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unifgateneofoggia copyComunicato stampa del 7 novembre 2013

PRIN 2012: risultati molto positivi per l'Ateneo di Foggia.

Nei giorni scorsi il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha pubblicato le graduatorie del bando PRIN 2012, che dispone i finanziamenti per progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale.

L'Università degli Studi di Foggia ha ottenuto un soddisfacente risultato, con l’approvazione di 3 progetti ammessi a finanziamento a valere sul bando PRIN 2012, di cui 1 in qualità di coordinatore nazionale. Si tratta del Progetto presentato dal prof. Vito Sivo, ordinario di Letteratura latina medievale e umanistica presso il Dipartimento di Studi umanistici, dal titolo "Medioevo latino. Bollettino bibliografico della cultura europea da Boezio a Erasmo (secoli VI-XV)". Il progetto, approvato nell'ambito della linea SH - Social Sciences and Humanities - Linea C prevede tre unità di ricerca: oltre all' Università di Foggia figurano, infatti, anche l'Università di Perugia e l'Università del Salento. Con il prof. Sivo lavoreranno alle attività progettuali altri docenti dell'Ateneo foggiano: Giovanni Cipriani, Grazia Maria Masselli, Tiziana Ragno, Antonella Tedeschi e Maria Innocenza Campanale.

Nell'ambito dei Programmi di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) l'Ateneo foggiano vanta altresì due progetti, di cui i proff. Sergio Lorusso, ordinario di diritto processuale penale presso il Dipartimento di giurisprudenza e Francesco Contò, ordinario di Economia ed estimo rurale presso il Dipartimento di Economia, sono responsabili di unità locale di ricerca. Il progetto del prof. Lorusso dal titolo "I danni da attività giudiziaria penale" è stato presentato dall'Università di Roma La Sapienza, mentre quello del prof. Contò, denominato “Long Life, High Sustainability - Shelf Life Extension come indicatore di sostenibilità", è stato presentato dall' Università di Milano.

"Si tratta di un importante risultato per l'Università degli Studi di Foggia che si aggiunge ai recenti successi nell'ambito della VQR confermando ulteriormente l'eccellente qualità della nostra ricerca. - Ha dichiarato Il Magnifico Rettore, prof. Maurizio Ricci - Sono particolarmente lieto che l'Ateneo abbia ottenuto, in un momento particolarmente critico sul piano economico, il finanziamento di progetti di ricerca nell'ambito dei programmi di rilevante interesse nazionale. Il merito di tale risultato va certamente ascritto alla competenza dei nostri ricercatori ma anche al prezioso lavoro di supporto dei collaboratori tecnici e amministrativi".

Schede sintetiche dei  progetti

"Medioevo latino. Bollettino bibliografico della cultura europea da Boezio a Erasmo (secoli VI-XV)".

Il progetto Testo italiano è un repertorio di informazioni su autori, testi, manoscritti medievali e bibliografia, che tiene conto dell'intera produzione mediolatinistica: con periodicità regolare vengono registrati in esso i nuovi apporti di studio che provengono da tutta la comunità scientifica, verificati grazie ad una rete di ricercatori e con l'impiego delle infrastrutture più efficienti attualmente disponibili per gli studi del settore. Il bollettino, che esce con periodicità regolare dal 1980, si distingue dal punto di vista strettamente bibliografico per il fatto di non fornire un semplice elenco di titoli, ma anche una sintesi orientativa dei contributi segnalati, essendo il risultato dello spoglio sistematico, completo e diretto di libri, periodici e bollettini che riguardano la latinità medievale e in genere la cultura e la storia medievale. Il materiale bibliografico spogliato e schedato si è sistematicamente accresciuto nel corso degli anni, sia per il progressivo ampliamento dei limiti cronologici considerati (dai secoli VI-XIII per i primi 12 numeri, ai secoli VI-XIV per il numero 13, e infine ai secoli VI-XV a partire dal numero 14), sia per l'aumento delle riviste prese in considerazione. L'esperienza accumulata negli anni e la migliore conoscenza dei contenuti del materiale schedato hanno imposto l'introduzione di alcune modifiche nella struttura interna del repertorio, intese a fornire una classificazione più pertinente e specialistica, al contempo quanto mai articolata, dei vari contributi. L'organizzazione del materiale, già articolata in maniera più ampia rispetto ai numeri precedenti a partire dal numero 9, è pertanto stata condotta dal numero 23 entro una griglia di riferimento assai più complessa. Nello spirito del costante arricchimento della struttura complessiva del bollettino fino ad oggi perseguito, il progetto prevede, per l'immediato futuro, un allargamento alle competenze che nel campo del «Fortleben» degli autori classici, della storia della lingua latina e della retorica latina possono essere messe a disposizione da studiosi specialisti di filologia classica. Una simile prospettiva di ampliamento dei saperi potrebbe con maggiore plausibilità incentivare e implementare la bibliografia relativa all'indice lessicale già esistente, in vista della realizzazione di un data-base specificamente dedicato al repertorio lessicale.

"I danni da attività giudiziaria penale"

Il progetto prevede il coordinatore scientifico dell' Università di Roma La Sapienza, e la partecipazione in qualità di unità di ricerca: delle Università di Foggia, Palermo, Salerno, Lum Jean Monnet. L’accertamento e la punizione dei reati per ogni Stato ha un costo, un costo molto alto: umano ed economico; per i singoli e per la collettività. Si tratta di un tema controverso, che negli ultimi anni ha sempre di più sconcertato l’osservatore. Il progetto di ricerca vuole analizzare giuridicamente tale fenomeno:scomporlo e poi ricomporlo al fine di creare un “sistema” di responsabilità per i danni prodotti dall’attività giudiziaria nel campo penale, capace di ridurre i costi umani e, soprattutto, economici. Il dubbio che sorge, e da cui prende le mosse la ricerca, è se siano “adeguati” gli strumenti risarcitorio-indennitari previsti dalla legislazione attuale: la responsabilità civile dei magistrati,la riparazione per ingiusta detenzione o per errore giudiziario, la responsabilità amministrativa dei pubblici dipendenti, sono ancora oggi mezzi capaci di ristorare tutti i danni prodotti dalla pendenza di un processo? il quesito non è retorico, ma nasce da una molteplicità di situazioni concrete e di condanne subite dal nostro Paese ad opera della Cedu nonostante l'esistenza dei predetti rimedi e dalla possibilità che l'Italia venga condannata in futuro per non aver codificato un sistema indennitario per i fatti leciti ma dannosi (si pensi alle conseguenze pregiudizievoli prodotte dalle misure cautelari interdittive, dalle cautele reali, o dai sequestri probatori o, comunque, dalla stessa pendenza del processo). La ricerca mira ad un triplice obiettivo: a) rimodulare, alla luce degli obblighi internazionali, le forme di responsabilità già codificate; b) individuare, anche sulla scorta del diritto sovranazionale, nuove fattispecie di responsabilità;c) predisporre mezzi di prevenzione dei singoli fatti lesivi; c) selezionare quali fattispecie di danno possano dar luogo ad un giudizio di rivalsa nei confronti del responsabile. Partendo dalla considerazione che oggi non esiste un “sistema di responsabilità”, ma autonomi sottosistemi, e allo scopo di evitare la costruzione di un sistema risarcitorio-indennitario più confuso dell'attuale, estremamente eterogeneo, la ricerca si propone di raggiungere l'ulteriore risultato di costruire un "testo unico" sulla responsabilità per danni prodotti dal processo penale, che individui i fatti produttivi di danno e le relative responsabilità, i danni risarcibili e indennizzabili e il relativo procedimento.

“Long Life, High Sustainability - Shelf Life Extension come indicatore di sostenibilità"

Il progetto prevede la partecipazione dell’Università di Milano (in qualità di capofila), del nostro Ateneo, dell’Università di Bari “Aldo Moro”, dell’Università di Napoli “Federico II”, dell’Università della Basilicata, dell’Università di Catania, dell’Università di Udine, dell’Università di Sassari e dell’Università di Reggio Calabria.

L'obiettivo fondamentale e generale di questo progetto è quello di individuare e di documentare una corrispondenza tra l'estensione della shelf life conseguente ad un'innovazione di formulazione, processo o imballaggio ed il possibile aumento di sostenibilità globale di prodotti alimentari lungo la supply chain (“from farm to fork”). In pratica, usare la Shelf Life Extension (SLE) quale possibile indicatore di sostenibilità e dimostrare, laddove possibile e fattibile, come una vita commerciale più lunga possa significare anche una maggiore sostenibilità.

I risultati attesi dal progetto "Long Life High Sustainability" sono numerosi e articolati in virtù dell'approccio multidisciplinare all'obiettivo generale del progetto.

Tali risultati avranno una valenza sia materiale che immateriale in quanto faranno riferimento sia a specifici prodotti sia alle abitudini dei consumatori ed alla prassi degli operatori. Deriveranno da approcci diversi e da competenze specialistiche differenziate: tecnologi e microbiologi degli alimenti, agro-ingegneri, economisti e matematici. I risultati attesi saranno relativi ad alimenti diversi e si potranno riferire alla formulazione, al processo e al packaging. Saranno rivolti non solo ai prodotti della ricerca nel settore dell'economia e delle tecnologie alimentari ma anche alla formazione, in quanto l'approfondimento degli argomenti affrontati darà l'opportunità di formare giovani ricercatori in un settore nel quale le conoscenze avanzate non sono per nulla consolidate. L'attività di ricerca permetterà, inoltre, di sviluppare e organizzare procedure e strumenti necessari per comprendere il comportamento dei consumatori e della distribuzione relativamente alle perdite alimentari e per capire come contenerle e contrastarle. Questa parte del progetto, si occuperà anche della creazione di un inventario relativo ai carichi di energia e materia relativi ad ogni innovazione tecnologica e ad ogni alimento considerato, anche tenendo conto delle diverse logiche distributive.

Le informazioni ed i dati così raccolti costituiranno il data base di riferimento per l'obiettivo finale, ossia l'implementazione di ogni informazione nei nuovi modelli (o l'aggiornamento di software esistenti) utili sia per la valutazione della sostenibilità dei prodotti innovativi che per la progettazione di nuovi prodotti, nuove tecnologie e nuovi imballaggi.

Per maggiori informazioni:

www.unifg.it