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Comunicato stampa del 5 settembre 2012

 

Pubblicato il nuovo Rapporto SIR (Scimago Institutions Ranking) per l’anno 2012

Il numero delle pubblicazioni targate Unifg su Scopus (banca dati universalmente accettata per la rilevazione della produzione scientifica mondiale) sono passate da un valore normalizzato di 1,311 a 1,777 nonostante il potenziale di ricerca del nostro Ateneo sia rimasto sostanzialmente invariato stante il blocco delle assunzioni per la razionalizzazione della spesa pubblica. Questo il dato più rilevante emerso dall’analisi del nuovo ranking internazionale in cui sono presenti ben 3290 istituzioni provenienti da 106 Paesi. Con riguardo al posizionamento nazionale, l’Università di Foggia recupera sei posizioni passando dal 65° posto (su 124 istituzioni presenti nel 2010) al 59° posto (su 128 del 2012).

Il SIR World Report mira a fornire un’importante analisi e valutazione degli istituti di ricerca di tutto il mondo e mostra dati quantitativi relativi alle citazioni e alle pubblicazioni di tutti gli organismi di ricerca che abbiano pubblicato almeno 100 documenti scientifici nel database scientifico Scopus. E’ interessante notare come in cosi pochi anni (dal 2009 ad oggi) si siano aggiunte ben 1166 (+ 64,5%) nuove istituzioni (erano 2124 nel 2009, oggi sono 3290) che hanno prodotto almeno 100 lavori. Sintomo inequivocabile di una conoscenza che ‘circola’ più facilmente (grazie alle nuove tecnologie e al web) creando nuove occasioni per la proliferazione delle idee e per l’innalzamento dell’asticella della frontiera della conoscenza.

Gli indicatori selezionati sono i seguenti:

  • Output (O). Rappresenta il numero di documenti pubblicati sulle riviste scientifiche nel periodo considerato.

  • International Collaboration (IC). Rappresenta le pubblicazioni realizzate in collaborazione con istituti stranieri.

  • Impatto Normalizzato (NI). Questo indicatore mostra il rapporto tra l'impatto medio scientifico di una istituzione e l’impatto medio mondiale delle pubblicazioni nello stesso periodo di tempo dei soggetti della stessa area. I valori sono espressi in percentuale e mostrano il rapporto della media dell’istituto e la media mondiale (che è pari a 1), per cui: un punteggio di 0,8 significa che l’istituzione è citata il 20% sotto la media, mentre un punteggio di 1,3 significa che l’istituzione è citata il 30% al di sopra della media.

  • Pubblicazioni di alta qualità (Q1). Rapporto delle pubblicazioni di un'istituzione pubblica nelle più influenti riviste scientifiche del mondo. Le riviste considerate per questo indicatore sono quelle classificate nel primo quartile (25%) delle loro categorie, così come classificate in base agli indicatori di SCImago Journal Rank SJR;

  • Con i nuovi parametri Excellence e Leadership si prendono in considerazione rispettivamente il 10% dei paper più citati al mondo e la percentuale di lavori in cui i docenti/ricercatori dell’Istituzione siano i principali contributori.

L’Università di Foggia, rispetto allo scorso anno, evidenzia una generale crescita su ogni parametro.

"L’Università di Foggia - ha dichiarato il Rettore, prof. Giuliano Volpe – deve crescere soprattutto in qualità della propria produttività scientifica. E’ ciò che serve maggiormente a questo nostro territorio. L’utilità di un’attività di sperimentazione a volte non la si comprende immediatamente ma solo nel lungo, a volte lunghissimo periodo. Gli americani la chiamano blue sky research, cioè la ricerca non determinata da uno specifico scopo da raggiungere ma guidata dalla sola curiosità. Pur non essendo presa in considerazione in questa graduatoria buona parte della nostra produzione scientifica di area umanistica, giuridica ed economica, che raggiunge livelli significativi, i risultati sono assai lusinghieri per una giovane università come la nostra, che opera in un contesto non facile. Ma risultati positivi si registrano per l'intero sistema universitario pugliese, che vede il Politecnico di Bari porsi al primo posto nazionale. Mi auguro che questi risultati positivi siano compresi e sostenuti dal nostro Ministero. La ormai tradizionale classifica del SIR pone in rilievo proprio questo nostro sforzo anche se, per l’appunto, essa si rivolge agli ambiti con maggiore caratterizzazione scientifica e tecnologica premiando atenei con una più spiccata specializzazione di questo tipo come i politecnici. Quello che ostinatamente perseguiamo come Istituzione è l’obiettivo di fare una ricerca di frontiera accompagnata da una formazione di eccellenza. I dati trasmessi dal SIR World Report confermano che la strada intrapresa è quella giusta. Bisogna ora che questi nostri sforzi si traducano sempre più in creazione di imprese e in nuova occupazione. Del conseguimento di questi importanti risultati sono grato all'intera Comunità scientifica, ovviamente, ma anche all'essenziale apparato tecnico di supporto”.