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uniAlla cerimonia alcune scuole della città e della provincia, mentre Vieste gli ha conferito la cittadinanza onoraria.
Il Rettore: «Restituiamo la libertà intellettuale a una persona alla quale è stato impedito di studiare e di laurearsi, una persona alla quale è stata brutalmente sottratta la vita».
Alla cerimonia di conferimento (aula magna del Dipartimento di Studi Umanistici, dalle ore 10 in poi) anche alcuni esponenti della Comunità Ebraica di Roma: la celebrazione dell'evento, tra gli altri giornali, anche sul “Corriere della Sera”.
Domani l'Università di Foggia (dalle ore 10 a seguire, presso l'aula magna del Dipartimento di Studi Umanistici. Lettere, Beni culturali e Scienze della formazione in via Arpi 176 a Foggia) conferirà la Laurea Honoris Causa ad Alberto Mieli, sopravvissuto all'orrore della Shoah e tra i pochi testimoni oculari – ancora in vita – della brutalità dei campi di sterminio. Mieli – che il prossimo 22 dicembre compirà 90 anni – ha ricevuto anche la cittadinanza onoraria dal Comune di Vieste, a conferma di un legame molto profondo con il territorio.
La sua candidatura alla Laurea Honoris Causa, infatti, è maturata all'interno degli ambienti scolastici della Capitanata: tra i dirigenti didattici, i docenti e gli studenti degli istituti in cui Alberto Mieli è stato invitato negli ultimi anni a portare la propria testimonianza. La testimonianza della cattura da parte dei nazisti, della prigionia, del trasferimento da un campo di sterminio all'altro, dell'incubo dell'ingresso ad Auschwitz. La proposta di laurea, poi, è stata adottata accademicamente dai proff. Saverio Russo (Storia moderna) e Stefano Picciaredda (Storia contemporanea) del Dipartimento di Studi Umanistici, che l'hanno prima proposta al diretto interessato quindi ne hanno accompagnato l'iter (le approvazioni presso il Senato accademico e il Consiglio di amministrazione, infine l'autorizzazione da parte del Ministro all'Istruzione, Università e Ricerca scientifica prof.ssa Stefania Giannini) fino alla cerimonia allestita dall'Università di Foggia. «Alberto Mieli è particolarmente amato dai più giovani, che in lui ragazzo, protagonista suo malgrado di vicende di incredibile violenza quando aveva appena 17, 18, 19 anni, si immedesimano, e da tale immedesimazione traggono un forte senso di partecipazione e di impegno: la volontà profonda che quanto lui ha dovuto subire e vedere non accada mai più – si legge in un breve passaggio dell'introduzione alla cerimonia del Direttore del Dipartimento di Studi umanistici, prof. Marcello Marin –. Per questi motivi abbiamo voluto, il Rettore ed io, che questa cerimonia avvenisse qui, in quest’aula, nel cuore di un Dipartimento che ha la missione di far crescere attraverso la ricerca e di trasmettere attraverso la didattica il sapere umanistico: la cultura letteraria e le forme artistiche, il percorso storico e l’approfondimento filosofico, le scienze della formazione e dell’educazione».
Oltre alle diverse autorità, amministratori e rappresentanti della comunità accademica, alla Cerimonia di conferimento della Laurea Honoris Causa ad Alberto Mieli prenderanno parte anche il Vescovo dell'Arcidiocesi di Foggia – Bovino mons. Vincenzo Pelvi insieme a una rappresentanza della Comunità Ebraica di Roma. «Con il conferimento della Laurea Honoris Causa ad Alberto Mieli – aggiunge il Rettore dell'Università di Foggia, prof. Maurizio Ricci – restituiamo la libertà e la dignità intellettuale a una persona alla quale è stato impedito di studiare e di laurearsi, una persona alla quale è stata brutalmente sottratta la vita. Restituiamo, nei limiti del possibile di una gioventù che comunque è stata segnata da un incubo impossibile da cancellare, la bellezza del dubbio e del sapere: sarà una giornata di grande festa ma anche di grande consapevolezza, una giornata in cui l'Università di Foggia celebra, soprattutto in un periodo come questo, la libertà di essere cittadini del mondo: tutti con gli stessi diritti». A conferma del grande significato morale e intellettuale della cerimonia di domani, tra tutti gli organi di informazione locali e nazionali che si sono occupati – a vario titolo – dell'evento in programma presso l'aula magna del Dipartimento di Studi umanistici, c'è anche il Corriere della Sera (che nell'edizione di oggi ha dedicato ampio spazio alla cerimonia).
Programma
Saluto del Rettore prof. Maurizio Ricci
Presentazione del Direttore del Dipartimento di Studi umanistici prof. Marcello Marin
Laudatio prof. Stefano Picciaredda
Lectio Magistralis dott. Alberto Mieli

Biografia
Figlio di Umberto e Rosa Moresco, nato a Roma il 22 dicembre 1925, Alberto Mieli fu arrestato e torturato nella Capitale, nel novembre del 1943 all'età di 17 anni, perché trovato in possesso di un francobollo della resistenza. Dopo alcuni giorni fu deportato prima nel campo di sterminio di Auschwitz - Birkenau (nei pressi di Cracovia, Polonia) e poi a Mauthausen. Sul suo braccio gli fu tatuata la matricola 180060 e da allora, fino al giorno della sua liberazione, non fu più una persona ma un numero. Miracolosamente sopravvissuto alla Shoah, storico "suo malgrado" come spesso si definisce ironicamente, Alberto Mieli è divenuto uno dei testimoni principali della strage compiuta dai tedeschi ai danni degli ebrei (e di altre popolazioni e gruppi) durante la Seconda guerra mondiale. Alberto Mieli è affettuosamente soprannominato Zi Pucchio, proprio per le sue radici profondamente romane. Il 16 ottobre 1943 era scampato al rastrellamento del ghetto di Roma, un mese più tardi però cadde nella rete di fascisti e Gestapo. Riuscì a salvarsi perché inviato a lavorare nelle fabbriche di guerra di Sosnowiec, nell'attuale Repubblica Ceca: il trasferimento da Auschwitz a Sosnowiec avvenne a piedi, una marcia di 620 km durata circa due mesi e compiuta sia di notte che di giorno. Durante questo tragitto, almeno altri 100 deportati morirono di stenti. Alberto Mieli si salvò, insieme a pochi altri.

Davide Grittani Portavoce del Rettore dell'Università di Foggia