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ospedalesan giovanni rotondo

L’obiettivo è istituire un percorso unitario di accoglienza, diagnostica, orientamento alle cure e ricerca per le persone affette da quadri clinici complessi, privi di diagnosi e di presunta origine genetica
Tramite un bando, il Consiglio regionale della Puglia ha recentemente finanziato con 70.000 euro l’istituzione nell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di un “Centro di riferimento per la ricerca di malattie senza diagnosi” principalmente dedicato alle patologie dello sviluppo.
Nell’Ospedale di San Pio, a San Giovanni Rotondo, il progetto coinvolgerà lo Sportello Malattie Rare, il Laboratorio della Genetica Medica, le Unità di Ricerca di Bioinformatica, Biostatistica, Riprogrammazione Cellulare e la Rete A.Ma.Re. Puglia con lo scopo di realizzare, per i residenti nella regione, un percorso unitario di accoglienza, diagnostica, orientamento alle cure e ricerca per le persone affette da quadri clinici complessi, privi di diagnosi certa e di presunta origine genetica.
L’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza ha già attivato dal gennaio 2018 uno Sportello Malattie Rare, con un infermiere dedicato per raccogliere le richieste di orientamento e presa in carico, in grado di fornire una valutazione iniziale da parte dello specialista più adatto. Il primo intento di questo nuovo progetto è quello di istituire un ambulatorio mensile dedicato alle persone affette da quadri clinici complessi per i quali non sia stata ancora formulata una diagnosi. Inoltre, per i pazienti e le famiglie residenti nel territorio della ASL di Foggia, l’orientamento e la presa in carico territoriale di questi pazienti sarà facilitata dalla Piattaforma Organizzativa Malattie Rare per la Provincia di Foggia, in cui Casa Sollievo risulta tra i firmatari del protocollo d’intesa.
I medici specialisti verificheranno per ogni paziente la necessità di ulteriori approfondimenti clinici e forniranno le informazioni chiave per avviare la fase di laboratorio in Genetica Medica.
«Lo scopo di questo ulteriore ambulatorio – sottolinea Marco Castori, medico a capo dell’Unità di Genetica Medica e coordinatore scientifico del progetto – è quello di fornire alla famiglia, che in attesa degli esiti delle analisi di laboratorio resta senza una diagnosi, un’adeguata documentazione per poter veicolare alle strutture territoriali di residenza le effettive necessità del paziente e stabilire le modalità di esecuzione del follow-up multi specialistico».
La fase di laboratorio, che coinvolge biologi, bioinformatici e tecnici di laboratorio, sarà avviata con tecnologie di sequenziamento del genoma di nuova generazione e comprenderà due livelli di approfondimento. Nel primo si effettuerà lo studio dei geni attualmente noti come responsabili di quadri clinici compatibili con quanto presentato dalla persona affetta. Nel caso questa indagine dimostrerà la causa molecolare del quadro clinico, il paziente riceverà una certificazione di diagnosi e la famiglia un adeguato counseling genetico. Qualora questo livello di analisi non permetterà di giungere ad una diagnosi molecolare certa, il dato verrà avviato ad ulteriori approfondimenti per la ricerca grazie al contributo delle Unità di ricerca di Bioinformatica, Biostatistica e Riprogrammazione Cellulare che, in collaborazione con altri centri italiani ed esteri, potrà permettere l’identificazione di nuovi geni-malattia.
«La partecipazione della Rete A.Ma.Re Puglia è strategica – conclude Castori – poiché il dialogo con le associazioni permetterà lo scambio rapido di informazioni e l’individuazione delle famiglie con maggiori necessità di assistenza. Il supporto di A.Ma.Re Puglia sarà fondamentale anche per sviluppare in modo efficace i servizi offerti alla persona ed alla famiglia soprattutto al fine di semplificare la transizione ospedale-territorio, che è ancor più complessa in assenza di una diagnosi».

 

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ciaAlle porte della raccolta, non c'è ancora il contratto quadro e l'accordo sembra lontano
Gli agricoltori sono in un limbo con il rischio di ritrovarsi nella giungla del libero mercato

"Ad oggi la parte agricola e la parte industriale non hanno ancora raggiunto un accordo sul prezzo del pomodoro nel Centro-Sud Italia. La trattativa sta diventando estenuante e ormai siamo oltre il tempo limite. Non possiamo permetterci di contrattare nella giungla del libero mercato". Lo afferma il presidente provinciale CIA Capitanata Michele Ferrandino. A ridosso della raccolta, produttori e industriali non hanno ancora trovato un'intesa. "La nostra richiesta è 115 euro a tonnellata per il pomodoro tondo e 125 euro a tonnellata per il pomodoro pelato - spiega il presidente Ferrandino - Il prezzo proposto dalle industrie è di 100 euro a tonnellata per il tondo e 105 per il pomodoro lungo".
CIA Capitanata ha partecipato alle riunioni dell'Organismo Interprofessionale del pomodoro da industria in videoconferenza durante il lockdown e in presenza il 15 giugno ad Angri (Salerno) e l'1 luglio per la costituzione del comitato di controllo. Nel bacino del Nord il prezzo è stato fissato già a febbraio. Di norma il contratto quadro al Centro Sud, che ha caratteristiche diverse, si chiude sempre al fotofinish, ma questa volta la trattativa appare particolarmente complicata e gli agricoltori si trovano in un pericoloso limbo. I tentativi finora esperiti non hanno prodotto gli effetti sperati. Peraltro, il boom delle vendite di trasformati del pomodoro durante il lockdown è un fattore che non può essere ignorato.
"È il momento della responsabilità. Possiamo raggiungere un accordo che soddisfi tutti gli attori della filiera - aggiunge il presidente regionale CIA Puglia Raffaele Carrabba - Come per il grano, che pur in presenza di un calo delle rese determinato dalle calamità naturali vanta una qualità che non possiamo svendere, così per il pomodoro abbiamo il dovere di restituire valore a un prodotto simbolo del made in Italy e della Puglia e di ricompensare adeguatamente il lavoro dei nostri agricoltori con un prezzo di riferimento congruo e una redistribuzione equa di quel valore all'interno della filiera".

 

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ciaLa rilevazione della Borsa Merci segna due euro in meno al quintale. La parte agricola non ci sta

"Dopo un vano tentativo di mediazione, oggi abbiamo votato contro la variazione in diminuzione di 20 euro a tonnellata del prezzo del grano duro". Lo comunica il presidente provinciale CIA Agricoltori Italiani Capitanata Michele Ferrandino che, questa mattina, ha partecipato alla riunione della Commissione dell'Osservatorio della Camera di Commercio di Foggia che, settimanalmente, ogni mercoledì, rileva i prezzi all'ingrosso dei cereali, sulla scorta delle contrattazioni attestate da fatture e autocertificazioni. "Al momento della contrattazione, la parte agricola ha espresso il suo disappunto - spiega il presidente CIA Capitanata - Vista l'insistenza della parte industriale e commerciale, abbiamo formulato una proposta che potesse conciliare le diverse posizioni, più aderente alla realtà e più equa, ma molini e commercianti non ne hanno voluto sapere. La nostra richiesta non è stata accolta e abbiamo proceduto alla votazione. CIA ha detto no".
Ai voti, è passata la linea della parte industriale e commerciale: il prezzo del grano è fissato a 310 euro a tonnellata sui minimi e 315 euro a tonnellata sui massimi, 2 euro al quintale in meno rispetto alla settimana scorsa. La stessa variazione è stata imputata al grano biologico (min. 360 €/t, max 370 €/t).
"Non possiamo accettare un simile ribasso - aggiunge il presidente Ferrandino - Agli agricoltori deve essere riconosciuto un prezzo adeguato, equo e remunerativo. Non chiediamo la luna. Le quantità sono quelle che sono, calate come noto per effetto delle calamità naturali - siccità, gelate e piogge torrenziali - ma la qualità è indubbia, non può essere svenduta e basterebbe anche a compensare le perdite. Speriamo in una imminente ripresa per dare un po' di sollievo a chi ha subito danni in questa annata particolare. A queste condizioni i prezzi dovrebbero salire. Non si possono sovvertire le regole del mercato, sballato anche dalle importazioni selvagge che ci piombano addosso proprio durante la raccolta. È ormai una vecchia battaglia e continuiamo a incontrare le resistenze di chi fa orecchie da mercante".

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compostaggioIMPIANTO DI COMPOSTAGGIO SAITEF: IL COMUNE DI SAN SEVERO AFFIDA INCARICO PER IL RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO.

La Giunta Comunale, presieduta dal Sindaco Francesco Miglio, ha deliberato, nel corso dell’ultima seduta, di affidare incarico legale per la proposizione al Consiglio di Stato da parte del Comune di San Severo, dell’appello della sentenza di primo grado n.740 del 25 maggio 2020 del Tar per la Puglia, sede di Bari a riguardo della realizzazione dell’impianto di compostaggio in Contrada Ratino della Ditta Saitef srl.
Come è noto, difatti, il Tar per la Puglia di Bari, con sentenza n.740 del 25 maggio 2020, nel definire il contenzioso insorto, ha accolto le ragioni impugnative della ditta Saitef srl nel ricorso introduttivo, ed ha annullato gli atti amministrativi del Comune di San Severo, impugnati dalla stessa ricorrente nel giudizio di primo grado.
Il Comune di San Severo, in relazione alla nota fatta pervenire dal legale incaricato avv. Vittorio Triggiani in data 6 luglio ha così valutato la necessità di appellare la sentenza dinanzi il Consiglio di Stato.
Per motivi di opportunità e continuità dell’incarico difensivo anche in grado d’appello la Giunta ha deliberato di affidare l’incarico della difesa del Comune, nel grado d’appello davanti al Consiglio di Stato, sempre all’avv. Vittorio Triggiani, estendendo l’incarico di difensore unitamente al Prof. Avv. Aristide Police, del Foro di Roma. Ai due professionisti verrà conferito ogni più ampio mandato.

l’Addetto Stampa
Michele Princigallo

 

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comunesansevero

Il Comune di San Severo ancora una volta ha visto premiare la propria attività progettuale ed è risultata destinataria di un importante finanziamento da parte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
La somma destinata al Comune di San Severo è pari a € 310.000,00: il finanziamento rientra nell’ambito dei Fondi Strutturali Europei – Programma Operativo Nazionale “Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014-2020. Asse II - Infrastrutture per l’istruzione – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) - Obiettivo specifico – 10.7 – Azione 10.7.1 - “Interventi di riqualificazione degli edifici scolastici (efficientamento energetico, sicurezza, attrattività e innovatività, accessibilità, impianti sportivi, connettività), anche per facilitare l’accessibilità delle persone con disabilità”. Avviso pubblico per interventi di adeguamento e di adattamento funzionale degli spazi e delle aule didattiche in conseguenza dell’emergenza sanitaria da COVID – 19.
“Si tratta di un finanziamento decisamente importante per la nostra città – dichiara il Sindaco Francesco Miglio – con cui provvederemo a mettere in atto azioni riqualificative utili e ritenute indispensabili per gli edifici scolastici cittadini, anche alla luce della ripresa di frequenza scolastica prevista nel prossimo mese di settembre. Desidero ringraziare pubblicamente gli assessori che hanno seguito l’iter burocratico – il Vice Sindaco Salvatore Margiotta, Celeste Iacovino e Luigi Montorio – ed i competenti uffici comunali – in particolare il Geom. Raffaele Nardelli - che hanno predisposto e perfezionato la domanda al Ministero, consentendo alla nostra città di risultare destinataria di questo congruo finanziamento”.

Addetto Stampa
Michele Princigallo

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