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orsaraLa storia di una borgata rurale il cui progetto di costruzione risale al 1939
Sabato 14 dicembre, a Orsara di Puglia, convegno su tutela e valorizzazione

ORSARA DI PUGLIA Sono passati esattamente 80 anni da quando, nel 1939, l’architetto Marino Lopopolo ultimò il suo progetto e lo consegnò al proprio committente, l’Opera Nazionale Combattenti. Fu quel progetto a dare il via alla nascita di Borgo Giardinetto, una piccola borgata rurale posta fra due paesi, Troia e Orsara di Puglia. I lavori di costruzione iniziarono nel 1941 e furono ultimati nel 1943, proprio quando arrivarono gli americani e decisero che quello sarebbe stato uno dei borghi in cui acquartierarsi. Sabato 14 dicembre 2019, alle ore 17, la sala del Centro Anziani di via Madonna della Neve, a Orsara di Puglia, ospiterà il convegno dal titolo “Borgo Giardinetto: storia da tutelare e valorizzare”. All’iniziativa, organizzata dalla sezione troiana di Italia Nostra, hanno aderito l’Ordine degli Architetti di Foggia (la partecipazione del convegno darà diritto al riconoscimento di tre crediti formativi professionali) e le Amministrazioni comunali di Orsara e Troia. I lavori saranno coordinati da Pietrantonio Fatibene, presidente del presidio Italia Nostra di Orsara. L’apertura sarà affidata ai saluti di benvenuto dei sindaci di Orsara e di Troia, rispettivamente Tommaso Lecce e Leonardo Cavalieri. Francesco Barbaro relazionerà su “Roberto Curato e la bonifica del Tavoliere delle Puglie”. L’intervento di Gianfranco Piemontese, invece, sarà incentrato su “I borghi rurali di Foggia e Borgo Giardinetto”. L’orsarese Nicola Tramonte, presidente dell’Ordine degli Architetti di Foggia, interverrà su “L’Architettura Contemporanea in Capitanata”. Le conclusioni saranno affidate a Luigi Rauseo, presidente della sezione troiana di Italia Nostra, con le proposte per la tutela e la valorizzazione di Borgo Giardinetto. Il borgo è collegato alla strada statale 90 tramite un viale ai margini del quale furono piantati eucalipti che svolgevano la funzione di estrapolare acqua dal terreno paludoso. Una volta arrivati nel borgo, alla vista si apre una piazza e di fronte si trova quella che in origine fu la casa del fascio, l’unica ad avere degli elementi decorativi che celebrano il Fascismo: dei fasci littori stilizzati in corrispondenza delle finestre. Gli edifici sono disposti tutti intorno alla piazza. Del progetto originario furono completati: la chiesa, la casa del fascio e dopolavoro, la delegazione municipale con l’ambulatorio, la sede locale dell’Opera Nazionale Combattenti, bar e negozi, le scuole e l’ufficio postale; non furono mai realizzate le abitazioni. La logica che voleva lì il borgo è quella di fornire agli abitanti dei poderi dell’ente Opera Nazionale Combattenti un centro di servizi per le necessità quotidiane. Il borgo è un importante esempio di neo-costruzione in Capitanata durante il ventennio fascista. Giardinetto faceva parte del più ampio progetto della riforma agraria e della lotta al latifondismo. Negli anni i giardini sono stati recintati con dei muri gialli a motivo d’arco per riprendere le forme del porticato e gli stessi sono stati pavimentati.