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Politica

vendola pensieroso

«Scriviamo facendo appello all’art. 18, all’art. 21 e all’art. 28 della Costituzione della Repubblica Italiana.
Lo facciamo in riferimento all’annuncio del Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che in data 08 Novembre 2014, a mezzo stampa, ha presentato lo schema di un disegno di legge Regionale sulla Legalità, auspicando in noi che tale rimanga. Da quanto letto e da quanto emerge chiaramente dalla lettura del D.L. Regionale suindicato, noi abbiamo un dubbio, quello che il Tavolo Tecnico ideatore del progetto è solo ed esclusivamente pro “Libera”. Con ciò presumiamo che Vendola non ha ascoltato altre realtà che non mirano alla sola confisca di beni mobili e immobili della mafia, ma bensì alla protezione del denunciante.
Difatti, il testo si compone di 16 articoli che disciplinano l’intervento della Regione Puglia, tutti in 5 ambiti tematici che riportiamo testualmente e integralmente:
a) interventi per l’educazione, la formazione e la ricerca in materia di legalità;
b) interventi di sostegno alla cittadinanza attiva e di promozione della legalità presso le imprese;
c) interventi per la promozione di politiche locali per la legalità e il contrasto al crimine organizzato;
d) interventi per la valorizzazione di beni immobili e aziende confiscati alla criminalità organizzata;
e) interventi per il sostegno alle vittime di mafia, della criminalità organizzata, del terrorismo e del dovere. Tra le novità più importanti da segnalare: La promozione del rating di legalità per le imprese, recentemente introdotto con norma nazionale, a cui la legge affianca un analogo rating di legalità per gli enti locali; si tratta di primalità nell’accesso ai finanziamenti pubblici per incentivare le imprese ad operare nel rispetto dei principi di legalità e per valorizzare le migliori iniziative attuate dagli Enti Locali; l’istituzione di un fondo regionale per la valorizzazione dei beni e delle aziende confiscate alle organizzazioni criminali, e di altre azioni che consolidano l’esperienza maturata attraverso l’iniziativa regionale “Libera il Bene”; l’adozione di una disciplina organica in materia di protezione e sostegno ai familiari delle vittime della mafia, di cui fino ad oggi la Regione Puglia era priva. Inoltre, la legge prevede il sostegno alla Giornata della memoria e dell’impegno, promossa il 21 marzo di ogni anno dall’Associazione “Libera”, e l’obbligo di costituzione di parte civile della Regione Puglia nei processi di mafia.
Un disegno di legge “Onorevole”, se non fosse altro come frutto di un parto unilaterale con l’unica Associazione che ha come gene al suo interno l’aggiudicarsi le confische di beni della mafia, (non ce ne voglia l’Associazione Libera). Ci sarebbe piaciuto, per la trasparenza e per non dare adito a pensieri dannosi, che a quel cantiere progettuale ci fossero state altre Associazioni che combattono la Mafia per senso civico e morale. Non a caso il progetto prende il nome di “Libera il Bene”. Secondo voi, questa è trasparenza? Vengono erogati fondi a destra e a manca, ma mai nessuno di questi dotti dell’antimafia partorisce un progetto per la protezione di chi varca la soglia di una caserma dei Carabinieri convinto di denunciare per poi ritrovarsi in mutande e per giunta solo.
Egregio Presidente della Regione Puglia, sig. Nichi Vendola, i soldi, quelli pubblici li dia a chi denuncia per provvedere alla protezione personale visto che le forze dell’ordine, loro malgrado, fanno il possibile per far fronte all’emergenza su tali problematiche. E’ un anno che stiamo sostenendo che abbiamo un Piano Territoriale Antiracket e anti Soprusi volto alla protezione fisica in termini di legge, ma evidentemente non frega niente a nessuno. Il vostro progetto è stato studiato e articolato da diversi Giuristi, da un Consulente della Commissione Antimafia della Camera dei Deputati, da Sindaci e da rappresentanti dell’Associazione Libera. Beh, il nostro è stato sviluppato da Poliziotti, Carabinieri, agenti Governativi, agenti di Polizia Giudiziaria, forensi e da vittime del racket, chiedendo loro quali fossero le priorità per indurre un commerciante o un cittadino a sporgere denuncia o per lo meno, notizia di reato. Noi lo abbiamo fatto e come Loro, anche Noi a titolo gratuito.
Molti si chiedono dopo l’attacco al Dott. Emiliano (ndr. vedi l’Antiracket chiama ma Emiliano non risponde) chi stiamo favorendo politicamente, visto che questi “attacchi” li facciamo alle soglie delle Primarie delle elezioni Regionali. I dubbi ve li sciogliamo subito. Noi, non siamo ne di Destra, ne di Centro e ne di Sinistra. A noi sta a cuore la sorte dell’indifeso, del “Povero” cittadino che vede una classe Dirigente presente solo nei tour elettorali a dispensare speranze e ad urlare che la Mafia va combattuta. Ma poi finito il carrozzone dell’elezioni tutto ritorna alla normalità con silenzi disarmanti, perché è risaputo che parlare di contrasto alla mafia in regime di campagna elettorale “porta” voti. Chiariamo il punto, Noi siamo uomini liberi che pensano con l’umiltà di un popolo che ha perso il suo potere in tutti i comparti. Questa è un’ennesima attestazione che i fondi ci sono, ma paradossalmente una vita umana non è considerata prioritaria e meritevole di un progetto a salvaguardia di essa, ma si fanno progetti per ricordarne le memorie e non per prevenirle».

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