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ovilenazionaleAppello dell'Università di Foggia:
«Non perdiamo anche questo patrimonio di conoscenze».
In ragione del riordino previsto dal Ministero delle Politiche Agricole,
l'istituto CRA – ZOE dovrebbe essere definitivamente trasferito a Bella (in Basilicata).
Il tentativo del Rettore prof. Maurizio Ricci: «Scriverò una lettera
al Ministero, con le dovute argomentazioni speriamo cambino idea».
Recependo le direttive impartite dal Ministero delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali, lo scorso 11 giugno il CRA (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura) ha deliberato la chiusura, l'accorpamento e il trasferimento di una serie di istituti dislocati in tutta Italia. Il provvedimento coinvolge complessivamente 31 istituti, prevedendone la chiusura di 3 (sedi ex Inca Parma, Fisciano e Rende), la soppressione di altri 10 (Rieti, Velletri, San Pietro Avellana, Lecce, Metaponto, Rende, Sanluri, Bagheria, Metaponto e Udine), la soppressione mediante trasferimento ad altra sede di altri 10 (Cremona, Roma, Spoleto, Barletta, Rovigo, Reggio Calabria, Padova, Gorizia, Torino e Foggia), quindi il consolidamento in strutture di proprietà dell'ente per altri 7 (Milano, Vercelli, Osteria Nuova, Verona, Scafati e due a Roma).
Anche il CRA – ZOE di Segezia, borgata a pochi chilometri da Foggia, dovrebbe dunque essere definitivamente accorpato ad altra struttura già esistente, ovvero al CRA di Bella in provincia di Potenza. Una perdita consistente, poiché rischia di cancellare un patrimonio di conoscenze, di storie e di esperienze che ha già ospitato, in passato, l'ovile nazionale: struttura al centro di una serie di ricerche e sperimentazioni commissionate proprio dal Ministero per le Politiche Agricole. Da qui l'appello dell'Università di Foggia, che attraverso il direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie, dell'Ambiente e degli Alimenti prof. Agostino Sevi fa sentire la propria voce invocando un rapido ripensamento: «Si tratta di una struttura che conserva anche un considerevole tratto antropologico del nostro passato, oltre ad essere stato un posto in cui sono state e sono tutt'ora effettuate importanti ricerche disposte proprio dagli organi ministeriali deputati al funzionamento di queste strutture – dichiara il prof. Agostino Sevi –. L'Università di Foggia si schiera al fianco di tutti quegli organismi, associazioni di categoria e operatori del settore, che in queste ore auspicano un rapido ripensamento da parte del Ministero e del CRA, un ripensamento che consenta al CRA – ZOE di Segezia di continuare a dare il suo contributo al progresso tecnico e scientifico dell'ovinicoltura pugliese e meridionale». L'ex ovile nazionale CRA – ZOE di Segezia è attivo dal 1921, collabora con diverse Università ed Enti di ricerca, si estende per oltre 390 ettari e, in più di una occasione, come alternativa proprio al sesto piano di Palazzo Ateneo dell'Università di Foggia, è stato indicato come possibile sede dell’Authority Nazionale per la Sicurezza Alimentare.
Il Rettore dell'Università di Foggia, prof. Maurizio Ricci, nella seduta di ieri 16 luglio 2014 ha informato il Senato Accademico dell'intenzione di scrivere una lettera al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali on. Maurizio Martina, nel tentativo di ottenere perlomeno un rinvio rispetto alla decisione di chiudere l'ex ovile nazionale di Segezia per trasferirne l'attività in Basilicata. «Più che un tentativo mi pare un obbligo istituzionale – ha aggiunto il Rettore – visto il ruolo che rappresento e visto il peso che ha sempre avuto il settore ovinicolo nella vita e nel destino della Capitanata. Con le dovute argomentazioni, e soprattutto in ragione della storica presenza delle pecore nel nostro territorio, la speranza è quella che cambino rapidamente idea. Questa città rappresenta la Regia Dogana della Mena delle pecore dal 1447, salvo poi la soppressione durante l'occupazione Francese nei primi anni dell'Ottocento. E' pieno di tracce che lo testimoniano, pieno di storie che lo raccontano. Da questo punto di vista, forse l'ex ovile nazionale incarna l'ultimo baluardo di quella lunghissima parentesi socio-economica cominciata proprio con la Dogana. Non possiamo permetterci anche di perdere questo patrimonio di conoscenze, che è tutt'altro che un patrimonio solamente nostalgico visto che, ancora oggi, produce ricerche e risultati concretamente utili al settore». Sempre durante il Senato Accademico di ieri, è stato approvato all'unanimità un ordine del giorno in cui l'Università di Foggia si è impegnata a produrre un documento, destinato evidentemente al Ministero delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali, che rappresenta un ulteriore monito contro il provvedimento di chiusura dell'ex ovile nazionale CRA – ZOE di Segezia.