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Foggia, OO.RR. «Noi mamme dalle ausiliarie vogliamo più sicurezza igienica e sanitaria»
Foggia, domenica 01 dicembre2013
A Foggia son settimane, anche mesi, che alcune realtà lavorative operanti nel settore della sanità pubblica sono in fermento per nuove, forse risolutive, decisioni da parte di chi fornisce loro lavoro. Sappiamo bene che il periodo non è dei migliori e che la spending rewiew costringe enti e aziende a tagliare commesse e contratti. Durante il mese di settembre davanti gli OO.RR. di Foggia si sono succedute alcune manifestazioni di cooperative e personale interno del plesso ospedaliero-universitario di Viale Pinto. Difatti molte ausiliarie –personale specializzato addetto ai servizi socio-sanitari-, con contratto presso gli OO.RR. di Foggia, hanno manifestato per rivendicare una rivisitazione migliorativa e duratura del contratto di lavoro. Insomma, i soliti, e giusti per chi li rivendica, problemi che fanno scendere in piazza i lavoratori. Ma il problema che si vuol sottoporre all’attenzione di tutti voi è di natura diversa. Difatti molti pazienti lamentano il modo di operare che questi ausiliari/e mettono in pratica con i mezzi e tempi a disposizione, spesso -come detto dai pazienti- controproducenti per la salute e al limite della sicurezza altrui.
A tal proposito è giusto che fornisca un’informativa su questa figura. Istituita con il D.PR. 384/1990, la figura dell’ausiliario/a ha sostituito e assorbito le precedenti figure di ausiliario socio-sanitario a ausiliario socio-sanitario specializzato. Nell'ambito delle norme generali e dei regolamenti che definiscono l'organizzazione del lavoro del settore, laboratorio, centro, unità terapeutica a ambulatoriale di appartenenza, l'ausiliario addetto ai servizi socio sanitari opera sotto la diretta responsabilità dell'operatore professionale di prima categoria coordinatore (Capo Sala) o, in assenza di quest'ultimo, dell'infermiere responsabile del turno di lavoro espletando i compiti previsti e sottoscritti dal D.PR. 384/1990. A tal riguardo, in sintesi, l’ausiliario/a svolge tutte le operazioni inerenti la pulizia degli ambienti, compresi i sanitari, le operazioni elementari e di supporto necessarie al funzionamento del reparto quali lo spostamento dei ricoverati con i mezzi appropriati, il trasporto di medicine, referti, materiali, vitto, attrezzature, vestiario e biancheria, provvede alla raccolta, allontanamento e smaltimento del materiale sporco e dei rifiuti solidi e liquidi compresi quelli speciali, esegue ogni altro compito richiesto dalle professionalità superiori che rientri nella sua competenza. Comunque, per maggiori dettagli sulle particolarità delle attività dell’ausiliario/a è consigliabile consultare il D.PR. 384/1990.
Confutato ogni sospetto e per un’informazione corretta e genuina su come e cosa deve fare un ausiliario/a e dopo aver ascoltato alcuni di loro, che rimandano al mittente ogni forma di lamentela, ho incontrato il Responsabile degli OO.RR., un dirigente medico, che gestisce e amministra il servizio degli ausiliari/e, il quale mi ha fornito la sua versione sulla vicenda. Ecco perché ho atteso per la pubblicazione di questo articolo. Dopo avermi fatto leggere la lettera che alcune mamme hanno fatto pervenire al Direttore Generale degli OO.RR, riscontrando particolari che solo gli addetti ai lavori conoscevano, gli ausiliari/e per l’appunto, il Responsabile ha dichiarato che è in corso un’indagine interna per stabilire i fatti ed eventuali responsabilità su ciò che le mamme hanno denunciato. «Bastava evidenziare il problema alla Caposala e non sollevare un polverone. - ha tuonato il Responsabile che gestisce e amministra il servizio degli ausiliari/e- Evidentemente tra gli ausiliari c’è qualcuno/a che con la scusa delle mamme insoddisfatte vorrebbe ottenere altro sul piano organizzativo e funzionale». Su quest’ultima affermazione del Responsabile è lecito chiedersi se i sindacati di settore son stati informati sull’accaduto e cosa eventualmente avrebbero fatto per tutelare i loro iscritti. Ma c’è altro che non va sottovalutato. Durante la chiacchierata con il Responsabile è emerso che il problema è di natura organizzativa dell’addetto/a poiché i mezzi a sua disposizione, come il vestiario per specifiche attività come la pulizia e l’accompagnamento, sono utilizzabili in qualsiasi momento. Al massimo il problema, a voce del Responsabile, potrebbe risiedere nell’organizzazione di reparto dove la Caposala è la diretta responsabile dell’ausiliario/a. Ecco perché, e come detto, è in corso un’indagine interna. Gli ausiliari/e, a quanto pare e dalle carte che ho potuto leggere, documenti messi a disposizione dal Responsabile, dispongono di un’organizzazione funzionale; il problema, sempre a voce del Responsabile, potrebbe risiedere nell’assenteismo. Difatti, ed è cosa nota, nei mesi trascorsi i giorni di assenza per malattia degli ausiliari/e sono aumentati, compromettendo il servizio e impegnando il personale presente a turni più stancanti sul piano lavorativo. Ciò, come detto dal Responsabile, è un problema poiché «L’assenteismo per malattia è una difficoltà che riguarda tutti. Va affrontato sinergicamente con i sindacati i quali s’invitano a essere più partecipativi e formulare nuove organizzazioni per gli ausiliari/e».
Tuttavia, e desta preoccupazione ribadirlo giacché i problemi son seri, la sicurezza igienica e sanitaria messa in pratica dagli ausiliari/e pare essere non del tutto sicura. Ciò nonostante dobbiamo registrare, ancora una volta, che interpellando tre soggetti diversi, ognuno protagonista nel suo compito, ha fornito tre diverse versioni con altrettante problematiche. Il tutto, e sempre, a discapito del servizio. A riguardo riporto una lettera di una mamma che nel periodo interessato dalle lamentele accudiva la propria figlia (minorenne) ricoverata presso il reparto di neuropsichiatria infantile. La sua segnalazione pubblica è il “modus operandi” delle ausiliarie. La lettera è pubblicata in forma anonima -come richiesta dalla mittente rispettando la legge sulla privacy- e testualmente senza alterarne i contenuti, ragion per cui la redazione declina ogni responsabilità sui fatti riportati.


«Spett.le Redazione, non so proprio con chi poter parlare per sollevare un problema secondo me grave che ho constatato di persona. A tal riguardo ho pensato di informarvi.
Allora, partiamo dall'inizio. Mia figlia piccola (di 9 anni) ha dalla nascita un problema di salute che mi impone di fare periodicamente ricoveri programmati (circa ogni 6-8 mesi) in neuropsichiatria infantile (4 piano del plesso ospedaliero della maternità di Foggia). Durante il ricovero, come prassi, vengono richiesti esami specifici del caso, come ecodoppler trans-cranico, consulenza cardiologica, elettroencefalogramma ecc..., che per essere svolti bisogna recarsi in altri reparti. Io e mia figlia siamo state ricoverate due settimane fa e dimesse la scorsa. Fin qui tutto nella norma, come sempre da qualche anno. Il problema che ho riscontrato, e che ha destato attenzione anche da parte di altri genitori, riguarda i servizi di pulizia e chi li espleta. Con nostro stupore invece di trovare in servizio le addette della cooperativa Tre Fiammelle di Foggia, abbiamo trovato le ausiliare (che non sono infermiere). Pare che queste ausiliarie proprio giorni fa abbiano scioperato con cortei sindacali lamentando il loro punto di vista, ovvero: competenze aumentate e salario uguale, mancanza di ricambio vestiario adeguato quando svolgono le pulizie nelle stanze e nei bagni.
Il mio lamento, invece, il punto di vista di NOI mamme ricoverate coi nostri figli (tutti con handicap seri inclusa l’epilessia, autismo, ecc), è il modo di come operano queste ausiliarie, e vi spiego il perché. E’ successo a me a tante altre mamme che mentre un'ausiliaria stava pulendo il mio bagno (proprio il water) sono stata chiamata per fare l'ecografia all'addome e l'elettroencefalo a mia figlia; l'ausiliaria, poverina, ha dovuto interrompere le pulizie e accompagnarmi in reparto al padiglione di fronte alla maternità, come stabilito dalle regole interne all’ospedale. Il problema sta proprio nel fatto che io personalmente non trovo per nulla igienico che l’ausiliaria si sia tolta solo i guanti in lattice e con la stessa divisa dov'era chinata vicino al water mi abbia poi accompagnato (sudata e piena di germi) in cardiologia o elettroencefalo. Questo a mio parere sia perché la squadra delle Tre Fiammelle è stata licenziata per problemi di soldi ed esubero del personale, sia perché manca un’appropriata gestione del vestiario in casi di cambio funzione in corso d’opera: insomma, per i water ci vorrebbe una divisa o una tuta specifica, per accompagnare i pazienti nei reparti degli esami un camice sterile al posto degli indumenti contaminati. Lamentando il mio problema con altre mamme e con la caposala, pare che TUTTE siano d'accordo a dare supporto alle ausiliarie soprattutto perché, e lo ripeto, in qualunque momento e qualunque cosa stiano facendo devono accompagnare bambini con handicap GRAVI (che hanno bisogno di igiene e ambiente sano) nei vari reparti, senza pensare poi che sempre le ausiliarie sono coloro che ritirano le provette del sangue e portano i prelievi nei laboratori. A me sembra assurda tutta questa leggerezza nel non preservare la sicurezza da contaminazione di germi; di questo passo credo che i nostri figli prima o poi li dovremmo ricoverare oltre che per i controlli di routine, anche per aver contratto malattie infettive. Ma ritorniamo al giorno delle dimissioni. Dopo aver vissuto un’esperienza che reputo assurda ho contattato la caposala del reparto dov’era ricoverata mia figlia consigliandomi di compilare dei fogli di reclamo presso l’URP (Ufficio Reclami Pubblici) e informare i superiori dell’accaduto. Eravamo in tante noi mamme a reclamare ma le sorprese non sono terminate giacché l'ufficio reclami era chiuso, e a dire di tante persone che lavorano all’ospedale, quell’ufficio è costantemente. Così sono tornata su in reparto e ho detto alle altre mamme che l’ufficio reclami era chiuso e l’unico modo di dar voce alla nostra rimostranza è quella di avvisare la stampa.
Ma le sorprese non sono terminate poiché, e qui la dice lunga su scelte e ripartizioni dei compiti secondo adeguati criteri di sicurezza igienica e sanitaria, quando ero in cardiologia il caso ha voluto che incontrassi un’addetta della Coop. Tre Fiammelle che stava pulendo. Curiosa, ma anche molto contrariata, ho chiesto all’addetta come mai qui lavoravano e nel reparto PEDIATRICO, che è ad alto rischio infezioni, il loro lavoro lo facevano le ausiliare. La risposta è stata la solita, prevedibile e credo anche auto difensiva (per il suo posto di lavoro), ovvero che non era lei che decideva gli ordini. Io, come del resto chi ha vissuto questa brutta esperienza, spero che quanto meno si possa risolvere il problema sanitario riguardanti il cambio degli indumenti e soprattutto della ripartizione equa dei compiti tra ausiliarie dell’ospedale e addette della cooperativa. Un suggerimento vorrei dare ai dirigenti dell’ospedale: chi fa pulizie faccia solo pulizie, chi si occupa di boccette di sangue o accompagnamento dei piccini in altri reparti faccia solo quello, altrimenti e per come è gestito il servizio, un giorno si potrebbero mescolare le cose e li Dio ce ne scampi. Spero di essere stata chiara e di non aver offeso chi ha voce in capitolo. Il mio è solo un reclamo reso pubblico e che al pubblico deve arrivare per salvaguardare la salute sua e degli altri».

Un mamma preoccupata


NICO BARATTA