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uni“Ambiente e pandemie”: il focus che ormai da mesi anima il dibattito pubblico, ha chiuso la tre giorni di “Aspettando la notte”, la rassegna che ha visto impegnati docenti e ricercatori dell'Università di Foggia in una serie di seminari online sui temi della Notte dei Ricercatori.
Ospiti del seguitissimo talk conclusivo, l’epidemiologo e assessore alla Sanità della Regione Puglia, Pier Luigi Lopalco e il divulgatore scientifico, David Quammen, autore del saggio “Spillover”, che hanno dialogato con Rosa Prato, docente di Igiene generale e applicata Università di Foggia e direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell'Università di Foggia e Teresa Santantonio, docente e primario di Malattie infettive dell'Università di Foggia.
L'incontro, coordinato da Fabio Arena, docente di Microbiologia e microbiologia clinica e moderato da Rossella Palmieri, Delegata del Rettore alla Comunicazione e Rapporti con il Territorio, è entrato subito nel vivo dopo i saluti istituzionali del Magnifico Rettore, Pierpaolo Limone, di Maurizio Margaglione, Direttore del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale e Nazzareno Capitanio, Delegato alla Ricerca Università di Foggia.
Vaccini, comunicazione scientifica e virologi in tv; il fenomeno dei negazionisti, parallelo alla necessità di una capillare educazione scientifica in Italia, accanto ad argomenti di stringente attualità, quali lo screening dei test rapidi come strategia di contenimento della pandemia e l'acceso dibattito sulla didattica a distanza, alcuni tra i punti toccati da Pierluigi Lopalco, che non ha fatto mistero della sua opinione circa la necessità di optare per la chiusura delle scuole. “Una opinione molto forte, mi rendo conto, che spero venga supportata dai dati scientifici – ha osservato Lopalco – Finora abbiamo dei dati di fatto che ci dicono che il contagio è ripartito da quando si sono riaperte le scuole, ed è ripartito in maniera sproporzionata nella fascia di età scolare: ossia chi andava a scuola si è contagiato di più rispetto ad altre fasce di età. Accanto a questa osservazione abbiamo anche assistito all’evidenza che la seconda ondata di coronavirus è stata sostenuta principalmente da focolai familiari. Sono ancora una volta convinto – ha aggiunto lo scienziato - che la scuola sia un aggregatore sociale troppo importante in tempi di pandemia. Con questo non vogliamo dire che i contagi avvengono in aula ma possono avvenire fuori dai cancelli, sull'autobus, al bar, quando i ragazzi si riuniscono a fare i compiti. Ecco perché terrei ancora la didattica a distanza come standard e la didattica in presenza solo come estrema ratio per le famiglie che non possono permettersi di tenere i bambini in casa. Ma è chiaro che dietro questa scelta ci sono anche valutazioni politiche da fare”.
E il rapporto tra scienza e politica è stato inevitabilmente toccato anche nel corso dell'intervento di David Quammen, scrittore e divulgatore scientifico statunitense, l'autore di Spillover”, best seller che nel 2014 anticipava i rischi di una probabile pandemia provocata da un salto di specie, il passaggio di virus dal mondo animale all'uomo: inevitabile risposta della natura all'assalto sconsiderato dell'uomo sugli ecosistemi.
“Gli avvertimenti della comunità scientifica sono stati ignorati a causa di puri calcoli politici – ha spiegato lo scrittore – Ma adesso sappiamo che l'essere arrivati preparati ci sarebbe costato molto meno di quello che di fatto ci è costata la pandemia”.
Alle ore 17, di oggi, venerdì 27 novembre, sui canali social dell’Università è in programma l'incontro conclusivo della Notte dei Ricercatori, dal titolo “Art & Science: quando la Scienza diventa Arte”.

 


Area Rapporti istituzionali, Relazioni esterne e Ufficio stampa
Università degli Studi di Foggia