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Politica

E’ Francesco Di Noia il nuovo segretario dei Giovani Democratici, eletto per acclamazione dai delegati al primo congresso dell’organizzazione che conta 672 iscritti. L’assise congressuale si è svolta sabato scorso presso l’Unione provinciale del PD ed ha visto la partecipazione, tra gli altri, del segretario provinciale Paolo Campo, del segretario uscente dei GD Antonio Stornelli, del presidente del Consiglio comunale di Foggia Raffaele Piemontese, del responsabile del dipartimento Lavoro e Welfare Tommaso Pasqua e del presidente della Fondazione Foa Sabino Colangelo.
L’incipit della relazione del segretario è stato una citazione di don Tonino Bello – la politica è arte nobile e difficile – utilizzata per spiegare la necessità di “affrontare una discussione franca, aperta, se vogliamo, anche dura sulla nostra organizzazione, perché prima di parlare a una generazione, a un Paese dovremmo avere un’idea un po’ più chiara sulla nostra carta d’identità. Senza una carta d’identità riconoscibile ti privi di un messaggio di senso verso le nuove generazioni.
Noi siamo giovani foggiani e dei giovani di questo territorio intendiamo occuparci. Sappiamo che ciò significa prenderci cura della Provincia nel suo complesso, ritenendoci non un problema, ma, bensì, la soluzione dei problemi, e tornando ad “abitarne” la società, a comprenderne i meccanismi profondi, a parteciparne tutti gli aspetti.
Tutto ciò all’inamovibile condizione di tornare a concepire l’impegno politico nella giovanile innanzitutto come studio e formazione. Crediamo che la politica “del fare”, senza la dovuta premessa della politica “del pensare”, sia un disordinato esercizio amministrativo e che, senza la costruzione di una forte identità politica, anche la nostra organizzazione perda il suo carattere associativo, diventando un banale circolo ricreativo.
Al Partito Democratico di Capitanata portiamo questo nostro contributo, al Partito vogliamo offrire idee, entusiasmo, militanza e impegno. Al Partito domandiamo risorse, mezzi e attenzione politica. Nel Partito rivendichiamo l’autonomia di un pensiero e di un’azione libera dal Partito stesso. Del Partito Democratico vogliamo essere cittadini e non sudditi: alle decisioni collettive un’organizzazione giovanile responsabile e consapevole partecipa in maniera effettiva, in nome delle proprie idee e della propria onestà intellettuale, senza mai rendersi accomodante, senza mai prestarsi a misere speculazioni o a improduttive faide interne.
Crediamo che i giovani crescano solo se posti nelle condizioni di affrontare le difficoltà e le sfide della politica e di costruirsi un proprio cammino. Solo in questa maniera il nostro protagonismo all’interno del progetto del Pd potrà servire al bene comune. Solo in questa maniera potremo formarci come nuova classe dirigente meridionale, colta ma popolare, europea ma radicata nel profondo della propria terra, in grado di cimentarsi col governo della cosa pubblica a tutti i livelli.
Se volessi racchiudere il mio intervento in un messaggio, direi che dobbiamo lavorare per ridare dignità alla politica, nella sua accezione letterale: in favore, per il bene della polis. Per far sì che questo avvenga, dobbiamo impegnarci tutti, a cominciare da domani quando il sipario sul nostro congresso sarà calato, a mettere in pratica i nostri propositi. Sarà dura, lo so, ma abbiamo il dovere di provarci. Lo dobbiamo alla nostra terra e al nostro Paese”.

comunicato stampa