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cia
Incontro tra i dirigenti provinciali dell’organizzazione e il Prefetto Raffaele Grassi
Consegnata la proposta per la riforma della legge sulla fauna selvatica

FOGGIA La CIA Capitanata ieri sera ha incontrato il Prefetto di Foggia, Raffaele Grassi, per consegnargli la proposta di CIA Agricoltori Italiani inerente la riforma della legge sulla fauna selvatica. “E’ stato un incontro proficuo”, ha dichiarato il presidente provinciale di CIA Capitanata, Michele Ferrandino. “In tutta Italia, stiamo portando all’attenzione delle massime autorità istituzionali la nostra proposta per una radicale riforma della legge sulla fauna selvatica”, ha aggiunto Ferrandino. “Il numero degli animali selvatici è cresciuto a dismisura negli ultimi 10 anni e, con esso, sono aumentati anche i danni arrecati ad aziende agricole e allevamenti da cinghiali, lupi e storni. Amiamo quegli animali, che vanno tutelati e messi nella condizione di non nuocere, e allo stesso tempo sappiamo che la crescita della loro presenza sul territorio deve essere necessariamente contenuta e limitata, in modo da essere compatibile sia con la sicurezza dei cittadini che con le attività di agricoltori e allevatori. Servono meccanismi certi per prevenire gli incidenti e risarcire i danni subiti da aziende agricole e zootecniche”, ha spiegato Nicola Cantatore, direttore provinciale di CIA Capitanata. Oltre al presidente e al direttore provinciale dell’organizzazione, all’incontro hanno preso parte anche i componenti della giunta provinciale di CIA Capitanata Silvana Roberto, Francesco D’Angelo, Matteo Valentino, Angelo Miano e Maria D’Apice. “Al Prefetto abbiamo assicurato la nostra massima collaborazione anche su altre due questioni della massima importanza: i furti di cui sono vittime le aziende agricole e la nostra azione per contrastare il dramma del caporalato e dello sfruttamento nelle campagne”, ha aggiunto Cantatore. Foggia e la sua provincia sono uno dei più estesi territori a vocazione agroalimentare d’Italia. La Capitanata conta circa 60mila aziende agricole. Con oltre 500mila ettari utilizzati, la provincia di Foggia è la prima in Puglia per superficie agricola coltivata (il 40% dell’intera regione). La Daunia è al primo posto, tra le 6 province pugliesi, per superficie viticola. Anche nella zootecnia, il Foggiano ha numeri di rilievo. Il settore ortofrutticolo della Capitanata è tra i più fiorenti del Paese. Il granaio d’Italia è anche tra i primi produttori di olio extravergine, olive da tavola come la pregiata Bella di Cerignola, e vanta un primato nella produzione di asparagi. “L’agricoltura è la più grande industria a cielo aperto della provincia di Foggia: va sostenuta, tutelata, aiutata a sviluppare il massimo delle sue potenzialità in termini di crescita delle imprese, aumento dei posti di lavoro, innovazione e sostenibilità”, ha dichiarato il presidente provinciale di CIA Capitanata, Michele Ferrandino. Al Prefetto di Foggia, inoltre, è stato consegnato un documento dell’ANP, l’Associazione Nazionale Pensionati della CIA, nel quale si evidenzia lo stato degli ultra 65enni, la maggior parte dei quali titolari di un assegno pensionistico inferiore a 500 euro mensili. Molti pensionati, a causa del loro stato di indigenza, sono costretti a rinunciare perfino alle cure. “Aumentare le pensioni così basse è una richiesta sentita e sollecitata dai nostri associati, in particolare dalle donne che, per la carriera lavorativa spesso discontinua, si concentrano nelle classi di importo più basso. Per di più, il recente provvedimento del Governo in materia di pensione di cittadinanza, a causa dei criteri di accesso individuati, non solo non risolve il problema delle pensioni minime, ma prefigura situazioni di discriminazione e ulteriori diseguaglianze tali da poter suscitare fenomeni di risentimento sociale. Siamo in presenza di una inadeguata strategia e azione di politica sanitaria e di servizi sociali, soprattutto nelle aree interne e rurali del Paese”.

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PeschiciQuest’anno la Puglia si conferma, per numero di vele, al terzo posto nella classifica delle regioni dietro a Sardegna e Sicilia. 
In totale sono 12 i comprensori pugliesi che rientrano nella Guida Blu 2019: premiati con le 4 vele, Gargano Sud (Mattinata, Vieste, Monte Sant’Angelo) e Isole Tremiti. A 3 vele Gargano Nord (Chieuti, Lesina, Peschici, San Nicandro Garganico, Ischitella, Rodi Garganico, Vico del Gargano).
Un giusto premio, quella della Guida Blu, al lavoro delle Amministrazioni che stanno valorizzando il nostro mare più bello, accanto a paesaggi incantevoli pregni di storia e cultura che rispondono a un turismo esperienziale fatto di scoperte del territorio e sempre meno stanziale. 
I comprensori turistici nella guida, Il mare più bello 2019, sono stati individuati su dati raccolti da Legambiente sulle caratteristiche delle qualità ambientali e di quelle dei servizi ricettivi: uso del suolo, degrado, biodiversità, attività turistiche, stato delle aree costiere, mobilità, energia, acqua e depurazione, rifiuti, iniziative per la sostenibilità, sicurezza alimentare e produzioni tipiche, mare, spiagge ed entroterra, struttura sociale e sanitaria. E quest’anno entra nella Guida il nuovo simbolo dei Comuni Plastic Free, che indica quelle Amministrazioni che hanno adottato misure per ridurre l’uso della plastica monouso nel proprio territorio. A tal proposito si ricorda l’iniziativa della Regione Puglia che bandisce la plastica monouso su tutti i suoi lidi.

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logoPDAttività estrattive. Campo: "Valorizziamo un settore strategico dell'economia pugliese. Le tariffe terranno conto delle crisi di mercato e il recupero ambientale sarà incentivato"

Le cave e la filiera lapidea sono parte del patrimonio ambientale ed economico della Puglia e finalmente il Consiglio regionale lo ha riconosciuto approvando la legge che disciplina l'attività estrattive e la sua relazione con il territorio.

Sono diversi i temi affrontati e i nodi risolti con il dialogo tra le parti in causa e la collaborazione tra i gruppi consiliari.
A partire dalla modalità di determinazione della tariffa estrattiva che sarà concertata tra Regione e imprese sulla base dell'andamento di mercato, diventando così uno strumento di sostegno nelle fasi critiche.
Il recupero e il ripristino ambientale delle aree di cava si otterrà incentivando gli esercenti a ridurre progressivamente l'impronta di un'attività che manipola profondamente il territorio. Il Piano Regolatore delle Attività Eestrattive sarà frutto del confronto tra Governo regionale e Consulta regionale per le attività estrattive, eletto a luogo e strumento di confronto e dialogo costruttivo tra l'istituzione e i portatori di interesse coinvolti nella filiera.
Spazio anche a misure specifiche di valorizzazione della pietra ornamentale da taglio e all'utilizzo del materiale di risulta per la costruzione dei moli portuali progettati dall'Autorità portuale del Mare Adriatico Meridionale.

Quella approvata oggi è senz'altro la migliore legge possibile per regolare materia davvero complessa, e lo testimonia l'assenza di voti contrari.
Oggi, dunque, abbiamo gli strumenti necessari e idonei a: valorizzare un'attività che contribuisce in modo significativo al PIL pugliese; riparare i danni ambientali del passato; promuovere uno dei prodotti dell'identità stessa della Puglia.


Ufficio stampa
Unione provinciale Partito Democratico Foggia

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unifgateneofoggia copyFoggia scelta dall’European food safety authority. UniFg sarà la sede per la formazione di un ricercatore nell’ambito del EU-FORA (European food risk assessment fellowship programme) nella valutazione dei rischi per la sicurezza alimentare. Prof.ssa Mariangela Caroprese: «Riconoscimento anche per la città».

Attraverso l’E.F.S.A. (letteralmente European food safety authority, cioè l’Autority europea sulla sicurezza alimentare che ha sede a Parma), l’Università di Foggia ha candidato Foggia a diventare una delle città europee che ospiteranno le fasi di ricerca e sviluppo del programma EU-FORA (European food risk assessment fellowship programme): un’opportunità davvero unica per scienziati a inizio e metà carriera – provenienti dai Paesi dell’Unione Europea e da quelli aderenti all’E.F.T.A. – di ampliare le proprie conoscenze e acquisire esperienza nella valutazione dei rischi per la sicurezza alimentare (https://www.efsa.europa.eu/it/engage/fellowship).
La candidatura di Foggia / Il progetto UniFg.
Il progetto presentato dall’Università di Foggia – che inevitabilmente include anche la città di Foggia, le opportunità offerte dal capoluogo e dal resto della provincia – si è posizionato ai primi posti della graduatoria per l’assegnazione delle borse di studio per l’anno accademico 2019/2020. L’Università di Foggia farà ufficialmente parte dei 15 siti (in tutta Europa) che ospiteranno un giovane scienziato in formazione (per 12 mesi), grazie a una borsa di studio completamente a carico dell’E.F.S.A.. L’obiettivo è quello di sviluppare competenze di valutazione scientifica a dimensione dell’Unione Europea, nonché quello di creare una specifica “comunità del sapere” contribuendo così all’armonizzazione delle prassi di valutazione del rischio alimentare in tutta Europa.
Le prospettive per città e territorio.
Al di là del riconoscimento per l’Università di Foggia, si tratta di un test importante anche la comunità. Per un intero anno, infatti, un ricercatore selezionato dall’E.F.S.A. vivrà le dinamiche della città e del territorio (la cui vocazione resta agricola) che anni fa si erano candidate a ospitare la sede nazionale dell’Autority sulla sicurezza alimentare. «Siamo molto felici per questa notizia – argomenta la prof.ssa Mariangela Caroprese, associato di Zootecnia speciale al Dipartimento di Scienze agrarie, degli alimenti e dell’ambiente – e per il fatto che Foggia sarà una delle 15 città europee che contribuirà alla formazione di uno degli scienziati che, molto probabilmente, nei prossimi anni, detteranno le linee guida sulla sicurezza alimentare in Europa e nel resto del mondo. L’Università di Foggia dimostra di essere un’opportunità reale per il nostro territorio, una concreta risorsa al cui sviluppo e alla cui protezione dovremmo concorrere tutti. Appena ci sarà reso noto, comunicheremo il nominativo del ricercatore europeo che sarà assegnato alla nostra Università e quindi alla nostra città, con la certezza che anche le istituzioni pubbliche vorranno accoglierlo in segno di ospitalità e di benvenuto».

Davide Grittani

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ciaHydrorisk Lab sarà presentato giovedì 13 giugno, nel Dipartimento di Economia di via Caggese 1

FOGGIA – L’acqua è l’oro del terzo millennio: l’impegno del presente e la frontiera sempre più importante del futuro consiste nell’evitare che anche una goccia sia sprecata. Da questa premessa nasce il progetto “Hydrorisk Lab”, piattaforma tecnologica di monitoraggio in tempo reale per l’efficienza idrica, l’annullamento degli sprechi d’acqua, il contrasto al rischio idrogeologico e il controllo della qualità dell’acqua su territorio pugliese. Il progetto sarà presentato giovedì 13 giugno, a Foggia, nell’Aula 1 del Dipartimento di Economia dell’Università, in via Caggese 1. L’incontro pubblico si terrà a partire dalle ore 10.30. All’iniziativa ha dato il proprio sostegno CIA Agricoltori Italiani della Puglia, che sarà presente con alcuni associati e con i propri dirigenti provinciali e regionali.
HYDRO RISK LAB è il titolo del Progetto finanziato nell’ambito dell’AVVISO INNOLAB Azione 1.4.b “Supporto alla generazione di soluzioni innovative a specifici problemi di rilevanza sociale” – PO FESR-FSE 2014/2020, che verrà presentato giovedì 13 giugno. Il progetto mira a realizzare un sistema tecnologico (laboratorio virtuale Living Lab) “HydroRiskLab” di monitoraggio non invasivo e di supporto alle decisioni (SSD) utile sia agli operatori del Consorzio di Bonifica del Gargano per rilevare le perdite delle condotte e fornire indicazioni circa il rischio idrogeologico, sia agli agricoltori per monitorare la qualità dell’acqua. Sarà sviluppato un Sistema di Supporto alle Decisioni (SSD) di previsione di rischio idrogeologico che indichi i livelli di rischio di inondazione geo-localizzata per i terreni coltivati. L’elaborazione di questi dati, da piattaforma funzionante in remoto, fornirà agli utenti finali indicazioni circa i potenziali rischi di contaminazione e perdite, potendo così pianificare in modo ottimale le operazioni d’intervento.
Alla presentazione prenderanno parte: il direttore del Dipartimento di Economia dell’Università di Foggia Francesco Contò, il al Capo settore tecnico Agrario del Consorzio di Bonifica del Gargano dottor Ciciretti, il direttore Tecnico della FAVER Spa, ingegner Di Marzo, e l’ingegner Luigi Carbone della Dyrecta Lab srl.
L’evento è organizzato in collaborazione con gli utenti finali, che saranno coinvolti nella co-progettazione dei demolab, rappresentati dai presidenti di CIA Agricoltori Italiani della Puglia, Confagricoltura Foggia e Consorzio di Bonifica del Gargano.

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