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Sebbene l’ipotesi di reato sia quella di “disastro ambientale” e nonostante le 17 costituzioni di parte civile, il processo prosegue nell’indifferenza.

La drammatica vicenda di Giardinetto, in agro di Troia, dove gli stabilimenti di una ditta di laterizi sono diventati una enorme discarica abusiva di rifiuti tossico-nocivi, rischia di trovarsi presto ad un binario morto. Procede tra mille incertezze il processo che vede imputata la ditta “IAO”, mentre alcune delle parti civili che rappresentano le istituzioni sembrano assenti.

La vicenda nasce nel 1998, anno in cui la ditta IAO ottiene l’inserimento nel registro delle imprese che recuperano rifiuti, ma dopo pochi mesi di attività (07/99) giunge una diffida da parte della Provincia. Ha inizio così una vicenda giudiziaria che si concluderà malauguratamente con la prescrizione dei reati ma anche con un’indicazione ben precisa: il sito va bonificato.

Tra il 2007-2009 si tenta di ottenere la messa in sicurezza del sito ma sopraggiunge un nuovo sequestro della Guardia di Finanza. Viene commissionata una massiccia operazione di analisi e si scopre che i rifiuti a cielo aperto sono solo una minima parte di quelli totali: altre tonnellate sono interrate o mescolate a colate di cemento nel piazzale. Partendo da questi dati che non vengono messi in discussione, inizia un nuovo processo per disastro ambientale cui si aggiunge il reato per l’impiego di grosse quantità di amianto.

Il Tribunale di Lucera accetta ben 17 costituzioni di parti civili tra cui quella della nostra Associazione, ed affida al professor Masi, docente dell’Università di Potenza, il compito di riesaminare il sito per verificare se esistano gli estremi per il disastro ambientale.

Le operazioni di scavo e prelievo di campioni, eseguite sia all’interno che all’esterno del sito, sono state condotte alla presenza di un unico tecnico di parte. Noi ci domandiamo: dov’erano gli altri tecnici di parte? Cosa ha significato la costituzione di parte civile per i Comuni e le Associazioni? E’ solo una operazione di rappresentanza? 90.000 euro pagati da noi cittadini per queste operazioni (cui vanno aggiunti i soldi per l’intero processo) e poi nella fase più rilevante non si presenta nessuno? Il 16 febbraio, all’udienza fissata per discutere della perizia depositata in data 2 febbraio, non è stata presentata nessuna controperizia e sono state poste solo delle domande da parte di alcuni avvocati di parti civili. Per il momento si sa che non c’è contaminazione esterna anche se Masi ha dovuto ammettere la possibilità reale di un danno ambientale al verificarsi di un evento meteorologico eccezionale.

Noi abbiamo presentato delle osservazioni ponendo l’accento su alcune incongruenze ma la voce dei cittadini non ha il peso di quella di esperti in materia. La nostra speranza è che alla prossima udienza, fissata per il prossimo 12 aprile, ci siano periti (tra l’altro già nominati dalle parti civili ma finora assenti) che possano rassicurare i cittadini circa le reali condizioni del sito. Noi ci affideremo ad un esperto, il professor Nicoletti, docente dell’Università di Foggia, che con grande spirito di collaborazione, gratuitamente e in nome del solo amore per il territorio, si è reso disponibile allo studio della perizia depositata dall’Ing. Masi. Siamo fiduciosi perché, ne siamo convinti, il contributo di professionalità diverse è indispensabile per la risoluzione di una vicenda tanto complessa.



comunicato stampa

Associazione
“Salute e Territorio” – Troia