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bimbiinacquaDi quello che doveva essere il più grande Parco Acquatico del Sud, probabilmente non se ne farà più nulla. L'enorme lavoro compiuto da parte del presidente della Filo D’Acqua, potrebbe essere vano, per via della grossa mole burocratica italiana che, anzichè agevolare imprenditori li ostacola. Si potrebbero buttare a mare un progetto da 10 milioni di euro e non solo con parchi divertimento ma, anche un teatro di 3mila posti ed una SPA di circa 1500 metri quadrati.Tutto questo per colpa dell'ente ASI, che non fornisce risposte e per lo meno se le da, le fornisce in notevole rtardo. L’ASI aveva dato via libera al progetto del Parco acquatico chiedendo però 150mila euro, la Filo d’Acqua con una raccomandata PEC, chiedeva la rateizzazione. Richiesta, che sarebbe dovuta esser approvata dal Consiglio d’Amministrazione. Una volta accettata la dilazione di pagamento, i legali della Filo d’Acqua chiedevano in più occasione le copia delle convenzioni ed i documenti che attestavano tale accettazione. Alcuni mesi più tardi l’ASI spediva l’accettazione della dilazione del pagamento, ma non invia alla Filo d'Acqua la copia della bozza di convenzione. Inevitabilmente si chiederanno i danni di un risarcimento per le 300 persone in attesa d'iniziare a lavorare. Se non avremo risposte tra lunedì e martedì porteremo tutte le carte in Procura.