigenti ASL sul cambiamento in atto del sistema 118.
L’ATTUALE SITUAZIONE. Attualmente, sono 38 le postazioni e le unità attrezzate che svolgono il servizio di emergenza-urgenza del 118 in provincia di Foggia. Di quelle 38 postazioni, 26 sono entrate a far parte di Sanitaservice, mentre altre 12 sono gestite da cooperative e associazioni di volontariato. In 16 anni, il servizio ha svolto la propria funzione tra mille difficoltà, con grande sacrificio da parte degli operatori. Difficoltà acuite dalla particolare conformazione del territorio provinciale, ma dovute soprattutto a una gestione frammentaria del personale, con regimi contrattuali spesso anche molto differenti da situazione a situazione. La provincia di Foggia attualmente è organizzata con una rete di 38 ambulanze e 5 automediche, di queste 16 sono denominate Mike (con medico, infermiere e autista soccorritore a bordo) e 22 postazioni India (con solo infermiere e soccorritore a bordo), un elisoccorso con a bordo medici anestesisti-rianimatori.
LE INCOGNITE DA RISOLVERE. “La proposta di legge regionale con l'istituzione dell'AREU non chiarisce le modalità di reclutamento del personale né il passaggio delle figure professionali già presenti nell'attuale sistema emergenza-urgenza, siano esse dipendenti delle associazioni di volontariato oppure in convenzione. Così come sarebbe opportuno chiarire i percorsi eventuali di ricollocazione, successivi alle fasi di inquadramento nella nuova Azienda Regionale AREU, ed il riconoscimento, nel momento del reclutamento pubblico, delle esperienze maturate e acquisite negli anni. Una ulteriore e necessaria analisi è d'obbligo farla riguardo alle risorse strumentali ed economiche disponibili nel sistema, per poter assumere impegni ben precisi rispetto alla valenza strategica di un servizio di vitale importanza per la popolazione”.
POTENZIARE L’ELISOCCORSO. Per la FP Cgil Foggia, in un contesto territoriale come quello della Capitanata, sarà fondamentale potenziare il servizio di elisoccorso. Occorre incrementare il numero e garantire la funzionalità di nuove piattaforme adibite a eli-superficie. Un altro aspetto importante è il potenziamento del Soccorso in mare, soprattutto durante la stagione estiva. “E’ utile implementare le attività territoriali e di assistenza primaria per intervenire sull’aspetto gestionale delle patologie a bassa gravità, che,non richiedono un trattamento ospedaliero, anche al fine di decongestionare le corsie ospedaliere. L’Amministrazione Regionale deve assumere un approccio omogeneo e uniforme, per garantire tempestività dell'intervento. Non si devono trascurare le esperienze acquisite sul campo dagli operatori inseriti nell’attuale Sistema. Tanti lavoratori, tra volontari delle associazioni e dipendenti, potrebbero essere coinvolti nel percorso che porterà alla costituzione dell’AREU. Superare il precariato, stabilizzare e internalizzare il personale senza cancellare le esperienze e professionalità acquisite sul campo in questi anni”.

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