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Nella “Giornata della memoria” in cui il mondo riflette sull'orrore della Shoah, l'Ateneo riporta alla mente di tutti la straordinaria testimonianza umana dell'ebreo sopravvissuto ai campi di sterminio (insignito della “Honoris Causa”).
Oltre 550 studenti hanno assistito lo scorso 1 dicembre alla cerimonia di conferimento della laurea, l'unica da parte di un'Università del Mezzogiorno.
L'intenzione dell'Università di Foggia era quella di risarcire AlbertoMieli, di restituirgli anche solo idealmente la dignità di studente e di brillante laureato (quello che, molto probabilmente, sarebbe diventato se l'entrata in vigore delle leggi razziali non gli avesse impedito di proseguire gli studi). E oggi, nella giornata che l'umanità intera dedica alla riflessione su quanto avvenne tra il 1938 e il 1945 nei campi di sterminio nazisti in quasi tutta Europa, l'Ateneo è lieto di ricordare che lo scorso 1 dicembre quel risarcimento è stato compiuto: davanti a oltre 550 studenti provenienti da molte scuole del capoluogo e del resto della provincia, davanti a una platea commossa e rapita da una lectio magistralis di rara bellezza e altissima umanità. «A tutti i ragazzi qui presenti – invitò Alberto Mieli – voglio pregare di non nutrire odio, vendetta o rancore verso qualcuno, perché formano un circolo vizioso dal quale non si esce; quando siamo nati nostro Signore ci ha donato la libertà, nessuno può togliercela.»
Figlio di Umberto e Rosa Moresco, nato a Roma il 22 dicembre 1925, Alberto Mieli fu arrestato e torturato nella Capitale, nel novembre del 1943 all'età di 17 anni, perché trovato in possesso di un francobollo della resistenza. Dopo alcuni giorni fu deportato prima nel campo di sterminio di Auschwitz - Birkenau (nei pressi di Cracovia, Polonia) e poi a Mauthausen. Sul suo braccio fu tatuata la matricola 180060 e da allora, fino al giorno della sua liberazione, non fu più una persona ma un numero. Miracolosamente sopravvissuto alla Shoah, storico «suo malgrado» come spesso si definisce ironicamente, Alberto Mieli è divenuto uno dei testimoni principali della strage epocale compiuta dai tedeschi ai danni degli ebrei (e altre popolazioni e gruppi) durante la Seconda guerra mondiale.
La proposta di conferimento della Laurea Honoris Causa ad Alberto Mieli è scaturita dall'iniziativa di diversi comuni e scuole della Capitanata, in cui Mieli si è recato per testimoniare l'orrore della Shoah. L'indicazione è stata recepita e formalizzata dai proff. Saverio Russo e Stefano Picciaredda, quindi condivisa unanimemente prima dal Dipartimento di Studi Umanistici. Lettere, Beni culturali e Scienze della Formazione e poi dal Senato accademico dell'Università di Foggia. Lo scorso 1 dicembre, di fronte a diversi componenti della Comunità Ebraica di Roma, il Rettore prof. Maurizio Ricci ha conferito ad Alberto Mieli la laurea in “Filologia, Letterature e Storia” (unica Università nel Mezzogiorno a riconoscere l'ideale risarcimento, per l'interruzione degli studi, a un sopravvissutoall'orrore nazista).
Inoltre l'Università di Foggia – quest'oggi, dalle ore 10,00 in poi presso l'aula magna del liceo classico Vincenzo Lanza di Foggia – prenderà parte alle celebrazioni della “Giornata della memoria” allestite e coordinate dalla Prefettura di Foggia, in collaborazione con il Comune, la Provincia e l’Ufficio Scolastico Regionale - Ambito territoriale di Foggia. L'incontro con studenti e cittadinanza, infatti, sarà aperto da un intervento del prof. Giovanni Cipriani, Prorettore dell’Università di Foggia, sul “Il senso della memoria”.

Davide Grittani Portavoce dell'Università