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Politica

logoPD«Ma quale accordo, i numeri nel Pd sammarchese ce l’abbiamo noi»

Marucci: «Prima hanno ignorato il rinnovamento,  ora vorrebbero che il nuovo corso seguisse i veterani in questa avventura suicida con l’Udcap. Hanno fatto male i conti». I giovani turchi hanno presentato un documento con sei punti mettendo alle strette la federazione provinciale di Foggia
 
«Ma quale accordo tra Pd e Udcap, la maggioranza del partito siamo noi e di accettare regali a scatola chiusa non se ne parla nemmeno». Così Fabio Marucci, che in questi mesi nel Pd di San Marco la Catola ha dato vita ad un nuovo corso fatto di persone che si rifanno agli ideali dei Giovani turchi, corrente di sinistra del partito legata a Stefano Fassina. «Abbiamo lavorato per mesi – spiega il giornalista – rischiano tuttavia di essere messi alla porta dai veterani del partito, refrattari ad ogni ipotesi di rinnovamento. Anzi, ci hanno proprio messo alla porta, con l’avallo della federazione provinciale che solo oggi si ricorda di noi, nel tentativo di spiegarci che l’accordo con l’Udcap è cosa buona e giusta». Un accordo che il nuovo corso ritiene impossibile, per via di rancori mai superati a seguito della sfiducia della precedente giunta Pd. «Bisognava fare un’analisi politica molto prima –
prosegue il giovane turco – e dialogare di più. Oggi, dopo un mese, scopriamo di essere indispensabili, ma è ovvio: a San Marco la maggioranza del partito non ce l’hanno né i veterani, né gli ex amministratori. Ce l’abbiamo noi, distinti e distanti da ogni ideale che non sia di rinnovamento». E giovedì
sera, nel corso dell’ennesimo incontro con la federazione provinciale di Foggia, alcuni rappresentanti del nuovo corso hanno presentato un documento contenente alcuni punti. «In sintesi diciamo mai con l’Udcap, pur stimando e rispettando i suoi componenti – aggiunge il giornalista – aprire al confronto con altri partiti e liste civiche, chiediamo inoltre che a seguire le trattative sia una commissione incaricata e impegniamo la federazione provinciale a vigilare sul tesseramento in vista del congresso». A sorpresa le conclusioni: «Siamo perfettamente in grado di concorrere da soli in vista delle elezioni amministrative – fa sapere l’esponente del Pd – abbiamo un programma e persone valide in grado di sostenerlo. Il fatto che qualcuno si sia rifiutato di capirci, di sicuro non pregiudica il cambiamento. Il paese da risollevare e i problemi dei cittadini,  per noi vengono prima di tutto». E non è escluso che in una fase successiva gli ex amministratori possano avvicinarsi al nuovo corso, rafforzandolo ulteriormente.