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confindustriaDi seguito pubblichiamo il documento consegnato stamani dal Presidente di Confindustria Foggia, Giuseppe Di Carlo, a Sua Eccellenza il Prefetto di Foggia, Dott.ssa Luisa Latella, contenente le proposte dell'Associazione degli Industriali di Capitanata per il sistema bancario, giusta le indicazioni emerse al Tavolo tenutosi presso l'Ufficio Territoriale del Governo il 31 Gennaio u.s..

Proposte per il sistema bancario

La crisi economica in atto continua a far sentire i suoi effetti sul tessuto produttivo delle tante piccole imprese che operano nella nostra provincia. In questo contesto gli Istituti di credito faticano a concedere finanziamenti non solo alle aziende in difficoltà, ma anche a quelle sane che purtroppo non godono di un rating sufficiente per essere ammessi a nuove linee di credito. Non di secondaria importanza è il costo che le aziende devono comunque sostenere nel caso in cui le stesse vengano ammesse al credito bancario.

In questo scenario complesso e difficile appare evidente la necessità di operare insieme, attuando iniziative concrete che possano effettivamente migliorare il rapporto non sempre facile tra Banche e PMI, per promuovere e facilitare l'accesso al credito in modo da attenuare la grave carenza di liquidità che a sua volta alimenta una spirale molto pericolosa per la tenuta socio economica della Capitanata.

Particolarmente rilevanti sono gli effetti per il settore edile che, da una parte, deve fare i conti con i tempi sempre più dilatati di riscossione dei crediti in particolare di quelli nei confronti della pubblica Amministrazione e, dall'altra, deve fronteggiare la problematica dell'invenduto del residenziale su cui gravano i mutui a carico delle imprese e l' Imu.

Confindustria è impegnata nel far comprendere sempre più alle aziende associate la necessità di programmare, per tempo, le proprie esigenze finanziarie al fine di ottimizzare la propria gestione e quindi migliorare il proprio rating. Tale azione di formazione e sensibilizzazione, tuttavia, deve essere accompagnata da un impegno del sistema bancario per meglio monitorare gli impegni delle aziende verso gli istituti di credito, al fine di valutare e programmare per tempo interventi che possano prevenire il verificarsi di crisi di liquidità, causa di un peggioramento del rating o addirittura di situazioni di "default".

Ciò anche al fine di evitare situazioni di crisi aziendali che coinvolgerebbero anche le stesse aziende di credito, soggette in caso di default al deterioramento dei loro crediti con ulteriori e costosi vincoli patrimoniali imposti dalle regole di Basilea.


Alla luce di quanto sopra si evidenziano alcune proposte che potrebbero essere affrontate anche a livello locale per allentare la "morsa" del credito:

1.Consolidare l'esposizioni a breve delle imprese, includendo affidamenti, scoperti di conto corrente e fuori fidi, posticipando a 24 mesi il rientro sia della relativa quota di capitale sia degli interessi. In pratica una sorta di moratoria che libererebbe risorse ed energie necessarie alle aziende per innovare ed organizzare la propria struttura aziendale alla luce della crisi in atto.

2.Per quanto concerne l'immobiliare appare necessario sospendere il pagamento delle rate dei mutui per tre anni non solo in riferimento alla sola parte capitale, ma anche a quella inerente gli interessi. Trattandosi di mutui già frazionati per singole unità immobiliari, nell'arco di questo periodo, attraverso la vendita delle stesse, le imprese pian piano potranno rientrare delle rate scadute.

3. Estensione della cosiddetta "moratoria sui mutui" anche a quelle imprese che hanno rate scadute oltre i 90 giorni e semmai sino a 180 (ex past due) individuando nel contempo soluzioni per il rientro di tali insoluti.

4. Maggiore collaborazione da parte degli Istituti bancari nei confronti delle imprese in modo particolare per quanto concerne i tempi di risposta alle varie istanze del sistema produttivo, evitando richieste pleonastiche di ulteriori documentazioni.

5.Adozione e sviluppo di ogni utile iniziativa atta a mitigare le conseguenze della congiuntura economica e per non aggravare la situazione delle aziende che, senza il supporto del credito, potrebbero optare per la chiusura delle proprie attività, con il conseguente licenziamento delle maestranze, esponendole anche a rischi di usura.

Riteniamo che l'adozione tempestiva delle misure fin qui descritte possa servire anche a ricostruire il necessario clima di proficua collaborazione che a lungo ha caratterizzato i rapporti sul territorio tra sistema del credito e mondo produttivo, nella consapevolezza che banche ed imprese sono le due facce di una stessa medaglia, colpite dagli effetti negativi di una crisi che genera anche tensioni e contrapposizioni, da superare nell'interesse comune della ripresa economica e dello sviluppo della nostra provincia.

comunicato stampa