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Questa mattina, il sindaco di Casalnuovo Monterotaro, Pasquale De Vita, insieme ai sindaci di Casalvecchio di Puglia, Mauro Piccirilli; Castelnuovo della Daunia, Ernesto Cicchetti; Pietramontecorvino, Rino Lamarucciola; San Marco La Catola, Michele Fascia; Carlantino, Dino D'Amelio; Celenza Valfortore, Francesco Santoro, e Serracapriola, Marco Camporeale; in pratica i primi cittadini dei Comuni del cratere sismico pugliese, si sono presentati al cospetto del rappresentante del Governo in Capitanata, il Prefetto Francesco Monteleone, ed hanno consegnato nelle sue mani la fascia tricolore.
«Il nostro è un gesto simbolico, ma emblematico della grave situazione che stanno vivendo i nostri paesi colpiti dal sisma del 31 ottobre 2002«, ha dichiarato il sindaco De Vita, portavoce degli altri sindaci del cratere, subito dopo l'incontro con il Prefetto. Quest'ultima clamorosa iniziativa di protesta è conseguente alla decisione del Consiglio dei ministri di concedere la proroga dello "stato di criticità" post-terremoto solo fino al prossimo 30 aprile e non, come invece richiesto, fino al 31 dicembre 2012. Un provvedimento che i sindaci del cratere, sia pugliese che molisano, hanno "invocato" sin dagli inizi di gennaio con una forte mobilitazione pubblica con assemblee, atti e documenti istituzionali di protesta diretti a Regione, Governo e Dipartimento di Protezione Civile, che però hanno dato risultati insoddisfacenti. «E' una mini proroga che indigna - è il coro unanime dei sindaci - La nostra "mossa" è stata necessaria per far capire alle istituzioni centrali la gravità della situazione che stiamo vivendo nei paesi terremotati. Comprendiamo che a Roma sono alle prese con mille calamità ed emergenze che si sono verificate in dieci anni, ma questo non significa abbandonare i territori dove la ricostruzione non è stata ancora completata«. Insomma, il dissenso è unanime: «A Roma non hanno capito nulla del problema per il quale protestiamo: credono di aver risolto tutto con un'ordinanza di un mese. Invece la questione è più seria di quello che si pensa e soprattutto è una decisione che non rispetta le esigenze delle persone che vivono ancora fuori dalle proprie abitazioni«. I sindaci del cratere sismico pugliese-molisano si erano incontri venerdì 16 a Santa Croce di Magliano sottoscrivendo un documento in cinque punti nel quale sono elencate le azioni di protesta da portare avanti, tra i quali: a) rappresentare direttamente al Governo le problematiche con un incontro e chiedere la proroga dello stato di criticità fino al 31 dicembre 2012; b) coinvolgere le segreterie di tutti i partiti nazionali per ottenere questo incontro, allegando un documento in cui si riepilogano tutte le attività svolte e i fondi spesi e da spendere per ultimare la ricostruzione in ogni Comune; c) la consegna, appunto, delle fasce tricolore al Prefetto fino all'ottenimento dell'incontro. L'obiettivo è quello di incontrare un rappresentante del Governo e, in particolare, il sottosegretario Antonio Catricalà che conosce già la questione e l'ha seguita finora, come sostenuto dai primi cittadini. Se questo non avverrà, lasceranno la fascia sulla scrivania dei Prefetti e poi saranno gli eventi a parlare. «Siamo consapevoli che stiamo vivendo in un contesto particolarmente grave - ha sottolineato il sindaco Pasquale De Vita - ma non comprendiamo come mai, pur in presenza della copertura finanziaria, il Governo non conceda la proroga dello stato di criticità fino al 31 dicembre 2012«.




comunicato stampa