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L'Unità di Epatologia del nostro Istituto ha reclutato 24 pazienti coordinando i centri italiani coinvolti nella sperimentazione


Sono stati presentati oggi a Londra i risultati di ION-1, un importante studio clinico di fase 3 per valutare l'efficacia della terapia orale contro il virus dell'epatite C da genotipo 1 utilizzando una combinazione a base di due farmaci antivirali diretti, il Sofosbuvir e il Ledipasvir, con o senza Ribavirina.

Lo studio è stato presentato da Alessandra Mangia, medico responsabile dell'Unità di Epatologia dell'IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, durante il Congresso Internazionale sul Fegato del 2014 organizzato dall’European Association for Liver Study. Lo studio ha arruolato ben 865 pazienti con genotipo 1 inclusi 139 cirrotici. 24 pazienti sono stati reclutati direttamente dallo staff della dottoressa Mangia che ha coordinato anche il reclutamento di tutti i centri italiani coinvolti nella sperimentazione.

Dopo sole 12 settimane di terapia, la percentuale di risposta è stata impressionante: l’eradicazione dal virus C è stata dimostrata nel 98% dei pazienti di genotipo 1. Questo equivale a dire che questi pazienti sono curabili con una terapia orale senza Interferone e senza Ribavirina. Nei pazienti che non hanno risposto, il mancato successo è da attribuirsi in 2 casi ad una ricaduta alla sospensione del farmaco, ed in un altro caso alla mancata aderenza del paziente al consiglio di assumere giornalmente la compressa. Solo 13 pazienti hanno deciso di abbandonare lo studio, non per effetti collaterali ma per motivi personali.

L’altro aspetto molto importante di questi risultati è l’assoluta sicurezza di questa terapia. Gli effetti collaterali osservati nel corso della terapia sono stati sia poco numerosi che lievi. In molti casi si è trattato di sintomi aspecifici come stanchezza e cefalea. Il genotipo 1 è il genotipo più comune in Italia, interessa il 65-70% dei soggetti infettati dal virus dell’epatite C ed è la prima causa di cirrosi epatica e di cancro del fegato in Italia.

Un grazie sincero va anche a tutti pazienti e alle loro famiglie che hanno partecipato alla sperimentazione.

COMUNICATO STAMPA