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l'Università ricorda l'insegnante ebrea Maddalena Pacifico
allontanata dal Regio Istituto Magistrale Poerio di Foggia
L'Università degli studi di Foggia, nella Giornata mondiale della memoria, ricorda le migliaia di artisti, intellettuali, insegnanti di ogni ordine a grado che – proprio perché principali artefici della libera espressione del pensiero – per primi divennero vittime della persecuzione razziale: la pagina più deplorevole della storia d'Italia. Una pagina nera che, naturalmente, non risparmiò nemmeno la Capitanata, che alla fine del conflitto pagò un contributo altissimo al perverso disegno antisemita della dittatura nazi-fascista.
Il 5 settembre 1938, in seguito all'entrata in vigore del “Regio Decreto per la difesa della razza nella scuola fascista”, in tutte le scuole italiane – per cui anche in quelle della provincia di Foggia – agli studenti di razza ebraica fu impedita l'iscrizione a qualsiasi scuola statale, parastatale o legalmente riconosciuta di qualsiasi ordine e grado. Il provvedimento fu esteso anche a tutti gli insegnanti di razza ebraica, proclamandone l'immediata decadenza dal servizio, compresi presidi, direttori didattici, personale di vigilanza. Gli stessi provvedimenti, inoltre, furono adottati per il personale docente nelle Università e per quello in servizio nelle Accademie, negli Istituti e nelle Associazioni di scienze, lettere e arti. Fu così che, nell'elenco dei circa 200 insegnanti ebrei colpiti da quella vergognosa inibizione, il 15 ottobre 1938 finì anche il nome di una professoressa che insegnava all'allora Regio Istituto Magistrale Poerio di Foggia. Si chiamava Maddalena Pacifico: dopo l'espulsione dalla scuola foggiana e l'inibizione perpetua dall'insegnamento perché ebrea, di lei non si seppe più nulla. Nessun cenno al suo destino nemmeno nella relazione di fine anno scolastico che l'allora preside Flaviano Pilla del Poerio dovette inviare al Ministero, facendo così cadere nell'oblio la più grande umiliazione mai subita da un'insegnante foggiana.
“Ricordando la professoressa Maddalena Pacifico – commenta il prof. Maurizio Ricci, Rettore dell'Università di Foggia – questo Ateneo intende simbolicamente ricordare tutti quei foggiani costretti a cambiare la propria vita, a rinnegare la loro stessa esistenza, pur di sopravvivere. Il contributo pagato dalla Capitanata, segnatamente dalla città di Foggia, in termini di vite umane, sia durante la persecuzione razziale sia durante la resistenza, è stato senza dubbio tra i contributi più pesanti, ma al tempo stesso più nobili, di tutto il Paese. L'Università di Foggia invita tutti a riflettere, proprio in una giornata come quella di oggi, sull'eroico ruolo di quegli insegnanti e di quei docenti che durante la persecuzione razziale, nel più assoluto anonimato, contribuirono alla formazione delle coscienze del nuovo popolo italiano. Oggi si può dire che gli insegnanti che non si piegarono al pensiero dominante della dittatura, contribuirono al processo di sedimentazione della nascente Repubblica Italiana. Il nostro ricordo va quindi alla professoressa Pacifico, della quale purtroppo si sa poco, ma anche a tutti quei Foggiani perseguitati perché amanti delle arti piuttosto che della letteratura, intellettuali piuttosto che artisti, ritenuti scomodi solo perché depositari di un pensiero veramente libero”.
Con una serie di iniziative, organizzate sia direttamente che indirettamente, l'Università degli studi di Foggia renderà onore alla Giornata mondiale della memoria portando ovunque il proprio messaggio di pace, benessere e prosperità nel necessario rispetto delle diversità, affinché le atrocità di un passato – mai troppo distante – insegnino veramente qualcosa alle generazioni future. Tra le iniziative sul tema, si segnala – per domani 28 gennaio alle 9,30 presso l'aula magna Valeria Spada del Dipartimento di economia in via R. Caggese 1 a Foggia – il primo appuntamento della rassegna cinematografica Così vicini…così lontani, con la proiezione della pellicola Monsieur Batignole (lungometraggio di Gerard Jugnot, ambientato nella Parigi del 1942 occupata dai nazisti) e la successiva visione del documentario Un ponte da Ascoli Piceno a Foggia (cortometraggio dedicato ai fratelli foggiani Luigi e Vincenzo Biondi, caduti il 3 ottobre 1943 sul Colle San Marco di Ascoli Piceno mentre partecipavano volontariamente a una rivolta della popolazione locale contro i tedeschi). I due film saranno introdotti dal saluto di Giovanni Cipriani delegato del Rettore alle Politiche culturali dell'Università di Foggia, mentre al termine della proiezione seguiranno gli interventi di Saverio Russo direttore del Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Foggia e presidente della Fondazione Banca del Monte di Foggia, Filippo Santigliano vice capo redattore del quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno e vice presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Banca del Monte di Foggia, Domenico La Marca del Centro culturale Baobab, Raffaele De Seneen e Romeo Brescia dell’Auser Foggia nonché loro stessi autori del cortometraggio che verrà proiettato.

Comunicato stampa