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GINOLISAGino Lisa, ok! Ma guardiamo oltre


Foggia, venerdì 15 novembre 2013


Aeroporto Gino Lisa e Zona Ind.le ASI, due asset della Capitanata molto importanti per lo sviluppo dell’economia locale e naturalmente del lavoro. Nulla contro il Gino Lisa ma credo che il vero business si dovrebbe fare con l’incentivazione della zona ASI contestualmente alle infrastrutture presenti e che si faranno nella zona industriale di Foggia. Ecco perché sono del parere che l’aeroporto dovrebbe essere “pensato” e poi realizzato in quell’area, semmai riprendendo aree già provviste delle minime infrastrutture presenti lasciate nel dopo guerra. La pista di B.go Mezzanone è una di quelle.
Naturalmente li è attivo un campo d’accoglienza, il più grande d’Europa e dove l’UE foraggia con soldini spesso “distrattamente” persi nei rivoli della politica e della burocrazia. In quell’area tra non molto saranno attive infrastrutture importanti, il secondo casello autostradale, un mega centro commerciale, il polo intermodale ferroviario.
Come pure, e non dimentichiamolo nella zona ASi vi sono industrie importanti come l’Alenia, la Fiat-Iveco della Fiat, la Barilla, il pomodorificio, tutte industrie che potrebbero utilizzare un aeroporto con scalo commerciale e che solo li, a B.go Mezzanone, potrebbe sorgere. Un aeroporto che farebbe gola anche a poli industriali vicini come l’Area Ind.le di San Nicola di Melfi -che non è solo Fiat-Sata- e Barilla. Con quel aeroporto si potrebbe incentivare l’export della nostra risorsa maggiore quella ortofrutticola e cerealicola, senza tralasciare il turismo estivo e principalmente quello religioso, semmai con scali internazionali e non nazionali settoriali che offrirebbe il Gino Lisa. Pensiamoci bene poiché gli investors prima di mettere i loro soldi a disposizione del territorio ci pensano bene a queste cose, differenze di far impresa spesso scevre da lobby politiche locali. Resta inteso che il Gino Lisa è un bene per la città ma rimarrà, se si realizzerà, un polo regionale. E questo lo fa intendere tutta questa lentezza nella burocrazia messa in atto dalle politiche di Via Capruzzi che prediligono altre province più competitive poiché sono più competitivi i loro esponenti politici. Figuratevi se non mi piacerebbe riavere il Gino Lisa, altroché; ma dobbiamo aprire gli occhi su future prospettive che dobbiamo crearci da soli, con le nostre infrastrutture, le nostre capacità di fare impresa e lavoro, con i nostri esponenti politici che spero cambino modus operandi verso la Regione Puglia (o Aeroporti di Puglia che sono la stessa cosa…).


Nico Baratta