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Politica

Foggia, 08 marzo 2012

 

Sono trascorsi ormai due anni da quando ho assunto l'impegno di presiedere l'Ente Autonomo Fiera di Foggia e devo dire che, mai come nei primi mesi di questo nuovo anno 2012, l'Ente e il suo quartiere hanno ricoperto un ruolo così centrale nel dibattito cittadino, nelle cronache provinciali e nel dibattito regionale sul sistema fieristico pugliese.

Va oltre ogni ragionevole dubbio che la prima emanazione del Regolamento che avvia il processo di privatizzazione degli Enti fieristici pubblici pugliesi, emanato dalla giunta Vendola in attuazione della legge regionale 9 marzo 2009, abbia costituito un motivo di accelerazione: si tratta di un progetto di riordino e di trasformazione che prevede l’evoluzione della fiera da come la conosciamo a nuovo soggetto imprenditoriale, maggiormente dinamico e innovativo, capace di ottimizzare la proprietà e la gestione delle strutture immobiliari, anche separandole.

Per l'Ente Fiera di Foggia, ciò costituisce d'imperio e in tempi stretti la necessità di avviare modifiche profonde e sostanziali, da concertare e validare insieme ai Soci fondatori: Comune, Provincia, Camera di Commercio e la stessa Regione.

Questo processo evolutivo chiede ai nostri partner istituzionali di essere protagonisti nella costruzione della Fiera di domani ed è una occasione speciale perché il territorio possa esprimere progettualità condivise e di grande innovazione, non tanto per salvaguardare una Istituzione che è parte fondamentale della sua storia, ma piuttosto per progettare e realizzare un indispensabile e potentissimo strumento di promozione e di supporto alle nostre attività imprenditoriali.

Un percorso tutt'altro che semplice, che richiede il requisito fondamentale di un dialogo permanente, costante, frequente e positivo tra istituzioni che già attraversano - insieme al Paese - un difficile momento congiunturale e talvolta faticano a dedicare energie che vadano oltre le proprie competenze distintive.

Un percorso tutt’altro che scontato, sul quale incombe il rischio – già attraversato in altre occasioni – di non trovare pronto e disponibile il nostro territorio e le sue articolazioni istituzionali, economiche e sociali.

Anche l'impegno profuso di concerto con la Fiera del Levante, dopo un personale e proficuo confronto con il Presidente Gianfranco Viesti e la firma di un documento congiunto, ricco di osservazioni e di spunti positivi, non certo censori o riduttivi, è riuscito nell'intento di rallentare i dettami dell'iter normativo, al fine di favorirne una corretta ed efficace declinazione.

Come Ente Fiera di Foggia, dunque, non possiamo che dichiararci pronti alla sfida: vogliamo vedere nel nuovo Regolamento l'opportunità di cambiare abito, di cambiare marcia, di proiettare il quartiere fieristico verso nuovi traguardi, tutt'altro che irraggiungibili: si tratta di rafforzare la nostra mission di assicurare attività efficienti in sinergia con le realtà istituzionali ed economiche del territorio, sostenere la promozione dei prodotti dauni e pugliesi di eccellenza, di convincere i mercati, riuscendo nel contempo a garantire la propria competitività emulando i migliori esempi di trasformazione economico-gestionale di altre aree geografiche del Paese, senza sudditanze e soprattutto senza rinnovare antichi piagnistei.

Siamo pronti. Con il recente insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione e del nuovo Consiglio Generale sentiamo più vicina e più convinta la città e le sue istituzioni. Abbiamo iniziato a modificare la vision, stiamo ridisegnando l'ingegneria delle principali manifestazioni, ne stiamo creando e attraendo di nuove e specializzate.

E' ora necessario sostenere e sospingere un interesse ancor maggiormente diffuso, in tutto il territorio di Capitanata, nelle comunità locali, presso i Comuni, nei cittadini e nelle loro imprese ed associazioni: in questa direzione senz'altro andrà la ormai prossima Fiera dell'Agricoltura, al centro di un profondo restyling in direzione dell'agroalimentare e della centralità del valore della terra, e il prossimo Ottobre Dauno, che da generica campionaria si farà contenitore di un focus sui borghi e sulle eccellenze territoriali.

Per questo motivo non siamo allarmati se qualche iniziativa nata nel quartiere fieristico sceglie di farsi itinerante e di portare la propria esperienza diffusa sul territorio provinciale: rimane comunque un evento centrale per il territorio e anche per noi, pur necessariamente spogliato dei suoi contenuti espositivi. Ci piace pensare possa rappresentare un'ulteriore esperienza positiva e che domani si possano nuovamente incrociare i destini nell'ambito di una razionale ed efficace politica comune, che veda al centro la qualità della vita e delle produzioni del nostro territorio, avvertendo nuovamente la necessità di una vetrina importante e qualificata quale vogliamo essere.

La Capitanata, con Foggia al centro, deve riscoprirsi "fieramente agricola" e poggiare tutta la propria capacità di innovarsi e proiettarsi nei mercati con la fascinazione di un territorio in grado di attrarre turismo e nuove economie. Ruralità, rispetto del paesaggio, narrazione delle tradizioni, identità, terra, agricoltura, artigianato e turismi attivi ed esperienziali sono al centro della nostra vision. Siamo certi che, in questo, non vi siano motivi di distanza con i nostri Soci, con il sistema produttivo e con l'immagine vocazionale che vogliamo e sappiamo esprimere, rappresentandola nei mercati nazionali e internazionali.

Nessuno oggi può pensare di procedere in solitudine, senza guardarsi attorno e stringersi a coorte: l'economia nel tempo della scarsità ci induce a riflessioni profonde, razionali, efficaci sul piano dell'efficienza, del riuso, della comunanza di interessi, della complicità e della sinergia. La Fiera è più aperta che mai.


Fedele Cannerozzi

Presidente della Fiera di Foggia