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Il Vecchio Santuario


Il vecchio Santuario era formato dai due capannoni adibiti a dormitori, dalla chiesa e dal convento. La chiesa, che era situata al centro della spianata, aveva una forma a pianta rettangolare con il solo prospetto orientato a Nord Ovest. Nella parte posteriore, attraverso delle rampe si saliva alla cappella sopraelevata della Madonna, che comunicava a destra verso l' interno dell'annesso antico convento ed a sinistra con un loggiato delimitato da pilastrini in mattoni e ringhiera di ferro, li vi erano sistemate due piccole campane. Vicino c'era una scalinata che serviva di accesso ai vecchi locali del convento e di uscita secondaria per la folla dei fedeli.


Il Nuovo Santuario

Il nuovo complesso del Santuario dell' Incoronata,venne realizzato dagli anni 1954 al 1965. L' architetto si è ispirato infatti alle primordiali abitazioni edilizie della zona, quali la capanna ed il trullo e con elementi tanto semplici ha ricavato incredibilmente una platea di grande luce ed un complesso sommamente originale: la grazia e la gentilezza conferiscono al complesso un aspetto suggestivo e spirituale. L' ingegnere Antonio Guerrieri di Foggia provvide in loco a dirigere i lavori ed i calcoli della grande struttura in cemento armato. Il terreno, posto a disposizione del Santuario e parzialmente occupato dal bosco dell'Incoronata, è un grande rettangolo di circa 13 ettari pressochè pianeggiante e deliminato da una recinzione muraria continua, con cancello di accesso sull'asse della strada comunale Cervaro Incoronata. Il tempio, di notevole capienza, con schema planimetrico centrale a croce greca, ed a vano unico, è circondato da una serie di edifici e servizi: possiamo trovare l'ala dove si trova il museo l'ala riservata ai Padri il campanile (alto 57 metri) sala teatro per i convegni e gli incontri e la casa del Pellegrino.


Le leggende:

Diverse sono le leggende che parlano dell’origine. Ma l'unica cosa che sembra esser uguale è, che la Madonna apparve su una quercia nel bosco l’ultimo sabato di aprile.
Un giorno dei boscaioli udirono una musica divina fra alcuni rami di quercia. Alzarono la testa e, videro degli angeli che adoravano l’immagine della Madonna. Si precipitarono a Foggia per raccontare il tutto al vescovo, il quale recatosi nel bosco con il clero in processione, prese la venerata effigie e, con pompa magna, andò a depositarla nella cattedrale. Il giorno seguente l’effigie era scomparsa. I boscaioli sentirono nuovamente le voci angeliche e rividero l’immagine al posto di prima. Tre volte il vescovo tentò di riportare il miracoloso dipinto nella cattedrale, ma per tre volte di seguito il dipinto ritornò sull’albero di quercia. Finalmente si capì che la miracolosa Vergine aveva scelto di rimanere solitaria nella foresta e lì si costruì a lei una chiesa. Una notte di fine aprile del 1001, il conte di Ariano Irpino sognò di fare una caccia copiosa di selvaggina nel bosco di Cervaro. Così che all'indomani del sogno si mise subito in viaggio. In una fase della caccia alle prime luci dell’alba, il conte ferì un daino che, riuscì nonostante sanguinasse, a fuggire. Il conte cerco d'inseguire l'animale che pvenne trovato inginocchiato ai piedi di una grande quercia. Si avvicinò per prenderlo, ma, quando fu sotto la quercia, l’albero fu avvolto da una luce abbagliante. Nello stesso giorno, un pastore del posto un certo Strazzacappa, aveva perso due buoi nel bosco. Il pastore ritrovò gli animali sotto la quercia e quando tento di avvicinarsi per prenderli fu, come il conte, folgorato da grande bagliore. “Non abbiate paura”, disse, “io sono Maria, la Madre di Dio. Desidero qui una cappella in mio onore, e io la renderò famosa per le grazie concesse a quanti mi invocheranno con amore sincero di figli. Pregatemi dunque dinanzi a quest’immagine”.