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Antropologiareperti 1Le Torelle, accordo tra l'UniFg e il Comune di San Potito Sannitico

Passerà in rassegna 2400 teschi e molti resti umani che verranno accuratamente esaminati attraverso uno studio epidemiologico e statistico per stabilirne sesso e patologie.
Firmata convenzione di 2 anni, fondamentale l'apporto del Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell'Università di Foggia. Il direttore: «Auspichiamo che almeno 30 studenti provenienti da tutta Italia possano concorrere a un'esperienza senza precedenti dal punto di vista della ricerca scientifica».
A partire dalla prossima primavera gli studenti interessati – evidentemente e prioritariamente quelli impegnati nelle cosiddette discipline biologiche – potranno chiedere di prendere parte agli studi, agli approfondimenti antropologici e alle ricerche scientifiche che saranno condotte sui reperti rinvenuti presso il cimitero “Le Torelle” in località San Potito Sannitico (provincia di Caserta). Una sorta di campus di alto profilo, una formazione scientifica in presa diretta a cui potranno prendere parte 30 / 35 studenti provenienti da tutta Italia per misurarsi con la mission alla base dell'accordo sottoscritto e presentato – nei giorni scorsi – tra il Comune di San Potito Sannitico e il Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell'Università di Foggia.
Alla base dell'accordo – della durata di 24 mesi, eventualmente rinnovabile – una convenzione che prevede tra le altre cose l'allestimento di un vero e proprio percorso di formazione nelle Scienze forensi antropologiche, una esperienza formativa “dal vivo” da compiere appunto sui resti ritrovati nel comprensorio cimiteriale delle località “Le Torelle” nel 2008. Nei giorni scorsi, a San Potito Sannitico, la visita del direttore del Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell'Università di Foggia, prof. Lorenzo Lo Muzio, ai laboratori in cui questi studi e queste ricerche saranno condotti: «Abbiamo stipulato questa interessante convenzione scientifica con il Comune di San Potito Sannitico – ha dichiarato il prof. Lorenzo Lo Muzio – per offrire il nostro know how e la nostra esperienza al servizio della comunità foggiana e casertana, ma anche di chi intende arricchire la propria formazione attraverso una esperienza molto articolata e con pochi precedenti. La durata è di due anni, ma il lavoro che si prospetta è davvero molto lungo: auspichiamo di utilizzare la struttura come laboratorio di ricerca in Antropologia e odontologia forense e quindi come sito presso cui organizzare dei campus estivi pre-Laurea dato l'interesse espresso dai nostri interlocutori, che intendono utilizzare questi reperti come una sorta di training pratico. In questo modo il sito acquisterebbe un ulteriore prestigio visto che un 30/35 studenti, dei 900 di tutta Italia, avrebbero la possibilità di intraprendere un percorso formativo prestigioso».
Un percorso che sarà coordinato dal dott. Antonio Della Valle, direttore delle Sale anatomiche e responsabile della classificazione dei reperti scheletrici e della loro collocazione paleo-patologica. Più di 2400 teschi e rispettivi resti umani saranno accuratamente esaminati attraverso uno studio epidemiologico e statistico che punta al recupero e all'archiviazione dei medesimi, quindi alla successiva valutazione diagnostica sotto il profilo della razza, del sesso e dell'età nonché sotto il profilo delle eventuali patologie sistemiche e loco-distrettuali: il tutto presso quello che viene annunciato come il primo laboratorio al Sud di Antropologia e odontologia forense che potrà inoltre contare su una serie di tavoli anatomici al passo con le più aggiornate metodologie.

Davide Grittani