Condividi con

FacebookMySpaceTwitterGoogle BookmarksLinkedinPinterest

Traduzione

Chi c'è online

Abbiamo 161 visitatori e nessun utente online

uniStudenti e archeologi Unifg impegnati nella campagna scavo di Orvieto.Nel 2018, i risultati dello scavo saranno in mostra nella sede dell'Unione Europea 

Anche quest’anno l’Università di Foggia è presente a Campo della Fiera di Orvieto (Umbria) per condurre scavi archeologici di interesse nazionale e internazionale.

La campagna del 2015 si è inaugurata il 6 luglio (proseguirà per tutto il mese di agosto) e vede il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Ateneo foggiano, con la guida del prof. Danilo Leone, docente di Metodologie e tecniche della ricerca archeologica, affiancare l’Università di Perugia, che sotto la direzione della prof.ssa Simonetta Stopponi conduce da anni, su concessione ministeriale, lo scavo nel sito.

Il sito, indagato dal 2000 in un’area che supera i tre ettari di superficie, ha restituito ad oggi straordinarie evidenze archeologiche che avvalorano con sempre maggior sicurezza l’identificazione di questo luogo con il Fanum Voltumnae, il celebre santuario federale degli Etruschi. Qui i rappresentanti delle dodici principali città d’Etruria svolgevano le riunioni e le cerimonie religiose della lega come indicano numerosi documenti di carattere epigrafico e letterario.

I risultati finora ottenuti sono del massimo interesse e documentano l’importanza storica di un luogo che dal sesto secolo a.C. fu dapprima sede del santuario federale etrusco, venne poi ristrutturato in epoca romana e continuò a vivere in epoca cristiana e medievale. La funzione di luogo sacro perdurò per circa 2000 anni. I lavori hanno consentito di mettere in luce edifici sacri etruschi, depositi votivi con frammenti di statue, ceramiche greche offerte al santuario, mosaici romani e tombe cristiane. Alcuni dei materiali sono già esposti presso il Museo Archeologico Nazionale di Orvieto: fra questi una base di statua con iscrizione rivelante il nome con cui gli Etruschi chiamavano il sito, “luogo celeste”.

“Grazie alla disponibilità di Simonetta Stopponi, la collaborazione tra le Università di Perugia e Foggia - ha dichiarato il prof. Leone - si è consolidata negli ultimi anni; questo ha consentito di acquisire risultati straordinari dal punto di vista scientifico e di garantire una maggiore presenza degli studenti dei corsi di laurea in Lettere e Beni Culturali e in Archeologia di Foggia, presenti in venti unità. Nel corso delle indagini di questi anni abbiamo riportato alla luce i resti della chiesa di San Pietro in vetere, l’unica chiesa che sorgeva nei pressi del Ponte del Sole ove avvenne l’incontro tra Papa Urbano IV e il Corporale insanguinato portato da Bolsena, e individuato un edificio dalle dimensioni imponenti posto nei pressi della chiesa, con ogni probabilità relativi al Convento e al suo chiostro. Siamo quasi certi che possa trattarsi del monastero ricordato dalle fonti medievali di XIII secolo, abitato da una delle prime comunità di francescani che partirono da Assisi qualche anno dopo la morte di Francesco.”

Alla campagna partecipano studenti universitari italiani e stranieri. Un cospicuo gruppo dell’Università di Foggia si dedica a proseguire lo scavo della chiesa e del convento di San Pietro in vetere. I giovani si misurano con l’esperienza dello scavo, apprendendo tecniche di indagine archeologica, rilievo grafico e fotografico, classificazione dei materiali, informatizzazione dei dati.

“A nome di tutti gli studenti dell’Università di Foggia vorrei innanzitutto ringraziare l’Università degli studi di Perugia per la preziosa opportunità concessa agli studenti dell’Ateneo foggiano. - Ha dichiarato Michele Mantuano, rappresentante degli studenti dell’Associazione studentesca Area Nuova - In questi giorni di scavo a Orvieto abbiamo la preziosa possibilità di condividere con colleghi di altri Atenei italiani e stranieri la passione per la ricerca archeologica. L’esperienza di queste settimane ci convince ancora di più sulla ricchezza del nostro percorso formativo e sulla necessità di salvaguardare il patrimonio didattico che in questi anni il Dipartimento di Studi Umanistici è riuscito a costruire”.

Nel corso di questa campagna saranno, in particolare, approfondite le indagini nel grande tempio etrusco ubicato alla quota più alta dell’area, nel secondo complesso termale di epoca romana, nella grande residenza aristocratica di età romana ubicata al di sotto del refettorio medievale.

I lavori sono possibili grazie al sostegno finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto che dimostra generosa liberalità nei confronti di attività istituzionali dell’Università ed attenzione alla storia e alla cultura del territorio orvietano. Anche altre Istituzioni collaborano all’impresa: il Comune di Orvieto, la Protezione Civile, l’Opera del Duomo ha concesso per venti anni al Comune i terreni di sua proprietà per lo svolgimento delle ricerche.

Si procederà, inoltre, a definire nei dettagli la prestigiosa iniziativa di una mostra prevista per la primavera del 2018 sui risultati dello scavo da allestire presso il Museo di Storia e dell’Arte di Lussemburgo, sede dell’Unione Europea oltremodo qualificata ad ospitare i risultati degli scavi del santuario federale etrusco.

L’iniziativa, che ha avuto l’adesione della Regione Umbria e il patrocinio della Presidenza della Repubblica, sarà accompagnata dall’allestimento presso la Fiera di Lussemburgo di prodotti dell’enogastronomia umbra e dall’illustrazione di itinerari turistici della Regione umbra.

Durante la campagna in corso saranno organizzate visite guidate e si prevede la quinta edizione dell’iniziativa “Sotto il cielo degli Etruschi. Notte bianca al Fanum Voltumnae”. Tutte le informazioni relative a iniziative ed eventi saranno disponibili sul sito web del Comune di Orvieto e sui social network.

INFO: www.unifg.it

Settore Stampa e Comunicazione
Area Comunicazione e Rapporti istituzionali
Università degli Studi di Foggia
Via Gramsci 89-91 71122 Foggia
Tel: + 39. 0881.338.426-402
E.mail: comunicazione@unifg.it

COMUNICATO STAMPA