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Politica

palazzodicittfoggiaÈ alquanto singolare che in questa campagna elettorale –scusate la rima, tra l’altro non voluta- alcuni candidati sindaci (ma solo alcuni…) e probabili consiglieri, si ricordano di alcune problematiche e infrastrutture da sistemare.
Foggia, come sappiamo, è in affanno, esattamente in ipossia, e non basteranno gli slogan per ridarle ossigeno. Da qui al 25 maggio p.v., più probabilmente all’8 giugno, Foggia avrà a disposizione una bombola d’aria, poi l’affanno riprenderà e l’ipossia farà il resto. Spetta a noi cittadini elettori e futuri consiglieri –per chi ce la farà- far si che quella bombola d’aria diventi aria pubblica, bene comune, non più compressa.
Campagna elettorale, appunto, dove proclami, slogan, promesse spesso “fatue” convincono la pancia dell’elettore. Una campagna dove le capacità dell’orazione prevale su quella della realizzazione.
Ha fatto scuola il Cavaliere -purtroppo o per fortuna… mah- e molti, ora pseudo deberlusconizzati, mettono in pratica la sua dote oratoria e mimica comunicativa, ma non fattiva.
In tutta onestà provo riluttanza verso questi soggetti, seppur amici nella vita sociale, non in quella politica. La sincerità e l’onestà d’espressione sono fondamentali per me.
Come si può parlare di rilancio del territorio, della nostra cara amata città di Foggia, dell’aeroporto Gino Lisa, di teatri e scuole chiuse, di Parco San Felice auditorium compreso, del centro storico foggiano e dei Quartieri Settecenteschi, degli artisti locali e della zona ASI, se gli interpreti istituzionali, oggi ancora candidati, hanno ascoltato le istanze cittadine con orecchie da mercante?
Come si può speculare sui problemi sociali, sui senza tetto, sui disoccupati, sui disabili, quando chi lo fa è e sono gli stessi che son stati e purtroppo siederanno nuovamente nell’assise comunale?
Dov’era questa gente, foggiani perlopiù e qui mi manda in collera…, quando persone come me e tanti altri concittadini li esortavano a prender atto dei problemi oggi diventati slogan?
Ovviamente la mia rimostranza non è rivolta a tutti i nostri consiglieri, e chi sa capirà.
Ecco, questo è uno dei motivi che mi ha spinto a impegnarmi in politica, con l’auspicio che possa discuterli e spero risolverli collaborando con chi verrà eletto. Io continuerò nella mia instancabile azione di denuncia, eletto o non eletto. Se avrò la fortuna, onere e onore, di esser scelto dai cittadini (…e di voti ce ne vorranno tanti, chissà…), cercherò di farla diventare non solo azione propositiva, bensì azione risolutrice, con proposte e programmi atti al miglioramento della nostra carissima amata Foggia. Il tutto, come detto, facendo squadra con chi ha creduto in ciò che ho fatto e che potrei fare ascoltando loro.
Tuttavia, è bisogna prenderne atto una volta per sempre, molti cittadini chiedono rinnovamento nella politica, anche se una parte di loro sommessamente, spesso anche senza pudore, nel gabbiotto elettivo riconfermano fiducie a chi vorrebbero escludere. Le promesse “fatue” colpiscono ancora e sempre. Il rinnovamento è fondamentale. Non dev’essere esclusivamente anagrafico, bensì mentale. Le generazioni cambiano e con esse usi e costumi, abitudini, necessità e tempistiche. La politica deve avere lo stesso passo dei cambiamenti in atto e con essa le menti, anche se non più giovani, poiché tra i giovani si celano menti molto più vecchie di quelle anagrafiche.


NICO BARATTA