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anpiCOMUNICATO STAMPA
Foggia, 29 aprile 2013
L’ANPI non sa cosa dice: i 5Stelle la invitano alla coerenza.
«Sono gli scioperi che s’intrecciarono con la Resistenza, le manifestazioni che segnarono l’unione di lavoratori, di professionisti, mestieri e idee politiche diverse: comunisti, socialisti, cattolici, liberali e monarchici». Con queste parole Giovanni Novelli, presidente provinciale dell’ANPI –Associazione Nazionale Partigiani- che ha detto innanzi ad una platea e riprese per un articolo pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno sez. Capitanata del 22 aprile 2013, ha ben posto in evidenza l’essenza di chi ha costituito un tempo il sindacato, di chi lo incarnato e spesso pagando prezzi altissimi, anche con la vita. Ma strumentalizzare la ricorrenza del 25 Aprile per propaganda politica contro il MoVimento 5 Stelle per noi Attivisti è di sicuro un’azione che la dice lunga sul vero servizio che un’associazione dovrebbe svolgere apoliticamente. Una caduta di stile di un presidente che anziché combattere le varie incongruenze sociali volute da una politica sorda e cieca, favorisce casacche a lui amiche o compagne per meri fini politici di parte. Soffermarsi su un pensiero del nostro leader politico, più che comico oggi il giullare picconatore di una corte allo sbando, dove parla dell’abolizione dei sindacati affermando che «la triplice sindacale è responsabile esattamente come i partiti della situazione economica attuale. Dirlo fa scandalo? Affermare che i maggiori sindacati sono allineati ai partiti di riferimento è come gridare "il re è nudo". I sindacati minori e la Fiom hanno cercato come hanno potuto, sbertucciati, emarginati dai tavoli di discussione, di rappresentare i diritti dei lavoratori che oggi di diritti non ne hanno più. Sono gli unici che si possono salvare. Oggi rappresenta solo un baraccone, un interlocutore privilegiato dei governi che hanno massacrato la dignità, la sicurezza, i diritti sociali, la salute acquisiti a caro prezzo da lotte che sono durate decenni» è un atto di disinformazione e meschina comunicazione. Ciò alla luce di alcune affermazioni che Giovanni Novelli dovrebbe rivedere quando afferma che bisogna «impedire che il fascismo possa ripresentarsi, anche, eventualmente, nella veste del Movimento 5 Stelle, che, oltre ai partiti, vuole abolire anche i sindacati, come ha fatto il fascismo». Tuttavia la subdola e offensiva affermazione pocanzi detta è l’ennesimo atto di chi con un gruppo, nel caso un’associazione “partigiana”, fa politica, la stessa di una certa casacca che, e ricordiamocelo tutti bene, anche lei sig. Novelli, ha chiesto, meglio dire, ha mendicato un’alleanza parlamentare e che oggi una parte di essa, senza più intenti comuni, vorrebbe stringere patti per un’opposizione più forte. Non accettiamo che un G. Novelli ci definisca “fascisti”: tra noi c’è tanta bella gente che un tempo era, come da lui detto, lavoratori e professionisti di mestieri e idee politiche diverse: comunisti, socialisti, cattolici, liberali probabilmente anche monarchici, stanchi delle solite politiche partitiche in nome di una democrazia dilaniata dall’ad personam piuttosto che per il bene comune. La Resistenza e i diritti dei lavoratori è un patrimonio che noi Attivisti 5 Stelle abbiamo nel cuore e che preserviamo in nome di una libertà conquistata col sangue. I sindacati, quelli confederali e di maggioranza, purtroppo sono mutati nel tempo portando interessi di pochi svilendo la figura del lavoratore e mercificando il suo operato con chi lo assume senza riconoscergli dignità umana. Molte aziende assumono con contratti “in bianco e vincoli sulla maternità” chiedendo senza pudore a una donna se fa uso di anticoncezionali: ciò è molto grave e i sindacati non se ne curano, fanno finta di occuparsene.
Sig. Giovanni Novelli la invitiamo rivedere la sua frase e si confronti con noi dal vivo e non su uno scranno e innanzi a una platea di accondiscendi, forse adepti, per l’occasione.
Gli Attivisti
FOGGIA 5 STELLE (Movimento di Foggia)
www.foggia5stelle.eu