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rifiutifoggia

di Nico Baratta

Finalmente dopo estenuanti riunioni e andirivieni tra i dirigenti delle due aziende e amministrazioni, ieri in tarda serata, 27 dicembre 2012, a Bari si è raggiunto l’accordo per far rientrare sia l’emergenza rifiuti che sta sommergendo la città di Foggia, sia per salvaguardare posti di lavoro. Contratti ridotti e con colloqui e assunzioni ad personam; 150 sarà il numero minimo degli operatori che in strada provvederanno a pulire la città, a fronte dei precedenti 60. I 350 dipendenti dell’ex AMICA saranno riassunti con un riequilibrio economico lavorando a tempo parziale, dove quelli inquadrati dal II al IV livello (per un totale di 312) svolgeranno 32 ore settimanali nel ciclo produttivo (operatori ecologici, autisti, operai d’officina), mentre quelli inquadrati con il V livello in su (gli amministrativi che ne saranno 38) lavoreranno per 28 ore settimanali, a fronte delle 24 precedenti. L’azione di “pulizia” dell’AMIU su Foggia, comunque inizierà non prima della metà di gennaio 2013. I proventi della soprannominata “famigerata” Tarsu saranno destinati all’AMIU di Bari dove il corrispettivo sarà pari a 22.138.000 euro, cui però saranno esclusi il costo dell’ecotassa, il tributo regionale, e quello per la gestione della discarica, smaltimento compreso. Stratega della trattativa, da quanto si apprende, è stato il professor Vito Pinto, che operando all’interno della task force è riuscito a ricucire gli strappi trovando una giusta mediazione. Nel frattempo il capoluogo dauno rimarrà ancora in emergenza, trascorrendo un Capodanno all’insegna dei rifiuti e dell’emergenza ambientale e sanitaria. Per quanto riguarda i dodici lavoratori che congiuntamente a qualche sigla sindacale hanno presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Foggia nei confronti del Sindaco Mongelli e dell’Assessore regionale Gentile, la riassunzione sarà più travagliata (sempre se avverrà…). Difatti la legge prevede un excursus legale diverso in nome della legalità. Il Sindaco, tuttavia, non polemizza e comunica che farà di tutto per sedare la polemica e mettere in campo ogni strumento giuridico affinché i 12 denunciatori vengano riassunti.

«La responsabilità è mia – ha affermato Gianni Mongelli, Sindaco di Foggia-. Quando deve nascere qualcuno esiste il dolore del parto. Le responsabilità me le assumo io; in questi casi spettano al primo cittadino».

«Ha vinto l’intelligenza- replica l’assessore regionale al welfare, Elena Gentile, candidata alle prossime politiche nel PD- , la stupidità è stata debellata e con essa tutti gli atteggiamenti che non hanno nulla che vedere con la buona amministrazione. Grazie alla mediazione della Regione Puglia abbiamo la messa in sicurezza di 350 posti di lavoro con la riduzione al minimo dei danni economici che tutti i lavoratori riassunti dovranno sopportare in questo anno di transizione. Qualcuno ci voleva intimorire –ha ribadito la Gentile- e il tempo ci darà ragione».

Nel frattempo non si mitigano le polemiche innescate con alcuni sindacati per le denunce fatte alla procura. Sia Mongelli, sia la Gentile, spiegano che la faccenda non passerà inosservata, proseguendo l’azione legale con la presentazione di querele con particolare attenzione alla Fiadel e al suo segretario, giacché i contenuti della denuncia non sono esatti.

Resta inteso, ed è giusto porlo in evidenza, che il Capodanno foggiano non sarà migliore del Santo Natale trascorso. Il Sindaco, come precedentemente ha fatto, si appella ai cittadini affinché possano «rispettare l’ordinanza di non conferire i rifiuti nei giorni festivi e in particolare la notte del 31».

Sarà un’impresa ardua, specie con il malumore e la sfiducia che incombe a Foggia.