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Le associazioni Libera, Noos e Ce.Se.Vo.Ca. vorrebbero capire quali sono gli intoppi burocratici per i quali non è stato ancora assegnato un immobile confiscato alla mafia in località Salice e coì, hanno deciso d'inviare una lettera aperta al Sindaco di Foggia Gianni Mongelli.


Egr. Sindaco,
lo scorso 24 gennaio abbiamo visitato insieme il bene confiscato alla mafia, in località Salice; un bene per cui da tempo ci stiamo mobilitando insieme a tanti cittadini (ricordiamo la grande manifestazione all'interno della sala del Consiglio Comunale del 31 marzo 2011).
Libera e le altre associazioni qui firmatarie hanno come unico obiettivo della costante mobilitazione sul tema l'utilizzo di questo, come degli altri beni confiscati alla mafia, nelle giuste forme previste dalle norme vigenti e per i fini sociali, che possano dare un segno di riscatto e rinnovamento sociale in territori, come il nostro, afflitti da una potente criminalità organizzata.

Qual è, Sindaco, la nostra preoccupazione?! Non vediamo ancora oggi, dopo tante richieste e tanto tempo trascorso, un'idea pianificata su quel bene. Ad oggi non c'è un progetto, non c'è un coinvolgimento della città o del volontariato, non c'è una ricerca di finanziamenti. Ci sono solo vaghe idee, non condivise con alcuno.
Come sa, ne abbiamo parlato direttamente con lei, poi pubblicamente, poi direttamente ancora, con i responsabili politici e tecnici dell'assessorato di riferimento (politiche sociali), ma senza esiti concreti.

Cosa vogliamo ancora, immaginiamo che lei dirà? Vorremmo coinvolgimento, condivisione, trasparenza. Vorremmo essere chiamati, e non dover sempre chiamare. Vorremmo condividere l'idea sul bene, oltre che subirla. Dopo tanti mesi di attesa, vorremmo sapere esattamente e per iscritto che cosa si farà, con l'indicazione di riferimenti normativi e di planimetrie. Vorremmo sapere a quali risorse economiche si farà riferimento, concretamente. Vorremmo sapere perchè non si è cercato l'accesso ai finanziamenti del P.O.N. Sicurezza, come si fa nel resto del Paese.

Chiediamo l'impossibile? Ce lo dica, per favore.
Fare del bene confiscato alla mafia foggiana un simbolo di legalità, è doveroso, per dare una prima dimostrazione di vero cambiamento a questa città!